Ed ecco la nuova MISSION, una gravel sviluppata da Merida per chi cerca prestazioni, velocità e spirito competitivo. Progettata con telaio in carbonio CF4, geometrie aerodinamiche e un passaggio ruote fino a 40 millimetri, la MISSION ha un assetto aggressivo e chiaramente orientato alla gara. Tra le novità spiccano il sistema MERIDA G.U.T., vano portaoggetti integrato nel telaio, e il cockpit TEAM SL GR1P, che assicura controllo e stabilità anche sui terreni più sconnessi.
Non esiste un ciclismo unico, ce ne sono molti di più. Anche all’interno di una stessa disciplina, le declinazioni e le varie interpretazioni sono molteplici: pensate a cosa era la mountain bike all’inizio, e quante diverse verticalizzazioni sono state inventate: cross county, downhill, enduro, all mountain, e chi più ne ha ne metta.
E la gravel non si esime da questa logica, situazione che, peraltro, conferma la tendenza alla maturità del movimento. Oggi chi pedala gravel lo fa per diporto in una giornata oppure lo fa per viaggiare in stile bike packing, e naturalmente anche il mondo agonsitico ha messo il pettorale anche a questa versione di ciclismo.
Puntando alla prestazione
Ed è proprio per chi non può rinunciare alla scarica di adrenalina che solo la competizione sa dare che Merida lancia la propria interpretazione del gravel racing: si chiama Mission e si rivolge proprio a quel segmento di appassionati che ricercano la prestazione anche quando sotto le ruote c’è lo sterrato.
Nel solco della propria tradizione che ha sempre visto l’azienda taiwnese sviluppare bici ad alte performance, Mission si fa notare per geometrie molto aggressive con un passaggio ruote generoso e il telaio in carbonio CF4 che racconta la vocazione garaiola della bicicletta di Merida.
Chi tra i lettori conosce la Silex (la gravel che resterà a catalogo Merida perchè rivolta a un pubblico non interessato all’agonismo) e ha avuto modo di apprezzare la Scultura Endurance, ecco la Mission si colloca tra i due modelli.
Prendiamo le geometrie del telaio Mission, per esempio, e scopriamo che l’aerodinamica la fa da padrona ed è il vero elemento differenziante tra le due bici gravel in collezione MERIDA. La distanza verticale tra il centro del movimento centrale e la parte superiore del tubo di sterzo (lo stack) è di soli 569 mm, quindi inferiore sia ai 607 mm della Silex, sia ai 584 mm della Scultura Endurance, che consente un posizionamento estremamente aerodinamico del ciclista. Tutto ciò trova un equilibrio nella distanza orizzontale tra i due punti indicati nella precedente misura (il reach) pari a 391 mm, una configurazione che assicura agilità e reattività in ogni situazione. Ultimo dettaglio, ma non di poco conto, riguarda il movimento centrale ribassato per fornire un controllo e una stabilità superiori.
Ultimo, ma non certo per importanza, il passaggio ruote. I designer tedeschi di Merida (ricordiamo che la produzione è a Taiwan ma la progettazione di ogni bici viene fatta nei laboratori di ricerca e sviluppo di Magstadt nel Baden-Württemberg in Germania) hanno pensato alla nuova Mission con pneumatici specifici per il gravel fino a 40 millimetri (rispetto ai 35 millimetri della Scultura Endurance e ai 45 millimetri della Silex): durante la presentazione della bici alla stampa nell’evento di Girona a fine settembre, ci siamo confrontati a lungo sul punto di equilibrio ideale tra un passaggio ruote generoso e la linea pulita ed elegante tipica delle bici da strada.
E alla domanda: carbonio o acciaio? La risposta è stata piuttosto netta. Se si disegna una bici che abbia una vocazione racing, allora la scelta deve cadere su un telaio in carbonio CF4 sviluppato da Merida per il top di gamma che rappresenta il punto d’incontro tra peso, rigidità e solidità.
A testimoniare l’ispirazione racing della nuova Mission, la pulizia totale degli steli della forcella: non troverete le prese prebullante studiate per il bike packing.
Merida G.U.T
E poi ci sono i dettagli, quelli che, come si dice spesso, fanno la differenza, perché tra posizione in sella molto aggressiva e sviluppo di telai aerodinamici, la Mission è dotata di una serie di funzionalità aggiuntive che la rendono una perla in una gioielleria. Un esempio su tutti è il sistema Merida G.U.T. che sta per Gear, Useful Things (ovvero “attrezzi, oggetti utili”): un vano portaoggetti integrato nel tubo obliquo che offre uno spazio per una camera d’aria di scorta e altri accessori indispensabili nelle uscite o nelle gare gravel. Sì ma poi balla e dà noia il rumore, dirà qualcuno tra i nostri lettori. No, niente affatto: tutto è riposto in una borsa su misura, progettata per evitare vibrazioni anche nei terreni più sconnessi.
Chiudiamo parlando del manubrio integrato Merida Team SL GR1P, basato sul cockpit monoscocca aerodinamico che possiamo trovare sulla Reacto, sulla Scultura e sulla Scultura Endurance. Questa versione GR presenta un flare più accentuato (l’angolo di apertura verso l’esterno della parte bassa della piega) per un controllo ottimale anche nei terreni sconnessi.
Nell’evento in Spagna abbiamo toccato con mano le cinque versioni, ma in Italia verranno distribuite tre Mission che ben si sposano con il mercato tricolore.
Versioni disponibili in Italia
Merida MISSION 9000
- SRAM Force XPLR a 13 velocità con Powermeter.
- Cockpit in carbonio MERIDA TEAM SL GR1P.
- Ruote ZIPP 303 XPLR S.
- Prezzo consigliato al pubblico: 5.790 Euro
Merida MISSION 7000
- Shimano GRX Di2 2×12.
- Cockpit in carbonio MERIDA TEAM SL GR1P.
- Ruote in carbonio Reynolds ATR.
- Prezzo consigliato al pubblico: 4.990 Euro
Merida MISSION 4000
- Shimano GRX 400 2x.
- Ruote Shimano WH-RX-180 in alluminio.
- Prezzo consigliato al pubblico: 2.290 Euro
Per maggiori informazioni: merida-bikes.com/it-it









































Bellissimi servizi