La granfondo La Fausto Coppi Generali entra in una nuova fase della sua storia. Questa volta non per un nuovo percorso o per un incremento di partecipazioni, ma perché diventa il primo evento ciclistico amatoriale italiano analizzato attraverso una metodologia LCSA (Life Cycle Sustainability Assessment). Lo studio, condotto dal Politecnico di Torino con il supporto della Camera di Commercio di Cuneo, fornisce dati certificati sul valore economico, ambientale e sociale della manifestazione, inserendosi in modo diretto nel dibattito contemporaneo sulla bikeconomy, tema di cui stiamo parlando in questo periodo di resa dei conti della stagione.
Il ciclismo è un settore che genera valore, attira turismo, crea identità territoriale e rilancia aree montane e rurali. La Fausto Coppi Generali rappresenta un caso concreto di questa trasformazione, con numeri che confermano il ruolo della bici come infrastruttura economica e culturale del territorio.
Il ruolo strategico della bicicletta
Il dato forse più significativo dello studio riguarda l’impatto economico complessivo: 1.938.037 euro, cifra che include la spesa dei partecipanti, delle loro famiglie, degli accompagnatori e di tutti gli interessati all’evento. Un ritorno misurato che dimostra l’efficacia della granfondo dal punto di vista economico, confermando quanto emerso nelle analisi della bikeconomy: il ciclismo genera valore diffuso, distribuito e duraturo.
I 2450 partecipanti, provenienti da 69 province italiane e 42 Nazioni, hanno determinato 7812 presenze nel weekend, con una spesa media giornaliera di 77,42 euro e una permanenza variabile da 1 giorno (per i locali) a oltre 3 (per i partecipanti stranieri). L’impatto sulla ricettività è evidente: hotel scelti dal 44,9 per cento dei partecipanti italiani, B&B preferiti dal 44,4 per cento degli stranieri, e campeggio indicato come opzione privilegiata dall’11 per cento, soprattutto tra gli ospiti internazionali.
Il dato chiave, però, è un altro: ogni euro investito nella manifestazione ne genera 10,8. Un moltiplicatore che rende La Fausto Coppi Generali non solo un evento sportivo, ma una piattaforma economica in grado di attivare filiere, attrarre presenze, distribuire opportunità e sostenere la crescita delle realtà locali.
Un evento che riduce emissioni e produce benefici ambientali
La dimensione ambientale dello studio LCSA rivela un quadro virtuoso. Per un evento con migliaia di partecipanti, 7,58 kg di CO2 pro capite rappresentano un valore molto basso, anche rispetto a manifestazioni internazionali comparabili. L’adozione di pratiche sostenibili – fornitori a KM zero, materiali biodegradabili, energia rinnovabile – ha permesso una riduzione del 20 per cento delle emissioni nella categoria food & beverage e un risparmio di 2 tonnellate di CO2 grazie all’utilizzo di energia 100 per cento green.
Ma il dato più significativo riguarda la mobilità: la pratica ciclistica ha evitato 33 tonnellate di CO2 eq, calcolate come differenza tra le emissioni generate pedalando e quelle che si sarebbero prodotte percorrendo la stessa distanza in automobile. È la dimostrazione concreta di come il ciclismo e il cicloturismo non siano soltanto attività ricreative, ma strumenti efficaci per la transizione ecologica.
Il capitale sociale: partecipanti fidelizzati e un territorio che si riconosce nell’evento
L’analisi S-LCA mette in evidenza un forte radicamento sociale: il 53 per cento dei partecipanti torna a iscriversi, mentre il 16 per cento ha preso parte a tre edizioni consecutive. Il punteggio di soddisfazione media (4,1 su 5) certifica un legame identitario che va oltre il gesto sportivo: La Fausto Coppi Generali diventa un’esperienza, un appuntamento che crea comunità e consolida il rapporto tra territorio e ciclisti.
Con 42 Nazioni rappresentate, la granfondo si conferma una manifestazione dall’appeal internazionale, elemento cruciale per i territori montani che puntano su turismo e outdoor come leve di sviluppo. Le considerazioni emerse dai panel istituzionali lo ribadiscono: il Cuneese, grazie alle sue salite iconiche come Fauniera e Sampeyre, può proporsi come uno dei poli più competitivi per il ciclismo mondiale.
Il ciclismo come strategia territoriale
Il dibattito che ha seguito la presentazione dello studio ha sottolineato un concetto chiave: la bicicletta è una risorsa strategica per le aree montane, non un fenomeno passeggero. Lo confermano i dati, lo conferma l’esperienza dei territori che hanno investito in percorsi, servizi, accoglienza e narrazione. La bikeconomy è un settore che cresce perché risponde a bisogni profondi: mobilità sostenibile, turismo lento, esperienze autentiche, sport accessibile.
In quest’ottica, La Fausto Coppi Generali è un esempio di come un grande evento possa fungere da acceleratore, dando forma a un modello di sviluppo che integra economia, ambiente e cultura locale.
L’annuncio della copertura televisiva di Sky Sport per l’edizione 2026 segna un ulteriore salto di scala, destinato ad amplificare la visibilità e l’attrattività della manifestazione.

































