Secondo me, ancora non è finita, la crisi è iniziata quando i prezzi hanno incominciato a salire, salire e ancora oggi salgono, certo per chi non ha problemi, non gli importa che ciò accada. Ma partiamo da quella schiera di futuri ciclisti, che vogliono avvicinarsi a questo sport, senza grandi risorse. È una situazione di frustrazione continua, perché vedono ogni giorno allontanarsi la possibilità dell’acquisto del loro desiderio. Ecco però, all’orizzonte si presenta una nuova situazione che può aiutare il futuro ciclista, cioè: l’ingresso diretto dei costruttori cinesi nel mercato globale a prezzi veramente interessanti, cioè: a prezzi molto inferiori. Questo farà sì, che le vendite dei produttori ( non Cinesi ) cioè per la maggior parte di essi si fermeranno ancora di più, portando inevitabilmente alla chiusura di alcune aziende, ritornando così, a produrre pochi esemplari e tornando a quei piccoli costruttori artigianali, di un tempo che fu.
Claudio a commento dell’articolo su CBT Italia
Il tema prezzi è reale e certamente l’aumento è stato importante, ma ridurre tutto il problema a una generica “colpa degli aumenti” rischia di semplificare troppo. Negli ultimi anni c’è stato un salto tecnologico importante (materiali, integrazione, elettronica) che ha spinto verso l’alto il prezzo medio, ma allo stesso tempo ha anche allargato l’offerta: oggi esistono più fasce di prodotto rispetto a prima.
Il problema semmai è la percezione del valore. Chi si avvicina vede soprattutto il top di gamma, quello più esposto mediaticamente, e lo prende come riferimento, quando in realtà il mercato si gioca molto anche su segmenti intermedi e sull’usato.
Sull’ingresso dei produttori cinesi: non è una novità, è già in corso da anni. Più che “invasione”, è una progressiva normalizzazione della filiera globale. Porterà pressione sui prezzi, sì, ma difficilmente farà sparire i marchi storici: questi ultimi lavorano su brand, distribuzione, assistenza e sviluppo, non solo sul costo del prodotto.
Più che un ritorno al passato artigianale, è probabile una polarizzazione: da una parte prodotti competitivi sul prezzo, dall’altra marchi che dovranno giustificare meglio il proprio posizionamento. In mezzo, il mercato continuerà ad adattarsi, come ha sempre fatto.





































