Una gara lunga, come si addice a un Mondiale, la partenza da Winterthur per un primo tratto in linea di 69 chilometri per poi immettersi nel circuito di Zurigo da ripetere per sette volte. Sul traguardo si arriverà dopo 273 chilometri e con quasi 4.500 metri di disllivello.
Se la prima parte servirà a far staccare solo atleti dei paesi più giovani al ciclismo, nel circuito finale i corridori troveranno due salite davvero dure, Zürichbergstrasse e Witikon con tratti che arriveranno fino al 15 per cento nella prima salita e al 9 per cento nella seconda. Le lunghezze sono, rispettivamente, di 1,1 chilometri e 2,3 chilometri. Bruceranno nelle gambe nel finale e filtreranno dal gruppo i corridori meno in forma e i meno adatti agli strappi di questo tipo.
I favoriti? I soliti ovviamente. Si è fatto il nome, pesante, di Pogacar, il circuito sembra fatto per lui, ma Van der Poel sembra in forma crescente e uno come Evenepoel, ormai, è una mina vagante, difficile non considerarlo favorito in una corsa di un giorno come questa. In agguato, oltre a Roglic, c’è anche il meteo che potrebbe portare pioggia nel finale complicando anche le discese.
E gli Azzurri? Poche velleità sulla carta, il CT Bennati ha puntato sui giovani con l’inserimento di Tiberi, ci sono anche Ciccone, Zambanini, Rota, Zana, Cattaneo e Bagioli. Non siamo la nazionale di riferimento, ma i corridori potrebbero avere un potenziale. Di fronte a certi campioni, però, appare impossibile anche una sorpresa.


Il sito ufficiale della corsa: https://zurich2024.com/en/


































