Lontani i tempi in cui, per cambiare i rapporti della bicicletta, i meccanici dei team professionistici smontavano i rapporti “a cassetta” dalla ruota libera con ghiere e utensili specifici, per poi fare l’operazione opposta di rimontaggio: ancora “fruste”, ghiere di fissaggio specifiche del “pacco pignoni” e poi regolazione e fissaggio delle viti di serraggio del sistema.
No, oggi tante delle ruote date in uso ai team del World Tour hanno un’architettura “no tool”, ovvero il meccanismo di ingaggio dei pignoni è manuale: il corpetto si può facilmente smontare e rimontare a mano dalla sua sede. Si facilitano non solo le operazioni di cambio rapporti sulla ruota, ma si velocizzano e si rendono più pratici anche gli interventi di manutenzione sugli scorrimenti (del mozzo, non della ruota libera) e di pulizia della cassetta, sulla quale si può operare senza starla a rimuovere della ruota libera, ma togliendo tutto il “blocco” assieme, cassetta e ruota libera, appunto.
Di tutta la praticità, la velocità e la manutenzione agevole di queste architetture ce ne stiamo rendendo conto di persona grazie a un paio di ruote Proxima Team Edition che stiamo testando. Sono il top di gamma della vicentina Ursus, delle nostre impressioni vi abbiamo già detto qui ed anche questo set si caratterizza per un’architettura tecnica user-friendly, con un sistema che nella fattispecie Ursus chiama U-Press: nel dettaglio i tappi laterali del mozzo posteriore e del kit corpetto possono essere rimossi manualmente grazie a un accoppiamento meccanico a pressione calibrata, che assicura tolleranze micrometriche e una perfetta coassialità tra gli elementi interni.
Cosa dicono i meccanici World Tour
U-Press garantisce un montaggio pulito, intercambiabile e in grado di mantenere geometria, scorrevolezza e protezione dagli agenti esterni.
«Utilizziamo il sistema U-Press quando un atleta decide all’ultimo momento di cambiare rapporti o ruote –, spiega a proposito Piet Rooijakkers, R&D Expert del Team Picnic-PostNL, il team del World Tour equipaggiato da Ursus -. Il sistema ci consente di intervenire in modo rapido e preciso, senza l’uso di attrezzi specifici, adattando la configurazione della bici in pochi istanti, anche durante le gare o i test. Oltre alla velocità, per un team WorldTour contano la praticità e l’affidabilità. Il sistema è fluido e lineare: l’innesto e la rimozione dei componenti sono sempre precisi, senza giochi o resistenze. Il vantaggio principale è il notevole risparmio di tempo, ma anche la semplicità di manutenzione e sostituzione, che riduce il rischio di errori o danni ai componenti e rende il lavoro più scorrevole e prevedibile».

Ma a parte i risvolti positivi in ottica di utilizzo World Tour, il punto di forza di un sistema simile è la praticità: manutenzione periodica, pulizia, ingrassaggio e sostituzione dei cuscinetti del mozzo diventano più
Sono ad oggi provvisti di architettura “no-tool” sia i mozzi di ruote con ingaggio trasmissione a cricchetto come le Ursus, ma anche diverse ruote con ratchet.



































