La cornice è stata quella impeccabile, messa in piedi da “Manfredonia Experience”, con un press tour sotto la regia della Fondazione Re Manfredi. Nei fatti, per noi, si è trattato di una due giorni in sella, per scoprire una città che non a caso è definita “la porta del Gargano”: Manfredonia.
È così in senso turistico classico, visto che da questa città di mare puoi raggiungere facilmente da sud tutti i posti più famosi e iconici dell’area garganica: Monte Sant’Angelo, Mattinata, Vieste e ancora più all’interno i boschi della Foresta Umbra. Sono queste le mete preferite dei turisti che si trovano a soggiornare in questa città di mare che domina il bel Golfo omonimo.

Meno praticate da Manfredonia, invece, sono le rotte cicloturistiche, più che altro perché in questa zona della Puglia non si può certo parlare di una radicata cultura del viaggiare in bici e le infrastrutture per chi va sui pedali sono ancora poche:
è esattamente ciò in cui stanno investendo e spingendo alcune realtà del territorio, prima tra tutte la Fondazione Re Manfredi che ha promosso questa “experience”, ma anche alcune società specializzate dell’area, che si occupano dell’organizzazione di vacanze attive sul Gargano, in particolar modo in bicicletta.

Mooveng è una di queste.
A cosa deve questo nome? Credevamo si ispirasse al dinamismo del verbo inglese “to move”; in realtà è l’esatto opposto, è l’atteggiamento “no stress” del pugliese “mo’ veng'”, che in italiano significa “adesso arrivo, a inneggiare la filosofia del vivere godendosi tutto senza fretta, con i tempi e i modi giusti, sopratutto se si tratta di scoprire territori nuovi o esplorare rotte inedite.

È esattamente quel che abbiamo fatto in questi giorni di press tour, accompagnati in sella da guide che ne sanno di tecnica e percorsi, ma soprattutto che conoscono il territorio, le sue tradizioni autentiche e le storie dei posti te lo sanno narrare e raccontare.
Un territorio che si traccia da solo
Come abbiamo detto, qui strutture e infrastrutture cicloturistiche soo ai primi passi, una cultura cicloturistica sta germogliando presso gli attori turistici locali; i primi bike-hotel, da parte loro, stanno nascendo ora, ma aggiungiamo che a nostro avviso a livello di itinerari per il viaggio in bici, questo territorio si traccia quasi da solo.

Intendiamo dire: la maggior parte delle strade che abbiamo fatto in questi giorni di tour (nei quali lo ricordiamo, abbiamo “battuto” solo una piccolissima parte del territorio garganico) sono strade a scarso traffico, vie secondarie, con superfici che spesso sono quelle sterrate tipiche del gravel, ma con buona frequenza possono essere anche asfaltate dove transita al massimo una macchina l’ora….
C’è anche un Giro ad Anello del Gargano
In questo senso il GAG, ovvero il Giro ad Anello del Gargano è esemplare: è un percorso, o meglio racchiude una serie di percorsi, che descrivono ad anello tutta l’area garganica, con i limiti nord sud rappresentati da Peschici e appunto da Manfredonia.

Il percorso GAG su cui i ragazzi di Mooveng stanno lavorando ha più opzioni, che pur ricalcando una direzione comune, si possono adattare alle esigenze del ciclista su bici gravel, a quelle del rider tecnico che va in mtb e per finire c’è un’opzione per sole bici da corsa, tutta su asfalto.
Manfredonia e i suoi dintorni: la photogallery
(foto Dario Raimondi)
Il video che vi invitiamo cliccare lo abbiamo realizzato nella parte più meridionale di questa area: siamo partiti e arrivati appunto da Manfredonia, e attraverso un itinerario completato in due giorni ci ha permesso di scoprire un territorio, una comunità e soprattutto persone che meritano di essere conosciuti e raccontati.
La bicicletta, ancora una volta, è forse lo strumento migliore per farlo.


































