Non capita spesso di poter testare una gravel bike in acciaio. Materiale principe per decenni nella costruzione di biciclette, alla fine degli anni 90 è stato messo in secondo piano, prima dall’alluminio e poi dal carbonio.
Il suo ritorno lo si deve soprattutto all’esplosione del gravel, che ha saputo sfruttare le grandi doti di assorbimento delle sollecitazioni che da sempre caratterizza questo materiale.
Non sono molti i produttori italiani di biciclette che propongono nel loro catalogo gravel nei tre materiali più utilizzati e cioè alluminio, carbonio e appunto acciaio, Cicli Liotto è uno di questi.
Il telaio della Liotto Steel Gravel
Un telaio in acciaio non è molto comune tra le gravel, soprattutto se si tratta di acciaio di qualità. Nel caso della Liotto Steel Gravel la scelta dei tubi per realizzare il telaio, è caduta su un prodotto Made in Italy di altissima gamma, parliamo delle tubazioni Columbus Spirit, che vengono unite tra loro con una sottilissima saldatura a Tig.
Le Columbus Spirit sono realizzate in una lega chiamata Omnicrom, trafilata a freddo a triplo spessore senza saldatura, e con uno spessore minimo che arriva a 0,38 millimetri, così da ottenere un elevato rapporto tra resistenza e leggerezza.
La geometria del telaio della Liotto Steel Gravel è molto “spinta” e ricorda esteticamente quella di una mtb, con uno sloop accentuato e gli obliqui che si innestano molto in basso sul tubo verticale, per meglio copiare e assorbire le asperità del terreno. Il passaggio dei cavi è interno e la serie sterzo semi integrata. Il telaio oggetto del test disponeva di attacchi per il portapacchi, ma era privo di quelli per la terza borraccia in zona movimento centrale. La forcella, anch’essa Columbus, è la Futura Cross+ in carbonio con tre occhielli su ogni stelo per eventuali borse e passaggio interno e quindi protetto del cavo freno.
Molto particolare il trattamento esterno del telaio detto “titanizzato”. In pratica il metallo viene spazzolato a mano per creare un effetto satinato e poi ricoperto con una vernice semi trasparente di protezione. Questo trattamento dona alla bicicletta un effetto “rugged” molto particolare.
Il gruppo trasmissione della Liotto Steel Gravel
La Liotto Steel Gravel che abbiamo testato ci è stata consegnata con il gruppo Campagnolo Ekar 1×13 nella versione Adventure, cioè con guarnitura da 38 denti e pacco pignoni 10-44T.
E’ subito riconoscibile il disegno della guarnitura Ekar, pulito, essenziale e realizzata in fibra di carbonio UD.
I due semi perni sono in acciaio e uniti tra di loro da un’unica vite all’interno del movimento centrale. Il cuscinetto over size si trova sulla pedivella, quindi facilmente accessibile senza smontare le calotte del movimento centrale.
Nella parte terminale delle pedivelle sono poste delle protezioni in gomma per preservarle dagli urti contro sassi e ostacoli. L’ingranaggio è realizzato in alluminio 7075 e può essere facilmente sostituito senza dover smontare la guarnitura.

Il pacco pignoni è ben realizzato, in parte in acciaio e in parte in alluminio e presenta dei salti di un dente per i primi sei ingranaggi, che passano ad un massimo di sei nei rapporti più lunghi.
Il cambio posteriore è frutto di 90 anni di esperienza di Campagnolo. Realizzato sulle geometrie del famoso Super Record dell’azienda vicentina, è stato pensato appositamente per il gravel. Il cambio, di lunghezza media e utilizzabile sui tre pacchi pignoni proposti, è dotato di frizione e può essere bloccato per il montaggio e lo smontaggio della ruota.
Passiamo ora ai comandi e al sistema frenante. Le leve freno sono comode, ergonomiche e “si sentono in mano” quando si afferrano. I copri leve sono abbondanti nello spessore, per filtrare meglio le vibrazioni e i colpi che arrivano dal terreno. La leva lunga, posta dietro alla leva del freno, permette di salire di tre rapporti alla volta, la leva che li scala invece, è posizionata all’interno e ha una particolare forma a C per poter essere utilizzata sia in presa alta che bassa.
