1 mar 2021 – E se passassimo all’acciaio?
Domanda facile, ricorrente, tra i ciclisti prima o poi viene spontanea dopo aver percorso tutto il mercato, anche solo per curiosità. L’acciaio c’era prima e c’è anche adesso, anzi di più, perché era stato abbandonato dopo essere stato surclassato da altri materiali, che senso ha il suo ritorno ora?
Ce lo ha spiegato Paolo Erzegovesi, di Columbus, in occasione del “Cyclinside Bar Caffè”, su clubhouse che aveva come tema proprio l’acciaio.
Columbus nella sua storia, ha percorso tutti i materiali, partendo dall’acciaio è arrivata anche alla fibra di carbonio, passando per l’alluminio e anche il titanio. Di ogni materiale ha studiato caratteristiche, elaborato soluzioni, personalizzazioni. Erzegovesi spesso ne è stato l’interprete.
Ma quindi possiamo immaginare un ritorno all’acciaio nel futuro?
«L’evoluzione dei materiali ha dovuto fare i conti con il mercato – ci ha spiegato nella nostra chiacchierata – e i grandi gruppi hanno portato la telaistica di alto livello verso l’industrializzazione. Ne sono uscite anche ottime soluzioni, ovviamente, ma si è persa quella personalizzazione che era il cuore dei telai in acciaio. Anche quando venivano prodotti in misura standard si era sempre su più di dieci misure disponibili. Oggi si arriva a sei o sette».
A livello tecnico, però, si sono fatti molti passi in avanti con la fibra di carbonio. Intesa proprio come prestazioni assolute in termini di peso, caratteristiche meccaniche…
«Sì, le prestazioni assolute della fibra di carbonio sono imbattibili, ma sicuri che servano a tutti? Prendete il peso, ad esempio, la differenza può esserci in salita, non in pianura. E in ogni caso con la componentistica attuale si può togliere molto peso da lì e avere una bicicletta in perfetto assetto da corsa, ma in acciaio».
In cosa l’acciaio può essere migliore della fibra di carbonio?
«Con una struttura al limite e ben progettata si può arrivare molto vicini a un telaio in fibra di carbonio. Ma guardate che con un telaio in acciaio si può avere una sensazione di sicurezza molto maggiore. Inoltre si abbandona il costo dello stampaggio, per cui per un solo modello di telaio in varie misure, ci vogliono centinaia di migliaia di euro se si parla di monoscocca.
La lavorazione dell’acciaio è molto meno costosa e permette di ottenere risultati personalizzati.
E in termini di prestazioni tecniche?
«L’acciaio in questi anni si è evoluto molto. La Thyssen sta lavorando l’acciaio per stampaggio, impensabile anni fa. Le strutture delle automobili sono diventate molto più leggere e anche l’acciaio per le biciclette è diventato molto più efficiente, al punto di poterne personalizzare le caratteristiche meccaniche a seconda delle esigenze. Non è certo rimasto fermo come nemmeno l’alluminio. Vi ricordate i primi telai in lega di alluminio? I tubi erano difficili da saldare e si utilizzavano delle giunzioni con colle e incastri, poi è diventato vantaggioso utilizzarlo grazie alle tecniche di saldatura.
«Io all’acciaio do molte possibilità ancora. E poi c’è tutto un artigianato che si sta muovendo a suo favore e che ne è la forza. Soprattutto in Italia».
Redazione Cyclinside


































