Buongiorno. Bell’articolo, bravi. Parlo da tecnico riparazioni macchine cnc trasfertista da 42 anni. Le mie bici le tiparo da solo ma ora, con queste bici elettriche le cose cambiano.
Ci vogliono maggiori competenze ma nulla è impossibile. Il discorso dal mio punto di vista è italiano come al solito. Il lavoro mal pagato è la base di tutto e questo si ripercuote sulle scelte di tutti: rimango in Italia oppure resto e mi accontento?
Io credo che sul tema bici sia il medesimo di altri lavori ma se non si alzano gli stipendi, tutto il resto è nulla.
Altro tema: il pensiero comune italiano: bici uguale facile manutenzione e costi bassi. Se io dovessi regolare un cerchio posteriore di una bici dopo aver forato e rotto un raggio, impiego circa 3/4 ore. Esempio: riparo camera d’aria, sost. Raggio con smontaggio pacco pignoni e regolazione campanatura, eccentricità e comparatore. Costo circa 200 euro. Capito!
Giorgio
Riprendo “al volo” il commento di Giorgio all’articolo sulla carenza di meccanici. Una ruota tradizionale richiede certamente meno tempo per la riparazione di un raggio, ma quelle più sofisticate sono decisamente complesse. D’altra parte quando si acquista qualcosa di altamente tecnologico, come ruote in fibra di carbonio, si deve (dovrebbe) mettere in conto che anche la manutenzione sarà impegnativa quando dovesse servire.
La questione è un’altra però e molto interessante sollevata dal lettore: il lavoro del meccanico sottovalutato e mal pagato. Ha ragione. E su questo disallinamento tra tecnologia del prodotto e percezione di economicità diffuso c’è da lavorare molto. Ci torneremo.





























