Come vengono calcolate le categorie delle salite?
I GPM, Gran Premi della Montagna, vengono divisi in categorie a seconda delle caratteristiche della salita. Si tiene conto della lunghezza della salita, ma anche della pendenza (media e massima), così come dell’altitudine della vetta.
Gli organizzatori, quando definiscono il tracciato della corsa, “battezzano” anche la categoria della salita e il conseguente punteggio che verrà assegnato ai primi che vi passeranno. Ovviamente i punteggi saranno maggiori quanto più è impegnativa la salita.
Il regolamento di corsa, poi, è sottoposto all’approvazione della Federazione o dell’UCI a seconda della tipologia della corsa, anche se normalmente entrambe non entrano nel merito. È solo una prassi.
Cima Coppi e Hors Categorie
Sia al Giro d’Italia che al Tour de France ci sono cinque categorie, con la differenza che al Giro d’Italia c’è una sola vetta che viene battezzata “Cima Coppi” ed ha il massimo punteggio, mentre al Tour de France ci possono essere più salite definite “Hors Categorie”.
Alla Vuelta, invece, le categorie sono “solo” quattro.
Infine sì, una salita può essere declassata se le condizioni in cui viene affrontata cambiano: ad esempio se si affronta da un’altra strada che ne accorcia la lunghezza, ma anche se, ad esempio, dovesse venire asfaltato un tracciato precedentemente sterrato.
Per il Tour de France, poi, vale la pena riprendere questa storia raccontata da Jens Voight, commentatore di Eurosport. Nel video simpatico (in inglese) spiega come le salite del Tour siano state definite inizialmente tramite una Due Cavalli, storica automobile francese. Le categorie, secondo quanto raccontato, non sono altro che la corrispondenza al numero della marcia con cui la macchina è in grado di affrontare una salita. Fino alla “Hors Categorie” con la macchina che non va proprio su.
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