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Home Alimentazione

La crisi? Niente scuse, è prevedibile. Ecco come evitarla nelle lunghe distanze

Redazione di Redazione
13 Maggio 2026
in Alimentazione, Gare, Preparazione
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giro d'italia 2026

foto: LaPresse

La crisi nelle lunghe distanze non è un evento improvviso, ma il risultato di una somma di fattori: energia, intestino, idratazione, recupero e gestione del carico. Ovviamente, allenamento.

Ed è proprio questa “somma” che spesso viene sottovalutata. Perché nella narrazione comune la crisi è un momento: una soglia che si supera e che cambia tutto. In realtà, nel ciclismo di endurance, quando si fanno lunghe distanze, è molto più corretto pensare alla crisi come a un processo di accumulo. Una sequenza di piccoli scostamenti che, presi singolarmente, sembrano gestibili. Ma che nel loro insieme portano al cedimento.

>>> Speciale Giro d’Italia 2026

La crisi non è un punto: è una curva che peggiora

Un aspetto chiave è cambiare prospettiva temporale. La crisi non “arriva” al chilometro X o dopo un certo numero di ore. Inizia molto prima, quando il bilancio tra ciò che si consuma e ciò che si riesce a reintegrare diventa leggermente negativo.

All’inizio non viene percepito. Le sensazioni restano buone, il ritmo è stabile. È proprio questa fase a essere ingannevole: il corpo compensa. Poi però le compensazioni diventano più costose, meno efficienti. E quando il sistema non riesce più a tamponare, il calo appare improvviso. Ma si tratta solo dell’effetto finale.

alimentarsi alle classiche
foto: Enervit

Energia: il problema non è solo la quantità

Quando si parla di prestazione sulle lunghe distanze, l’energia è il primo elemento evidente. Ma non basta dire “mangia di più”.

Il punto è la continuità dell’apporto e la compatibilità con l’intensità. Più aumenta il ritmo, più si riduce la capacità digestiva. Questo crea un paradosso: proprio quando ci sarebbe bisogno di più energia, il corpo è meno in grado di gestirla.

Inoltre, non tutti i carboidrati sono uguali in termini di tolleranza e assorbimento. E non tutti gli atleti reagiscono allo stesso modo sotto stress. Da qui nasce una delle differenze più importanti tra chi “regge” le lunghe distanze e chi invece va in crisi precoce: la capacità di alimentarsi mentre si produce potenza.

Intestino: il limite invisibile che decide la giornata

Se l’energia è il carburante, l’intestino è il sistema di distribuzione. E spesso è proprio lui a decidere quando si ferma tutto.

Durante uno sforzo prolungato, il flusso sanguigno viene prioritariamente indirizzato ai muscoli. Il sistema digestivo lavora in condizioni ridotte e questo può portare a rallentamenti, malassorbimento e disturbi gastrointestinali.
La crisi parte spesso da qui e non è nemmeno una “questione di gambe”, ma nell’incapacità di continuare a introdurre energia.

E quando si smette di alimentarsi correttamente, il declino non è più lineare, accelera fino alla crisi, appunto.

Idratazione: la variabile che altera tutto senza farsi notare

L’idratazione è uno dei fattori più subdoli perché raramente produce un “momento di rottura” evidente. Agisce per deriva.

Una lieve disidratazione progressiva modifica la percezione dello sforzo, aumenta la frequenza cardiaca a parità di potenza, riduce la lucidità decisionale. In altre parole: peggiora tutto senza che ci si accorga subito del problema che arriva.

In condizioni ambientali calde o umide, questo effetto si amplifica. E spesso si somma al problema energetico e intestinale, creando una spirale difficile da invertire.

Giro d'Italia 2026
LaPresse

Recupero: la crisi si prepara prima di partire

Un errore frequente è considerare il recupero solo come fase successiva allo sforzo. In realtà, il recupero è ciò che determina il livello di partenza.

Arrivare a una lunga distanza con accumulo di fatica significa iniziare già in deficit funzionale. Non è da trascurare: è una riduzione della capacità di compensazione.

Questo significa che due atleti con la stessa strategia durante la gara possono avere esiti completamente diversi, semplicemente perché uno dei due è arrivato più “scarico” prima ancora di iniziare.

Gestione del carico: la somma delle scelte settimanali

La gestione del carico è il punto che unisce tutto il resto. Allenamento, intensità, alimentazione, recupero e stress esterno non sono elementi separati.

Se il carico è mal distribuito, il sistema arriva alla lunga distanza già vicino al limite. E in quel caso basta poco per superarlo.

La crisi, quindi, non è un errore del giorno della gara. È spesso il risultato coerente di una preparazione che ha lasciato troppo poco margine.

Quando la crisi sembra improvvisa, ma non lo è

La sensazione tipica dell’atleta è quella del “crollo improvviso”. Ma questa è una percezione, non una causa.

Il motivo è semplice: il corpo riesce a compensare per molto tempo, poi smette di farlo. Il passaggio tra compensazione e cedimento può essere rapido, ma la costruzione è lenta.

Come detto, le sensazioni non restituiscono subito l’evidenza del problema che arriva. C’è la foga agonistica o per l’evento importante che può distrarre dall’attenzione all’alimentazione equilibrata, tanto più con l’arrivo del caldo che rischia di avere un peso maggiore nell’equilibrio delle cose su cui concentrarsi.

come migliorare in salita

Accelerare sull’idratazione

In ottica di performance, l’obiettivo non è eliminare la crisi. È aumentare il margine prima che si presenti.

Questo significa anche allenare l’alimentazione e non improvvisarla. Nel nostro precedente articolo, pensando alle Classiche, gare di lunga distanza spesso corse senza margini di recupero, abbiamo parlato anche dell’allenamento dell’intestino che deve essere “abituato” a gestire alte grammature di carboidrati durante lo sforzo con l’esempio di prodotti studiati ad hoc come quelli utilizzati dal team UAE.

Nella nostra attività che si intensifica possiamo prendere come riferimento anche il Giro d’Italia che sta partendo ed è un esempio di come sia necessario programmare bene l’alimentazione e, andando verso il caldo, anche l’idratazione che non deve essere “reattiva” (solo quando si ha sete).
Ovviamente, nell’economia degli sforzi, occorre dare giusto spazio al recupero che fa parte integrante della preparazione.

Tag: alimentazioneenervitequipe enervitevidenzagiro d'italiagiro d'italia 2026preparazioneteam uae

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Iscrizione al Registro degli Operatori della Comunicazione con registrazione n° 35370 aggiornata 8 ottobre 2020.

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