La scelta di utilizzare il gruppo Campagnolo Ekar sulla Steel Gravel, non è casuale. Cicli Liotto, la cui sede dista qualche chilometro da Campagnolo, ha una lunghissima esperienza con i gruppi vicentini ed è in grado quindi di realizzare montaggi e messa a punto a regola d’arte secondo le rigide specifiche Campagnolo.
La Liotto Steel Gravel è comunque disponibile anche montata con gruppi Shimano e Sram.
Le ruote della Liotto Steel Gravel
La scelta delle ruote che equipaggiano la Liotto Steel Gravel non poteva che cadere sulle Campagnolo Levante. Ruote studiate specificatamente per la pratica gravel, robuste e leggere. I cerchi di queste ruote sono in carbonio spazzolato e lucidato, quindi senza verniciatura. Il canale interno misura 25 millimetri ed è privo di fori e nastro, l’altezza del cerchio è di 30 millimetri. Il mozzo è in alluminio leggero con sistema cuscinetti cono/calotta, tecnologia tipica di Campagnolo che garantisce alle ruote grande scorrevolezza. I raggi sono 24 incrociati in seconda. Il tutto per un peso complessivo inferiore ai 1500 grammi.
Le coperture montate sui cerchi Levante, erano della Pirelli Gravel M tubeless 700×45 millimetri.
I componenti della Liotto Steel Gravel
I componenti scelti per assemblare la Liotto Steel Gravel sono tutti Deda Elementi in alluminio della serie Zero.
Il reggisella da 27,2 ha un arretramento di 18 mm e un sistema di regolazione micrometrica dell’inclinazione della sella. Il manubrio, sempre in alluminio 6061, è il modello Gera che con la sua forma particolare garantisce multiple posizioni delle mani. Il flare è di 24° per un maggiore controllo dell’avantreno in fuoristrada quando si è in presa bassa. Per l’attacco manubrio la scelta è caduta sullo Zero100 con angolo da 82°. La sella era una Selle SMP VT20c Gel.
Il nostro test
Abbiamo avuto l’opportunità di provare per lungo tempo la Liotto Steel Gravel, una gravel orientata certamente al bikepacking ma che sorprende anche per la sua scorrevolezza e reattività.
La posizione in bicicletta è comoda e il movimento centrale abbastanza alto, caratteristica utile quando si devono affrontare single track sconnessi.
Le gomme montate, le Pirelli Cinturato Gravel M da 45 mm, sono generose e il giusto compromesso tra comodità, scorrevolezza e sicurezza nell’affrontare tratti sconnessi e rocciosi, ma che dimostrano però tutti i loro limiti quando il terreno si fa pesante.
Una bici… lunga
L’interasse è abbastanza lungo, tipico delle gravel dedicate al bikepacking, e dona alla Steel grande stabilità nelle discese veloci. Nei passaggi stretti e tecnici bisogna invece abituarsi all’angolo sterzo un po’ chiuso.
Le leve Campagnolo montate sul manubrio Deda Elementi Gera, sono molto ergonomiche e la presa comoda. La leva che fa salire i rapporti, posta dietro quella del freno posteriore, è facile da individuare e comoda da utilizzare, mentre quella interna a forma a C, risulta un po’ scomoda da azionare quando si scalano i rapporti in presa alta, mentre in presa bassa la situazione migliora decisamente.
La frenata è molto potente e ben modulabile, tanto che è necessario abituarsi a tanta potenza durante le prime uscite. In presa bassa per frenare basta toccare leggermente le leve con un solo dito per rallentare vistosamente.
Il cambio Campagnolo Ekar è preciso e silenzioso, il clic ad ogni cambiata, soprattutto quando si scalano i rapporti, si fà notare, marchio distintivo questo di tutti i gruppi Campagnolo.
La rapportatura è ben distribuita e anche tra i rapporti più grandi il passaggio è sempre delicato e fluido.
Abbiamo notato fin da subito la leggerezza della Steel che alla bilancia è risultata pesare 9 kg precisi senza pedali, un peso niente male per una gravel in acciaio.
Con componenti e pedali leggeri, la Liotto Steel Gravel potrebbe tranquillamente scendere intorno agli 8,5 kg, il peso di molte moderne gravel race in fibra di carbonio.
Il prezzo di listino della Liotto Steel Gravel così assemblata è di 5.200,00 euro.
Ulteriori informazioni: https://www.liotto.com/


















































