Purtroppo c è stata più risonanza sui furti di bici che quello che si è visto in televisione.. Da appassionato disgustato e non poco.
Eliseo Nicola
Che vergogna che la VUELTA non sia trasmessa dalla RAI!!!!!!!
Silvia Martini
Prendiamo due commenti tra alcuni ricevuti sulla nostra pagina Facebook e altri pure arrivati in redazione. C’è la Vuelta, in Italia per giunta, e silenzio totale sulla Rai?
È vero e il rammarico dei lettori è in particolare per non aver potuto vedere le tappe italiane della corsa spagnola che, quest’anno, è partita per la prima volta dall’Italia, dal Piemonte.
Cosa rispondere?
Mi vengono in mente diverse riflessioni. La prima è che sono d’accordo con i lettori: è un peccato. I comuni che hanno investito per avere la corsa hanno un ritorno certamente minore di quanto sperato e preventivato. Le proporzioni tra tv a pagamento, dove il pubblico è di appassionati, e tv pubblica, dove tutti possono vedere un evento, parlano di differenze enormi.
Purtroppo paghiamo un doppio svantaggio: da una parte il lievitare dei costi dei diritti tv dopo l’arrivo delle piattaforme di streaming, dall’altra i numeri di utenti del ciclismo che non giustificherebbero un investimento.
Vero pure che la Rai, in quanto servizio pubblico, dovrebbe sganciarsi dal ruolo prettamente legato alla convenienza economica e la Vuelta in Italia è stato un evento importante che avrebbe meritato maggiore attenzione, anche più degli anni scorsi proprio perché in Italia.
Amarezza sì, per questo e perché a far notizia, alla fine, sono state di più le biciclette rubate alla Visma Lease a Bike. Di ciclismo ci piacerebbe si parlasse di più delle gare e dei campioni. Anche perché, scommettiamo, sulla tv pubblica avrebbe avuto molto seguito, anche per curiosità.
Peccato.






































