Che bello scenario per la vittoria che inseguiva da troppo van Aert. A Siena in una Strade Bianche – quasi – trasformata in tappa del Giro d’Italia. Fascino della polvere e van Aert non delude le (sue) aspettative. Ma Isaac del Toro, che pure ha tirato sempre, al posto del belga, è il primo messicano a vestire la maglia rosa. Spettacolo al Giro d’Italia.
Una tappa che è da Strade Bianche visto il percorso, in parte ricalcato, dell’ormai Classica toscana. Tanto sole, quindi tantissima polvere che con le ammiraglie, altro che Eroica, non si vede più niente. Corridori immersi nel bianco, occhi che bruciano, con tutti gli occhiali, e denti che masticano polvere. Funziona così e ormai lo sanno i corridori. Soprattutto Pidcock che la Strade Bianche l’ha già vinta e quest’anno è arrivato secondo solo dietro a Pogacar, che al Giro non c’è. Ovvio che il boccone fosse ghiotto per il britannico.

I tratti di strada bianca possono essere esaltazione e trappola. La polvere confonde tutto e coinvolge in una caduta Roglic e Pidcock, che pensava di giocare in casa. Del Toro ha provato ad esaltarsi ricordandosi il ciclocrossista che è, ma tra i primi, senza clamori, sono rimasti van Aert e Bernal tra quelli di nome a caccia di gloria.
Forature per Roglic e Rizzato, aiutanti dei team sparsi lungo gli sterrati tatticamente per compensare ammiraglie lontane con personale a fare gli straordinari.
Bernal ha fatto fatica. Dopo le fiammate ha dovuto alzare il piede dall’acceleratore a dimostrazione che la testa è ancora più avanti delle gambe. Ma la forma salirà e, scommettiamo, c’è da migliorare molto di forma per il colombiano.
Del Toro e Ayuso, tattica e polemica
Del Toro davanti, di fatto portando via anche Bernal, Ayuso dietro che tira con gli altri della UAE rimasti: qualcosa non funziona e si sta vedendo quella lotta fratricida di cui si temeva e da cui, per ora, esce vincente Del Toro, tutto vestito di rosa a Siena.

Results powered by FirstCycling.com


































