Gentile Direttore, le scrivo per riprendere un articolo sull utilizzo delle e-bike da parte di Claudio Turbino. Anche io da qualche anno sono passato a questo mezzo, sono un ex ParaCiclista che per anni ha combattuto contro salite e km con l utilizzo di una sola gamba. Ho avuto tante soddisfazioni e non sto qui a celebrarle…ho dovuto fare più fatica degli altri, i normodotati, alle Granfondo mi toglievo tante soddisfazioni arrivando anche bene ma non ho mai detto ad un altro Ciclista…beh facile in salita al 14% con 2 gambe!! Io salivo con una e la mia vittoria era arrivare…zitto zitto.
Nelle gare di federazione in ambito Paralimpico mi confrontavo con atleti alla pari…o quasi e l importante era esserci e godersi una giornata di sano Agonismo e Sport. Oggi a volte trovo ciclisti che quando mi vedono in ebike storgono il naso o fanno battute….forse perchè non mi stanno dietro, cè molta poca cultura ed ipocrisia riguardo a questo argomento, ma questo non mi dà alcun fastidio, solo il fatto che questo atteggiamento scoraggia molti ciclisti, magari poco performanti per avanzata età o poco tempo per allenarsi ad avvicinarsi all utilizzo della E-bike. Questo mezzo andrebbe visto anche come Salvavita per alcuni ciclisti che mettono a rischio la loro salute superando i loro limiti pur di non mollare il gruppo e rimanere staccati. Grazie e buon anno.
Gentile Direttore,
Fausto Anghi
Vinicio Sainati
Gentile Direttore, deve dire a Dal Mas che le sue opinioni se le può metterle in tasca e nello specifico le posso garantire che le e-bike non sono per correre ma per tenersi in forma anche dopo gli anta e non dite che sono motorini perché, se regolari, c’è bisogno di pedalare anche se con meno sforzo. I competitivi o come vogliono farci credere hanno un limite mentale, quello della gara a tutti i costi: contro tutti ed in ogni dove. Salute e pace che la salute è importante e la vita è breve.❤️
eggo spesso di come chi va in ebike assistita sia quasi sempre visto come un non ciclista.Io ho sempre usato una bici muscolare ma 4 anni fa mi è stato diagnosticato un cancro alla pleura e pian piano ho avuto sempre più difficoltà a pedalare.2 anni fa ho acquistato una ebike a pedalata assistita e da allora ho potuto riprendere a divertirmi (pur con i miei limiti) a pedalare e a rifare le i percorsi che facevo prima. Quel che voglio dire è che chi pedala in ebike non è sempre un fannullone che viene visto con supponenza da certi ciclisti.
Cordiali saluti.
TB
Paolo Fattori.
Gentile Redazione… Le e bike non sono bici?basta con questi “uomini veri”,questi macho su due ruote…io ho avuto una muscolare per 5 anni e dato che pesavo 104 kg non riuscivo ad andare in salita,poi ho comprato una e bike e adesso, dopo 4 anni, sono 86 kg..bisogna pedalare comunque e darsi una regola:4 velocità, mai usare turbo, con dei 18% di pendenza uso la seconda velocità, tour, poi i rapporti, facciamo giri da 70/80 km su asfalto (poco) strade ghiaiate e sterrati, la pedalata assistita ci permette di divertirci, sono stanco di queste prevaricazioni, sono infantili e dimostrano insicurezza, grazie
Una vera ondata di lettere di questo tipo a testimoniare, e purtroppo ce n’è bisogno, che l’e-bike è una bicicletta dove si può faticare anche parecchio, ovviamente col necessario buonsenso.



































