Quest’anno L’Eroica – che non a caso si definisce la grande madre di tutte le ciclostoriche – ha compiuto 27 anni.
Anche stavolta celebriamo le percentuali di donne iscritte, che a stento raggiungono le due cifre (quest’anno eravamo il 13 per cento, ndr), come “altissime”. E ancora, soprattutto nei percorsi lunghi, ci guardiamo intorno e vediamo solo maschi, che lì le donne sono davvero poche, fortissime ma pochissime.
E allora dedichiamo questa edizione a tutte le donne che pedalando, o lavorando. Scrivendo o gestendo ristori, promuovendola o cucinando. O anche “semplicemente” supportando (a volte anche con la “o” al posto della “u”) gli uomini che la governano, contribuiscono a renderla grande, unica e magica.
Sofia, la moglie del grande Luciano Berruti
Sofia Berruti, è la moglie di Luciano che dell’Eroica era e resta il simbolo. Sofia che viene dalla Polonia e non è mai stata ciclista ha scoperto la bellezza dell’andare in bicicletta (e anche un pizzico di agonismo dentro di lei) pedalando in tandem dietro di lui.
È una signora molto dolce, però quando, ridendo, definisce “rammolliti” i partecipanti all’Eroica di oggi, che si mettono le mantelline tecniche per due gocce di pioggia e rimpiange quelli dei primi tempi, “pochi ma buoni” e molto più gentili ed educati, vien voglia di montare in sella, tutti zitti e pedalare.
Monica e Rita, le fondatrici

Monica Licitra e Rita Capotondi sono le eroiche della prima ora, co-fondatrici con Brocci e Marinangeli. Insieme, nel ‘97, hanno creato una manifestazione ciclistica sulle strade bianche per proteggerle dall’asfalto che stava pervadendo tutto. Ricordano a due voci tempi in cui L’Eroica era a conduzione familiare, si faceva tutto insieme, dai ristori alle buste tecniche. E portavano con una sola macchina il cibo fatto da loro a tutti i ristori.
Ora ci lavorano fino a 330 persone.
Dicono che mentre tutto cambia, Giancarlo e Franco, rimangono “i guardiani” dello spirito eroico, che vive, nonostante le dimensioni, ancora perfettamente sulle strade come nell’organizzazione, tra la gente che pedala, quella che ci lavora, i volontari e le cooperative.
Ancora oggi Monica e Rita incarnano il motto “La bellezza della fatica, il gusto dell’impresa”, ma accollandosi tutta la fatica per lasciare a noi che pedaliamo tutto il gusto. Monica e Rita infatti si occupano dei ristori. Una fatica eroica.
Angela, ultra eroica

Angela Zizza, che ha una testa di ricci bianchi, in realtà dentro è una ragazzina,in quanto a energia e voglia di fare. E questa ragazzina la sua Mille e 1 Miglia più recente (1.600 chilometri in giro per l’Italia, ndr) l’ha portata a termine pochi mesi fa. E non sarà l’ultima.
Di certo, quando ha cominciato a pedalare per recuperare la muscolatura dopo un incidente sciistico, non pensava che sarebbe arrivata a fare 5 Parigi Brest Parigi, la sua grande passione e 4 Mille e 1 Miglia. Per ora.
L’Eroica l’ha conosciuta presto, nel 2004, e da lì nacque tra lei e il Brocci un legame che non si è mai spezzato.
Il suo idolo è, manco a dirlo, Alfonsina Strada.
Dell’Eroica non perde un’edizione, ma sono parecchi anni che non la pedala più, perché dà una mano alla consegna dei pacchi gara o ai ristori. Ormai per me, dice, è un ritrovarsi tra amici.
