L’immagine è già nella storia e la vedremo a lungo: Remco Evenepoel che supera Tadej Pogacar è l’iconografia di uno scontro tra titani del ciclismo moderno. Poteva essere prevedibile: i due partivano uno dietro l’altro, era imprevedibile: sono due campioni assoluti e, sinceramente, come avremmo potuto immaginare una situazione del genere?
Pogacar dopo l’arrivo era provato, il volta stanco di chi non ne aveva più e lo sguardo di chi avrebbe evitato quella domanda: “cos’hai provato a essere superato da Evenepoel?”
Impossibile non trovarsela davanti, peggio, forse, di quella strada che lo ha respinto mentre risucchiava l’avversario verso una vittoria storica, il terzo Mondiale a cronometro consecutivo di Remco Evenepoel. È questo il risultato della prima giornata dei Mondiali di Ciclismo a Kigali.
Il belga ha dominato i 40 chilometri del percorso africano, reso ancora più selettivo dai saliscendi e dalla salita finale sul pavé, chiudendo con un tempo formidabile che ha relegato Jay Vine ad oltre un minuto e il connazionale Van Wilder a 2 minuti e 36 secondi. Una doppietta belga sul podio che ha lasciato Pogacar al quarto posto per in solo secondo. Sconfitto sì, insomma, ma non certo un disastro. Avesse avuto la radio (vietata ai Mondiali) forse avrebbe fatto uno sprint da medaglia.

Per l’Italia la giornata non ha regalato grandi soddisfazioni. Assente Filippo Ganna, che in questi anni era stato il punto di riferimento azzurro nelle prove contro il tempo, i migliori sono stati Matteo Sobrero e Mattia Cattaneo, rispettivamente tredicesimo e quindicesimo.
Il percorso ruandese ha messo in mostra le doti di completezza richieste oggi da una cronometro mondiale: non più solo potenza costante e aerodinamica, ma anche capacità di gestire i cambi di ritmo e affrontare tratti tecnici come il pavé in salita. Evenepoel ha dimostrato di avere tutte queste qualità, interpretando la gara con lucidità e imponendo un ritmo impossibile da seguire.
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