I Mondiali Gravel 2025 rischiano di vedere una scarsa partecipazione statunitense, e le cause non sono da cercare solo nella distanza geografica.
Per molti addetti ai lavori si tratta di una disattenzione organizzativa da parte dell’UCI e di una gestione poco oculata del calendario.
Il motivo principale?
I Mondiali, in programma questo weekend nei Paesi Bassi, si sovrappongono alla Life Time Grand Prix, la più importante serie gravel americana, che mette in palio oltre 300.000 dollari complessivi di montepremi.
Per i corridori USA, quindi, la scelta è stata semplice: restare in patria e correre dove c’è sostegno economico, visibilità e continuità sportiva.

A complicare la situazione, la decisione di USA Cycling di non coprire le spese per la trasferta della nazionale gravel in Olanda. Voli, alloggi, meccanici e persino il kit ufficiale sarebbero stati a carico degli atleti, con costi stimati tra i 4.000 e i 6.000 dollari.
Una spesa difficile da giustificare per un evento che, al di là del prestigio, non prevede premi in denaro.
A questo si aggiungono anche motivi tecnici.
Diverse atlete di punta, tra cui Lauren De Crescenzo, hanno criticato i percorsi europei: troppo corti, costruiti su circuiti ripetitivi e con poca componente “gravel reale”, ben lontani dalle lunghe e dure gare statunitensi come Unbound Gravel o Big Sugar.
«Sembra quasi una gara su pista ciclabile», ha commentato la De Crescenzo ricordando la sua esperienza ai Mondiali di Veneto 2022.

Gravel e competizioni?
Personalmente, mi sono sempre detto contrario alla promozione del gravel in forma competitiva. Percepisco il gravel come una forma altissima di cicloturismo, e quindi non mi sembra il modo migliore per promuovere questa disciplina.
Ma probabilmente le varie federazioni non sanno inventarsi altro che gare.
Se però si arriva a organizzare un campionato del mondo dove molti dei migliori atleti non vi partecipano per problemi tecnici, e dove addirittura la manifestazione viene criticata non solo per la sua organizzazione ma anche per il suo spessore tecnico, bisogna chiedersi se spingere queste manifestazioni ultra-competitive abbia veramente senso nel mondo gravel.

