Francesca, all’Eroica in bici da Milano
Francesca Luzzana attualmente nel marketing di Cinelli ad occuparsi di PR, ufficio stampa e eventi è una vera esperta di meccanica. È infatti autrice del manuale Come fare la manutenzione della bicicletta (Sistemi Editoriali) ma, soprattutto, Francesca è una vera ciclista eroica, non solo nel senso che è tosta. Pensate che ha alle spalle due Randoimperator (una ultraride da Monaco di Baviera a Ferrara di 600 e passa chilometri) e due Land’s End to John o’ Groats (che attraversa tutta la Gran Bretagna da parte a parte in 1.250 miglia), di cui una in solitaria, ma, sopra ogni cosa, lei impersona tutti quei valori di testa e cuore che l’Eroica promulga e che la rendono grande: solidarietà, gentilezza, generosità.
Non c’è persona in difficoltà che non aiuti, se c’è qualcuno lento, lei resta indietro, in barba ai tempi, per incoraggiarlo.
Il suo rapporto con L’Eroica è un’eredità del babbo, eroico della primissima ora e amico di Luciano.
Così, l’anno della sua scomparsa, il 2003, Francesca decide di ricordarlo partecipandovi col fratello. Nel 2007 inizia a usare una Terrot degli anni 50 che il papà aveva fatto mettere a posto per lei, e da quel momento, la sua Eroica parte da Milano, in sella alla sua Terrot, un omaggio al padre, e una sorta di viaggio nella memoria, con due tappe a ritrovare gli amici del cuore. Un “me time” eroico insomma.
Cristina, da zero a 135 chilometri
Cristina De Carolis, invece, quando è arrivata alla sua prima Eroica aveva fatto tante maratone, ma non era mai salita su una bici da corsa. E, sprovveduta, ma anche sprovvista di bicicletta e tutto il resto, si è imbattuta nel gruppo dei “broccini” (un gruppo goliardico e molto eroico che ruota attorno a Tommy, figlio del Brocci, ndr) che l’hanno portata a fare, dai 46 intenzionali, ben 135 chilometri. Un gran bel battesimo eroico, non c’è che dire.
Oggi Cristina, in sella alla sua bici vintage, non se ne perde una, e ovviamente fa la lunga di 209 chilometri anche se, ci confessa, che lei di bici, continua a non capire niente.
Il suo prossimo obiettivo: la Epic Roure di 290 chilometri, da fare ça va sans dir, con la bici eroica.
Elena e Alessandra, eroiche digitali
Elena Martinello rappresenta la crasi tra il mondo moderno e quello eroico. È una creator digitale e, fino a fine 2024, è community manager del CCE (Ciclo Club Eroica) nonché volto femminile de l’Eroica.
Ciclista off road, parte dalla mtb nei primi anni 2000 conosce l’Eroica alla sua ventesima edizione, ed è facile per lei perché la polvere era già sotto le sue ruote. Poi succede che a L’Eroica incontra un ragazzo che di nome fa Jacek e di cognome fa niente meno che Berruti e se lo sposa. Ci tiene a precisare che ha conosciuto Jacek grazie a L’Eroica e non viceversa. E così Elena, ciclista e comunicatrice digitale entra di diritto nella famiglia più famosa de L’Eroica e ne sposa, oltre al figlio, tutti i valori.
Alessandra Ortenzi invece è una persona multitasking. Fa tante cose diverse, spesso contemporaneamente. Informatica della prima ora e grande appassionata di sport, nel 2017 decide di unire queste due grandi passioni, e le mette insieme in un libro edito da Hoepli che si intitola proprio Digital marketing per lo sport.
Ed è grazie a questo libro che entra in contatto con L’Eroica. E anche se tra le mille cose che fa non c’è la pratica del ciclismo, il concetto dietro a L’Eroica è per Alessandra un colpo di fulmine: recuperare il passato come miglior modo di pensare al futuro.
Il suo rapporto con il mondo de L’Eroica continua, aiutandola a crescere digitalmente e non, anche nella direzione della sostenibilità.
Ora Alessandra è è nell’Ufficio Stampa Eroica e responsabile PR Istituzionali.
