Leggo sovente le lettere inviate e le vostre risposte , ed essendo un sito sui ciclisti giustamente li difendete come una rivista di auto difende gli automobilisti, con a volte dei distinguo. Non sono prevenuto nei confronti dei ciclisti, ma trovo spesso in loro la stessa maleducazione degli automobilisti se non di più in quanto considerati categoria a rischio e di ciò se ne approfittano. Io stesso , ho rischiato di essere investito da pedone sulle strisce da un gruppo di ciclo/amatori mentre attraversavo mentre a loro dire avrei dovuto lasciare loro la precedenza . A me a scuola guida, hanno insegnato come le regole valgano per tutti e non solo per alcuni , come anche nella vita quotidiana. Ma non solo ora altro esempio, quando al lavoro monto il dehor sul marciapiede ho comunque un passaggio continuo di bici e monopattini senza che questi rallentino minimamente o vengano portati a mano senza che ci sia una ciclabile , quindi dovrebbero circolare in strada ma tant’è. Gli automobilisti sono una categoria sempre rintracciabile i cui sbagli sono altamente sanzionati al contrario dei ciclisti / monopattini (in uso da un p0′ di tempo a questa parte) le cui contravvenzioni sono esigue anche sotto il profilo economico. Secondo me una multa di importo importante anche a “voi” ciclisti vi farebbe pensare due volte prima di infrangere il CdS. A noi automobilisti si impone di sorpassare ad 1.5 m di distanza dalla bici , ma una bici che ti sorpassa a destra o ti rasetta in caso di incidente alla fine, la colpa ricade sempre sull’automobilista. Sinceramente trovo tutto ciò iniquo e finché non ci sarà equità, certe categorie, ne approfitteranno sempre .
Cordiali saluti
Andrea
Non sono le categorie ad approfittarne, ma le persone. È un dato di fatto questo e, naturalmente, dove ci sono meno controlli ci si approfitta di più. Il nodo è tutto qui.
Non prendiamo le parti dei ciclisti a prescindere: chi si comporta male va sanzionato a prescindere dal mezzo e non pensiamo che siano necessarie “multe esemplari”. Sono necessarie le multe quando servono. Perché sapere che a un’infrazione corrisponde una conseguenza è certamente un deterrente importante.
Il problema, però, è che con le multe esemplari si fanno soprattutto campagne d’effetto. Una sanzione molto alta colpisce l’immaginario, ma non necessariamente modifica i comportamenti quotidiani. È la certezza del controllo e della sanzione, più che la sua eccezionalità, a rendere efficace una norma.
E questo vale per tutti. Per l’automobilista al cellulare o in sosta vietata, così come per il ciclista che passa con il rosso, attraversa sulle strisce senza rispettare il pedone o utilizza impropriamente il marciapiede. Non c’è una categoria che debba essere “difesa” e un’altra che debba essere automaticamente considerata colpevole.
Anche sul tema delle responsabilità in caso di incidente, poi, sarebbe bene evitare una semplificazione: il fatto che un ciclista sia l’utente più vulnerabile non significa che abbia sempre ragione. La vulnerabilità è una condizione fisica, non una deroga al Codice della strada.
Il punto che condividiamo della sua lettera, quindi, è proprio questo: le regole devono valere per tutti. Ma, proprio per questo, devono essere applicate a tutti con la stessa logica. Non servono automobilisti contro ciclisti, né ciclisti contro automobilisti. Servono controlli, regole comprensibili e sanzioni effettive quando le regole vengono violate.
L’equità, in fondo, non significa dare a tutti la stessa multa. Significa applicare la stessa regola: chi sbaglia, indipendentemente da ciò che sta guidando o pedalando, ne risponde.


































“È la certezza del controllo e della sanzione, più che la sua eccezionalità, a rendere efficace una norma”
Certezza che alle auto, grazie alla targa, viene applicata (in caso di photored, ad esempio).
Alle bici, palesemente NON identificabili, questa certezza non può essere applicata, quindi la stragrande maggioranza dei ciclisti, BEN consapevoli, se ne approfitta, e lo sapete bene.
Relativamente alla lettera del Sig. Andrea, come molti altri che ci leggono, anche io vedo che scrivete che le regole valgono per tutti, ma concludere sempre gli articoli con dei distinguo, ossia pieni di “ma”, “però” ecc ecc…
È questo che dà fastidio, a mio parere.
Saluti.