Volendola andare a cercare sul sito FCI la potevi trovare indicizzata nella sezione “CERCA GARE” della pagina amatoriale di Federciclismo; in realtà, quella che si è svolta lo scorso giugno 2025 a Villetta Barrea (AQ) è stata tutto fuorché una manifestazione agonistica.
O meglio, di agonismo ce n’era poco, era quel che è bastato per aggiungere un po’ di pepe a una tre giorni che ha preso in prestito dai grandi Giri il formato di esclusivo minievento a tappe per amatori, replicato in modalità decisamente rilassata e prima di tutto incentrata sulle squadre, non sui singoli.
La nuova formula si chiama Lazzaride ed è nata da un’idea di Simone Carbutti e Marco Graziani. L’hanno voluta chiamare così perché unisce allo spirito “social”, “condiviso” e spensierato di una ride, la radice di un negozio storico di Roma, Cicli Lazzaretti, proprio quella che fino a qualche anno fa a Villetta Barrea organizzava una suggestiva granfondo nel Parco nazionale d’Abruzzo (la Granfondo nel Parco), ma che adesso vuole cambiare rotta attraverso questo formato tutto nuovo.
Alternativa alla granfondo
Sì, sappiamo bene che “l’età d’oro” delle granfondo è tramontata, tanti praticanti ne hanno abbastanza di questi eventi che da noi in Italia hanno sempre avuto una matrice molto agonistica.
Pericoli sulle strade e costi di partecipazione e trasferta hanno iniziato a dissuadere progressivamente sempre più praticanti; gli organizzatori, da parte loro, sono alle prese con incombenze normative sempre più rigide e pressanti che vincolano l’allestimento della “classica” granfondo o gara amatoriale.
L’alternativa? Nel caleidoscopico mondo del ciclismo amatoriale dei nostri tempi, una valida alternativa potrebbe appunto essere quella che ha tracciato l’edizione “numero zero” della Lazzaride: quello dello scorso giugno è stato un evento ad invito, probabilmente il prossimo anno passerà dall’invito al “numero chiuso”, ma di certo Lazzaride non sarà mai evento ciclistico “di massa”, se con questo termine si vuole intendere un numero di partenti superiore ai cento.
La formula a squadre
La formula della Lazzaride ha previsto una tre giorni iniziata il venerdì pomeriggio, con briefing, consegna dei pettorali, maglia e kit di benvenuto ai quasi venti partecipanti. Questi ultimi erano stati divisi in quattro squadre dagli stessi organizzatori.
L’alloggio? Tutti nella stessa struttura, nella fattispecie un bell’hotel quattro stelle nel cuore del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, che è stato fulcro della tre giorni e luogo di partenza a arrivo delle due “tappe”.
Sì, perché il sabato mattina si è cominciato subito a “sgambettare”: in programma un giro corto ma con una salita lunga, affrontata tutti assieme, non prima di aver imitato il Giro d’Italia con l’autografo sul foglio firma; poi via, per andare a scaldarsi tutti assieme sulle strade di questo vero e proprio paradiso del cicloturismo come è il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.
Dopo una decina di chilometri, appena la strada ha iniziato a impennare, via al cronometro, ma sempre tutti assieme: chi ne aveva e voleva, si è cimentato nella cronoscalata fino ai 1600 metri da Villetta Barrea al Passo di Godi, che è in pratica la “Cima Coppi” del “Parco”, ma soprattutto è valico di grande pregio naturalistico.
Ma qui di onori e glorie per il più veloce non se ne è parlato proprio: alla Lazzaride la classifica che conta è quella della squadra, stilata in base alla somma delle salite cronometrate dei singoli.
“Il Sannita”, road book della Lazzaride 2025
Qui, pur se di cronoscalata si parla, si parte tutti assieme, poi ognuno va del suo passo per ritrovarsi tutti in cima, per proseguire in gruppo le restanti porzioni di percorso. Anzi no, al sabato il programma è “light”: solo una salita, diciamo quel che è bastato per permettere ai partecipanti di conoscersi, “prendere le misure” con il territorio e soprattutto lasciare buona parte della giornata libera in modo da potersi godere bellezze e luoghi del territorio di questa prima Lazzaride.
Seppur corta, infatti, la prima tappa aveva una concentrazione di siti di interesse culturale, paesaggistico ed enogastronomico incredibili, compreso il luculliano pranzo con cucina locale consumato tutti assieme in cima al Passo.

La domenica, invece, è stata la volta del “tappone”, o per ricollegarsi alle gare vere, della “prova in linea”: in programma c’era bel giro ad anello.
La lunghezza complessiva era di 94 chilometri, ma il formato identico al sabato: si pedala tutti assieme e chi vuole si “scatena” sulle tre salite dove erano previsti i tratti cronometrati, così da dare il modo a ognuno di fare il proprio tempo da computare nel totale del team di appartenenza.
Ancor più del sabato, il “tappone” della domenica è stato un trionfo di viste mozzafiato, borghi da ammirare e paesaggi naturalistici difficili da dimenticare.
Si è pedalato in gran parte del territorio dell’area protetta del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, attraversando fresche faggete, lambendo laghi cerulei e ovviamente inerpicandosi per salite che avevano poco da invidiare alle salite alpine.
L’arrivo? Ancora una volta tutti assieme, ricompattati in cima all’ultima salita cronometrata, per godersi ancora una volta un pranzo con leccornie locali che è stato molto più del classico “pasta party”. Prima di salutarsi, un brindisi tutti assieme per festeggiare il momento in cui gli organizzatori hanno decretato la squadra vincitrice.
La Lazzaride 2025 nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise è stata solo la prima edizione di un evento sul quale già si sta lavorando per allestire l’edizione 2026: «Probabilmente – ci dicono gli organizzatori Simone Carbutti e Marco Graziani – il prossimo anno Lazzaride sarà qui a Villetta Barrea, ma puntiamo anche a organizzare altri eventi simili, in altri posti, che sia dal punto di vista tecnico che paesaggistico dovranno essere adatti a questo tipo di esperienza in bici».
Per restare aggiornati, insomma, restate in contatto con Lazzaride.

































