Ci sono tanti modi di raccontare l’Italia che cresce in bicicletta (e già questa, a ben vedere, è una notizia che va sottolineata ché non è mai abbastanza), attraverso strade ciclabili, vere e proprie ciclovie e progetti che prendono forma.
Un modo di raccontarla è quella dell’Oscar del Cicloturismo. Quel Green Road Award arrivato alla nona edizione, una maturità crescente di proposte e selezioni dove non è solo questione di prendere la più bella in assoluto, ma premiare una foresta che cresce, a volte più silenziosamente, quindi anche idee da andare a scovare e incoraggiare.
L’Italia si estende per latitudini e ritmi diversi, iniziative istituzionali e altre individuali e un po’ a macchia di leopardo: l’Oscar del Cicloturismo le ha messe in fila, negli anni, facendole tendere all’eccellenza e stimolando un lavoro corale che ha un risvolto economico importante, le regioni se ne stanno accorgendo.
Bicicletta: economia e numeri da non perdere
Il Green Road Award fa il punto delle ciclovie, stimola progetti e fa i conti grazie a Legambiente, da sempre legata al premio e dimostra che la sostenibilità passa per la bicicletta e conviene alle tasche anche delle amministrazioni più riottose. L’andamento della spesa turistica è in crescita, ma quello che riguarda il cicloturismo ha prestazioni ancora migliori ed ha subito meno di tutti l’impatto della pandemia.
Non basta? Continuiamo con i numeri: “Il cicloturista in Italia, nell’estate 2023, spende in media 95 euro al giorno per l’acquisto di beni e servizi; un importo che per gli stranieri sale a 104,5 euro. Un dato che appare rilevante, se consideriamo che la spesa media giornaliera del totale dei turisti in visita nel nostro Paese è pari a 59,6 euro” dice il report di Legambiente.

Il turismo lento al ritmo dei pedali
Crescono le ciclovie e l’Oscar del Cicloturismo ne è diventato, negli anni, il termometro e la testimonianza di un’offerta che si fa sempre più efficace. Il vincitore, il podio, e le menzioni speciali sono la punta di un iceberg che è cresciuto nella parte sommersa rendendo, da una parte, più complicate le scelte della giuria, dall’altra spingendo all’eccellenza anche territori prima meno attenti.
La maturità delle ultime edizioni, che preludono al decennale del premio, ha coinciso con una crescita della popolazione pedalante italiana. Il terremoto Covid ha provocato uno tsunami dall’onda lunga che sta raggiungendo gli anfratti più nascosti, valorizza territori e ne destagionalizza le presenze.
Largo ai giovani e alla cultura
I tempi di permanenza sul territorio non sono solo la testimonianza della lentezza della bicicletta, ma di una scelta precisa di chi decide di viaggiare in bicicletta e, sorpresa: il 47 per cento sono giovani (quasi parità tra i sessi) con un’attenzione al contesto naturale e al patrimonio artistico.
Una domanda che viene dal basso e diventa spinta importante verso i servizi e la sicurezza. Nella giornata dell’ambiente (5 giugno) che viene due giorni dopo quella dedicata alla bicicletta, l’Oscar del Cicloturismo col rapporto di Legambiente, tirano la volata a una necessità naturale che riporta al ritmo più consono al corpo umano.

Pedalare a Lucca cambiando passo
La premiazione del Green Road Award ne è la prova: metti insieme un gruppo di amici che prima non si conoscevano, condividi, anche pedalando, la scoperta del territorio cambiando drasticamente ritmo. Esplorando, frenando un po’, con la consapevolezza di poter andare via in ogni momento, ma la certezza di non voler più lasciare quel battito di vita che chi fa turismo in bicicletta scopre e non molla più.
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Gli Eagles ci avevano visto giusto, ma noi volgiamo in positivo questa frase.
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