Cristina, la regina del Mercatino
Cristina Castiglioni è un nome che pochi conoscono, ma se si parla della moglie di Carube, allora nessuno ha dubbi: è lei. Roberto Lencioni, in arte Carube è l’arcinoto meccanico di fama gloriosa. Sono loro i sovrani del Mercatino eroico, una sorta di mondo parallelo de l’Eroica. E mentre lui, aggiusta, vende e noleggia, si agita, ride, urla, ti abbraccia, Cristina fa soprattutto la moglie di Carube.
«In quei giorni lunghi più di 20 ore lui è insopportabile e non ha occhi per niente né nessuno, tranne per chi ha bisogno di lui», dice.
Il giovedì quando arrivano, il sindaco consegna loro le chiavi della città e per quei giorni diventano i “primi cittadini onorari” di Gaiole.
Il suo ruolo operativo è ai fornelli. Sì, perché è dietro a quel banchetto che si tengono i pranzi e le cene più esclusivi di tutta l’Eroica. Due volte al giorno, a partire dal giovedì, si alternano attorno al loro tavolone improvvisato fuori dal camper dalle 15 alle 20 persone. Ci passano tutti, dal Brocci e Patrizia, al Sindaco agli assessori, alla troupe di Generazione Bellezza. Ovviamente anche tutti gli amici che passano per un saluto e poi si fermano a mangiare. A volte sono così tanti che bisogna fare il doppio turno.
In tutta questa Eroica della cucina (e un bel percorso lungo), Cristina non perde mai la calma e il suo dolcissimo sorriso.
Laura, la new entry eroica
Laura Scafetta l’Eroica la conosce bene da tanto, solo che fino a poco fa la vedeva da fuori. Infatti fino a novembre scorso era in Banfi da 20 anni e in quegli anni ha conosciuto l’Eroica e Franco Rossi, perchè Banfi ne era partner, e collaboravano. Laura aveva anche costituito una squadra, con tanto di divisa Poggio alle Mura, una bellissima esperienza che coniugava bici, vino e turismo.
Ora finalmente vede L’Eroica dall’interno visto che si occupa di Terra Eroica e di promuovere il percorso permanente per 365 giorni all’anno. Racconta che l’atteggiamento di chi lavora a L’Eroica è lo stesso di chi sceglie di iscriversi e pedalare. Identica tenacia e resistenza, stesso dare tutto, e non mollare mai. L’essere solidali gli uni con gli altri, il senso di appartenenza, il sentirsi eroici quando finisce. Ma anche il divertimento e l’allegria che si genera facendo le cose belle insieme è uguale.
Dice che il motto La bellezza della fatica, il gusto dell’impresa vale per i ciclisti e per gli organizzatori nello stesso identico modo.
Patrizia e Anna, le “first lady”.
Patrizia Pacciani e Anna Paccagnini sono le compagne rispettivamente di Giancarlo Brocci e Franco Rossi, i due frontmen de L’Eroica. E tanto sono estroversi e disinvolti loro due tanto sono riservate le loro signore, che first lady in realtà sono molto poco.
Alla domanda di cosa significa l’Eroica per lei, Patrizia che si occupa dei certificati medici, risponde che l’Eroica in quei giorni è come un frullatore, di tempo, di idee, di emozioni, fatica, allegria e amicizia. Che è un po’ come fare il percorso lungo dell’Eroica e, detto da lei che è una che pedala, rende l’idea.

Anna che di lavoro insegna, per l’Eroica cura l’attività dei ragazzi, appunto, come la Mini-Eroica, o il contest nelle scuole per disegnare la nuova divisa. Poi, cerca di acchiappare Franco e dargli supporto.
C’è un’eroica nascosta in ognuna di noi
E a tutte le donne che ci leggono, vogliamo dire che lo sappiamo che dentro di loro c’è un’eroica nascosta che non vede l’ora di uscire allo scoperto e venire a pedalare con noi.
Le aspettiamo.
(Foto: Archivio Cyclinside/Rubino. Il disegno di apertura è di Disegno di Andrea Iotti)


































