I Mondiali di ciclismo su strada 2026 stanno per cominciare. Da domenica 20 a domenica 27 settembre Montréal, in Canada, ospiterà la rassegna iridata, con quasi 1.100 corridori provenienti da 100 nazioni e 13 titoli mondiali in palio.
La prima giornata sarà dedicata alle cronometro individuali Elite, mentre le gare su strada occuperanno la seconda parte della settimana. Gli uomini Elite correranno domenica 27 settembre, le donne sabato 26.
È un ritorno importante per Montréal, che aveva già ospitato i Mondiali nel 1974. Cinquantadue anni dopo, il percorso propone ancora una volta una gara costruita sulle salite brevi e sulla capacità di resistere a una lunga sequenza di accelerazioni.
La salita che può decidere i Mondiali
Il centro della gara sarà il circuito del Mont-Royal, lungo 13,4 chilometri e con 269 metri di dislivello positivo a ogni giro.
La difficoltà principale è la Voie Camillien-Houde: 1,67 chilometri al 7,4 per cento di pendenza media, con punte del 10 per cento. È una salita abbastanza breve da favorire gli attacchi, ma soprattutto destinata a ripetersi molte volte, consumando progressivamente le energie.
Le gare Elite arriveranno sul circuito dopo una prima parte fuori Montréal. Le donne dovranno affrontare otto giri del circuito finale, per un totale di 180,4 chilometri e 2.570 metri di dislivello.
Per gli uomini i giri saranno dodici. La distanza complessiva arriverà a 273,7 chilometri, con 3.803 metri di dislivello.
Numeri che descrivono una gara diversa da quella di un classico arrivo in volata. La selezione potrebbe avvenire per progressione, con il circuito di Mont-Royal destinato a ridurre il gruppo giro dopo giro.
Il recente Grand Prix Cycliste de Montréal ha fornito un’anticipazione significativa. Isaac del Toro ha vinto davanti al francese Paul Seixas, proprio su un percorso che presenta caratteristiche molto simili a quello dei Mondiali.

Evenepoel cerca un altro titolo
Tra gli uomini il nome di Remco Evenepoel è inevitabilmente al centro dell’attenzione.
Il belga arriva a Montréal con un obiettivo particolare: difendere il titolo mondiale a cronometro e puntare anche alla gara su strada. Evenepoel è già campione del mondo su strada nel 2022 e ha conquistato il titolo iridato a cronometro per tre anni consecutivi, dal 2023 al 2025.
La cronometro Elite si correrà su 39,2 chilometri, con 220 metri di dislivello. Il percorso sarà prevalentemente pianeggiante e tecnico, ma con un finale in salita verso il Parc Jeanne-Mance.
Tra gli avversari indicati dall’UCI ci sono soprattutto Filippo Ganna e Stefan Küng. Per Evenepoel, quindi, il primo appuntamento sarà una prova contro il tempo nella quale la componente tecnica avrà un peso importante.
Il doppio impegno ricorda quello già realizzato ai Giochi Olimpici di Parigi 2024, quando il belga riuscì a conquistare entrambe le prove.
Nella gara su strada la situazione cambia. La distanza, i quasi 3.800 metri di dislivello e la ripetizione della Camillien-Houde rendono la corsa molto più aperta.
Tra i corridori da seguire ci sono ancora Isaac del Toro e Paul Seixas, entrambi protagonisti a Montréal nel recente Grand Prix. Per entrambi il Mondiale rappresenta anche la possibilità di entrare nella storia come campioni del mondo particolarmente giovani.

Ganna parte dalla cronometro
Per l’Italia uno dei punti di riferimento sarà Filippo Ganna, indicato dall’UCI tra i principali avversari di Evenepoel nella cronometro.
Il percorso canadese non è una cronometro completamente piatta. Dopo la partenza dall’Avenue du Parc, i corridori attraverseranno il San Lorenzo e passeranno dal Circuit Gilles-Villeneuve, sede del Gran Premio di Formula 1, prima di rientrare verso il centro e affrontare il finale in salita.
È un tracciato di 39,2 chilometri che combina velocità, tecnica e gestione dello sforzo.
La prova maschile e quella femminile avranno lo stesso percorso.

Vollering e Kopecky guidano la sfida femminile
Anche la gara Elite femminile presenta un percorso destinato a premiare le corridore capaci di ripetere gli sforzi in salita.
Demi Vollering arriva al Mondiale dopo una stagione nella quale ha mostrato particolare efficacia sui percorsi vallonati. L’UCI indica anche Lotte Kopecky tra le protagoniste attese: la belga punta a riconquistare la maglia iridata già indossata nel 2023 e nel 2024.
A loro si aggiunge la canadese Magdeleine Vallières Mill, campionessa del mondo in carica nella prova su strada. Il fattore campo potrebbe quindi aggiungere un elemento ulteriore a una gara già costruita su un percorso selettivo.
La gara femminile sarà lunga 180,4 chilometri e comprenderà otto passaggi sul circuito del Mont-Royal.ù

Una settimana con 13 titoli mondiali
I Mondiali di Montréal non saranno soltanto le due gare Elite.
Il programma comincerà domenica 20 settembre con le cronometro Elite, maschile e femminile. Lunedì toccherà alle prove Under 23, mentre martedì sarà il giorno della cronometro a squadre a staffetta mista e delle prove Junior.
Da giovedì inizieranno le gare su strada delle categorie giovanili e Under 23, fino agli appuntamenti conclusivi del fine settimana.
In totale saranno assegnati 13 titoli mondiali.
Per la prova su strada Elite, però, il tema è già abbastanza chiaro: Montréal non propone una singola salita decisiva, ma un percorso nel quale la salita torna continuamente. La Voie Camillien-Houde sarà affrontata dodici volte dagli uomini e otto dalle donne.
Alla fine potrebbe essere proprio la somma di queste accelerazioni, più che una singola azione, a decidere chi indosserà la maglia iridata.





























