Abituati dalle pagine di questa testata a pedalare sempre (e a lungo) su avveniristiche e leggerissime biciclette in carbonio, ci ha fatto un po’ strano iniziare a “girare” un po’ con una bici in acciaio. In realtà, l’attitudine a questo materiale “antico” l’abbiamo acquisita già al termine della prima uscita, anzi, vi diciamo che alla fine di questo mese di test ci spiace tantissimo dover restituire la bici al legittimo proprietario…
Il proprietario in questione è la vicentina Liotto, che nella sua ricca collezione prodotto ha anche la XCR, esclusivo modello realizzato con la più nobile delle leghe di acciaio, l’acciaio inox. Parliamo di acciaio inossidabile, sì, quello che a vederlo non può non catturarti sin da subito per la sua inconfondibile finitura specchiata.
Tubi cromati? Macché? La caratteristica estetica peculiare di questo metallo è la finitura lucida, che si unisce a caratteristiche meccaniche e di resistenza anche più importanti, che la rendono la migliore tra le leghe acciaiose.
La resistenza estrema alla ossidazione è solo la più famosa di queste ultime. Ma oltre all’inattaccabilità da parte di umidità e ruggine, l’acciaio inox per utilizzo ciclistico vanta un’eccellente capacità di assorbire le vibrazioni (in maniera ancor più rapida rispetto all’acciaio), grande resistenza meccanica e non da ultimo un peso specifico ridotto rispetto all’acciaio.
Tubazioni Columbus
Nello specifico, a fornire il set di tubi a Liotto è Columbus, con la sua omonima serie XCR cha appunto assegna il nome di battesimo a questo modello.
Sono poi le mani dei telaisti di cui si serve Liotto ad assiemare il tutto, partendo dalla sgolatura precisa dei vari elementi che dovranno essere messi assieme in dima, passando per una saldatura al Tig che utilizza il 45 per cento di argento come materiale di apporto (senza quest’ultimo la saldatura uscirebbe di colore giallo) e terminando con un processo di finitura che, a richiesta del cliente, può lasciare le tubazioni con le sembianze specchiate che abbiamo trovato noi, ma può altresì optare per il satinato.
A scelta, si può anche decidere di apportare colori e grafiche a discrezione del cliente.

Massima personalizzazione
Quello estetico è solo uno degli aspetti di un processo di personalizzazione che in questo caso coinvolge prima di tutto l’aspetto dimensionale, perché è immaginabile che un prodotto del genere lo si possa ordinare su misura.
La realizzazione sartoriale è di certo ciò che di più esalta l’artigianalità e l’esclusività di un prodotto di questo genere, oseremmo dire è la quintessenza di un telaio in inox, lega che a detta di tanti appassionati di questo genere ha caratteristiche che fanno persino invidia all’ancor più nobile titanio…
Ancora in merito alla personalizzazione, l’intervento del telaista si riferisce anche alla possibilità di customizzare quasi tutte le interfacce con cui il telaio si unisce alla relativa componentistica: nella fattispecie provata da noi, l’XCR era dedicato a un reparto trasmissione elettronico (Campagnolo Super Record) con impianto frenante a disco; i cablaggi erano pertanto tutti nascosti sia all’interno del telaio che all’interno di un gruppo di guida dedicato all’instradamento interno (curva Deda Elementi Super Zero e attacco SuperBox DCR, sempre “Deda”).
Anche rim brake
Chi lo desiderasse, però, può anche richiedere la configurazione rim-brake del telaio, con cablaggi trasmissione che possono scorrere internamente o esternamente; ancora, se si preferisce si può optare per una configurazione “disc” dove però i condotti idraulici scorrono solo parzialmente interni al telaio (consentendo così il montaggio di attacchi manubrio esteticamente più “magri” e snelli rispetto a quello integrato, ma più corposo, che abbiamo trovato noi).
Sono aspetti estetici essenziali, questi: ovviamente lo sono su tutte le biciclette, ma crediamo che su prodotti particolari come questo lo siano anche di più.
Il valore aggiunto
Ed è proprio l’artigianalità e la sartorialità del prodotto in questione che permette di assecondare in maniera estremamente precisa e fine le esigenze del cliente e in fondo, di assegnargli ulteriore valore aggiunto rispetto a quel che un ipotetico telaio in carbonio realizzato in maniera seriale e standard non riuscirà mai a darti.
Acciaio vs carbonio? No, grazie
Gli altri plus di un telaio come l’XCR? A nostro avviso sono ampiamente in grado di compensare l’inevitabile gap che un prodotto del genere patisce rispetto al carbonio: ci riferiamo ovviamente al peso, che qui è più che doppio rispetto a un ipotetico top di gamma in fibra (un telaio XCR in taglia media pesa 1850 grammi).
A tal proposito, nonostante noi siamo stati i primi a caderci inevitabilmente e “automaticamente”, crediamo che non ci sia cosa più sbagliata che parlare di un telaio del genere riferendolo e confrontandolo con quel che un telaio in carbonio può darti.
Questo dell’acciaio, e in particolare, dell’acciaio inox, è un altro mondo, è un mondo che, come diciamo nel video, fa perno su un materiale che senti essere “vivo”, “morbido” e “animato” a tutti i regimi di velocità, sia quelli alti, ma anche quelli più bassi.
XCR è telaio che in questo senso ti regala quella piacevolezza e quel gusto nella conduzione del mezzo che percepisci anche a bassissime velocità, che ti fa sentire sotto il sedere un telaio morbido e malleabile, ma al tempo stesso preciso e sicuro (anche grazie a una forcella, questa sì, in carbonio).
Montaggio super
Nella fattispecie della versione che abbiamo provato noi, il resto delle nostre entusiastiche sensazioni ce lo hanno di certo garantito le ruote e il gruppo trovati montati, con una trasmissione “Campy” Super Record EPS e ruote Campagnolo Hyperon Ultra. Ma siamo sicuri che anche con allestimenti meno esclusivi e costosi (14.000 euro il prezzo indicativo dell’allestimento in oggetto… ) una XCR può comunque regalarti sensazioni di guida uniche, non frequenti da trovare oggi pescando nell’offerta ciclista “di massa”.
Telaio e forcella: 4.000 euro
Concludiamo con il prezzo: con 4.000 euro Liotto consegna il frame-set completo (telaio, forcella, ruotismi di sterzo) e include anche il servizio di realizzazione su misura, di customizzazione tecnica del telaio e di eventuale finitura personalizzata, sempre a discrezione del cliente.

Per concludere, il processo di realizzazione “custom” di un telaio XCR parte dal contatto (diretto o a distanza) con l’azienda, che definisce le specifiche dimensionali e tecniche di un prodotto che sarà poi consegnato nel giro di tre, quattro settimane al massimo.
Ulteriori informazioni:Liotto
































