Le giornate cominciano ad accorciarsi proprio quando la voglia di pedalare è ancora quella dell’estate. Il problema arriva soprattutto al rientro: si parte con il sole, magari nel tardo pomeriggio, e si finisce gli ultimi chilometri con la luce che cala rapidamente.
È una situazione nella quale la luce sulla bicicletta diventa importante non soltanto quando è già buio. Accenderla per tempo significa rendere più riconoscibile la bici mentre il contrasto tra strada, ambiente e ciclista diminuisce. Poi, quando il sole scompare, la luce anteriore può assumere anche un secondo compito: illuminare quello che c’è davanti.
Negli ultimi due anni Magicshine ha lavorato proprio su questa distinzione, con prodotti che non puntano soltanto ad aumentare i lumen, ma anche a gestire meglio il fascio luminoso, la visibilità e il controllo. Alcuni li abbiamo già provati o presentati su Cyclinside e sono interessanti proprio in vista delle uscite serali di fine estate.
Non tutte le uscite serali sono uguali
La prima domanda da porsi non è quanti lumen servano, ma dove si pedalerà quando farà buio.
Se il percorso è prevalentemente urbano e illuminato, il fanale anteriore deve soprattutto rendere riconoscibile il ciclista. Se invece si percorrono strade secondarie senza illuminazione, la situazione cambia: serve un fascio che permetta di leggere la strada e anticipare buche, ostacoli e curve.
Per una pedalata che termina con il crepuscolo può essere sufficiente una soluzione compatta come il kit Allty 600 V2.0 e SeeMee 30 V2.0. Per chi invece sa già che affronterà tratti completamente bui, il discorso cambia e diventa interessante una luce come la Hori 1300.

Allty 600 V2.0: la soluzione per il rientro
La Allty 600 V2.0 è una delle configurazioni più semplici per chi vuole aggiungere alla bici un sistema di illuminazione senza trasformare il manubrio.
Ne avevamo parlato insieme alla posteriore SeeMee 30 V2.0 in un kit pensato proprio per avere una coppia di luci compatta. L’anteriore arriva a 600 lumen e utilizza una lente antiriflesso orientata all’uso stradale. La posteriore, invece, utilizza una lente ad alta trasparenza e un sensore di luce ambientale. Entrambe hanno ricarica USB-C.
È una combinazione interessante soprattutto per il ciclista che parte ancora con il sole e vuole essere preparato al rientro. Non serve necessariamente una luce da 1300 lumen se la maggior parte del percorso si svolge in presenza di illuminazione stradale.
La potenza disponibile può comunque diventare utile quando si attraversano brevi tratti più bui.

Hori 1300: quando il problema diventa vedere
Il salto di categoria arriva con la Magicshine Hori 1300, di cui abbiamo parlato qui.
Il dato dei 1300 lumen è quello più immediato, ma non è la caratteristica più interessante.
La Hori utilizza infatti un sistema ottico a doppia zona. Il fascio anabbagliante è ampio e presenta una linea di taglio netta, mentre il secondo fascio permette di aumentare la distanza illuminata quando si entra in una zona completamente buia.
È un principio che ricorda quello dei fari delle automobili e che ha una conseguenza pratica: non è necessario utilizzare sempre la massima potenza.
Nel traffico o quando si pedala in gruppo si può utilizzare il fascio più controllato, evitando di mandare luce direttamente verso chi arriva in senso opposto. Quando invece la strada si libera e l’illuminazione ambientale scompare, si può sfruttare il fascio più potente.
La Hori integra anche il sistema FTR LightSync Control, che permette di gestire le luci attraverso un telecomando. L’app Magicshine consente inoltre di personalizzare modalità e livelli di luminosità. La batteria è da 3200 mAh, la ricarica avviene tramite USB-C e la protezione dichiarata è IPX6.

VTG 1000: la luce pensata per la città
Un’altra soluzione di cui abbiamo parlto è il kit Magicshine VTG, composto dal fanale anteriore VTG 1000 e dal posteriore VTG 50 TL.
Qui il progetto è più orientato all’uso urbano e quotidiano, con particolare attenzione alle bici pieghevoli e alle Brompton. Il VTG 1000 arriva a 1000 lumen e utilizza la tecnologia ottica GentleBeam, che crea un fascio con taglio netto e orientato sulla strada.
Anche qui la potenza non è l’unico elemento interessante. Il fascio è studiato per illuminare la strada senza proiettare inutilmente la luce verso l’alto, una caratteristica utile soprattutto in città, dove davanti alla bicicletta possono esserci pedoni, altri ciclisti e automobili.
Il VTG 1000 dichiara inoltre fino a 38 ore di autonomia, in funzione della modalità utilizzata. Il posteriore VTG 50 TL arriva a 50 lumen e offre una visibilità a 360 gradi. Il sistema può essere controllato anche attraverso un telecomando wireless.
È quindi una soluzione diversa dalla Hori: meno orientata alla lunga percorrenza nel buio e più alla gestione quotidiana della visibilità.

Luce posteriore con sensore di frenata? Arriva SeeMee 200 V3.0
Una delle novità più recenti è la Magicshine SeeMee 200 V3.0. È una luce posteriore da 200 lumen che aggiunge al semplice lampeggio anche il sensore di frenata.
Il passaggio dai 30 o 50 lumen dei piccoli fanalini urbani ai 200 lumen non va interpretato semplicemente come una gara alla potenza. Una luce posteriore deve soprattutto essere riconoscibile e mantenere una buona visibilità nelle diverse condizioni di traffico.
La SeeMee 200 V3.0 diventa quindi interessante per chi utilizza la bici anche quando il sole è basso o è già tramontato, soprattutto su strade dove il traffico alle spalle rappresenta il principale elemento da considerare.

Il fascio conta più del numero scritto sulla scatola
Guardando insieme questi prodotti emerge una cosa abbastanza evidente.
La domanda «quanti lumen?» è utile, ma non è sufficiente.
Una luce da 1300 lumen con un fascio ben controllato può essere più sfruttabile di una luce ancora più potente che distribuisce la luminosità senza criterio. Allo stesso modo, una luce posteriore non deve necessariamente avere una potenza enorme se riesce a essere riconoscibile e a mantenere una buona visibilità da diverse angolazioni.
Ottica, gestione del fascio, controllo e autonomia diventano importanti quanto la potenza massima.

Quale scegliere per il rientro al tramonto?
Per chi parte nel pomeriggio e prevede semplicemente di rientrare quando la luce naturale sta diminuendo, la combinazione Allty 600 V2.0 + SeeMee 30 V2.0 è quella più semplice.
Per chi sa invece che affronterà strade completamente buie, la Hori 1300 offre qualcosa in più proprio nella gestione del fascio e nella possibilità di cambiare rapidamente modalità.
Il VTG 1000, con il suo fascio controllato e il sistema completo anteriore-posteriore, è più orientato alla mobilità urbana e alle bici pieghevoli.
Infine, la SeeMee 200 V3.0 rappresenta l’aggiornamento più recente per la luce posteriore, con una potenza maggiore e il sensore di frenata.
Non c’è quindi una luce migliore in assoluto. C’è quella più adatta al modo in cui si usa la bicicletta.
E in questo periodo dell’anno la cosa più utile è probabilmente averla già montata prima di partire. Perché il tramonto non arriva improvvisamente: semplicemente, giorno dopo giorno, arriva un po’ prima.

































