La lezione dell’Amstel è servita, oppure era solo stanchezza ancora non smaltita dalla Parigi Roubiax e, tutto sommato, una corsa che finisce sul Muro di Huy non richiede poi chissà che fantasia, meglio risparmiare e sparare bene ma un colpo solo.
In realtà Pogacar è quasi caduto in tentazione nella côte precedente, con un allungo da far venire mal di gambe. Agli altri. È servita tanto per chiarire la situazione, Evenepoel in marcamento stretto ma che nulla ha potuto quando, a metà di Huy, Pogacar ha salutato tutti con un cambio di passo motociclistico.
Tadej è arrivato pallido sul traguardo, poco da sorridere dopo una giornata costantemente sotto l’acqua, ma era solo un’impressione. Non ce n’è stato per nessuno. Amen.
Resta la riflessione, che se Pogacar non fa spettacolo da lontano, le corse riprendono la piega di una volta, un po’ noiosa. Ma Huy non peronda.
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