Tucano Urbano, azienda lombarda è da anni presente sul mercato del settore motociclistico che produce abbigliamento antipioggia ed antivento. Abbiamo provato la giacca NANO RAIN ZETA.
Minimale
La NANO RAIN ZETA è una giacca minimale ma di ottimo tessuto concepita appositamente per la bicicletta. Potremmo chiamarla “giacca dalle due cerniere” perché ne troviamo una nella parte anteriore come qualsiasi altro giaccone ed una nella parte posteriore che consente di aumentare leggermente la dimensione della giacca nel caso in cui si debba trasportare uno zaino sulla schiena. La cerniera posteriore, tra l’altro, è sottolineata dalla presenza di due fasce sottili catarifrangenti che la seguono per tutta la lunghezza aumentando la visibilità di chi pedala in ore notturne.
Le maniche terminano con una chiusura a strappo in velcro che consente di regolare l’ampiezza dei polsini. La chiusura è dotata di bandella riflettente. Nel collo è alloggiato un piccolissimo cappuccio. Sotto le maniche due cerniere senza retina di protezione aumentano la possibilità di ventilazione cosa che riteniamo fondamentale per favorire il ricambio d’aria durante l’utilizzo. Occorre precisare che nei brevi tragitti, specie quelli invernali, la temperatura e la conseguente condensa non costituiscono un problema per chi pedala.
Nell’ottica di un capo minimal, non sono previste tasche sulla giacca. E parlando di minimal, il tessuto è facilmente comprimibile, tanto che una volta piegata rimane dentro un contenitore cilindrico che ha la dimensione appena di 15×9 centimetri di diametro.
Troviamo una comoda coulisse a fondo giacca che consente di regolare la larghezza della parte bassa in base alla dimensione del bacino dell’utente. La giacca dispone del pratico taglio con la parte posteriore leggermente più lunga dell’anteriore. Anche le maniche sono “leggermente” più lunghe del normale per favorire la distensione delle braccia verso il manubrio.
Le cuciture sono tutte nastrate. Il peso della giacca in taglia L è di 270 grammi, più circa venti grammi di sacchetto. Generalmente chi scrive veste una taglia M ma in questo caso è stata preferita una taglia più comoda per poterla indossare anche con l’abbigliamento invernale e soprattutto evitare che la giacca troppo aderente si attacchi all’abbigliamento normale rendendo difficile indossarla e sfilarla, cosa che accade soprattutto nella zona delle maniche. In molte giacche questa operazione è facilitata dalla presenza di una retina che stacca le parti a contatto, ma trattandosi di giacca minimal questo incide su peso, volume e costo.
La cerniera anteriore è protetta da una generosa patta che si attacca sul lato con il velcro e dispone del canale antipioggia.
Il colore è un blu scurissimo, molto valido perché fa notare poco lo sporco ma purtroppo rende poco visibili nelle giornate invernali di brutto tempo. È però disponibile anche la colorazione giallo fluo che è evidentemente più valida in questo senso ma anche più soggetta a necessità di lavaggi. A 30° naturalmente, come quasi tutti i capi impermeabili.
La prova sul campo
Anche se può sembrare un ossimoro, abbiamo aspettato “una bella giornata di pioggia” (anzi tre) con la quale provare sul campo la giacca.
Ecco com’è andata.
La giacca indossata diverse volte per il tragitto casa-lavoro ha confermato le “impressioni” all’asciutto. Una decina di minuti nei tragitti sotto una pioggia abbastanza intensa non hanno portato a ingressi di acqua.
Facile da indossare, con l’acqua che scivola via bene e naturalmente asciuga velocemente. Visto il meteo con il cielo plumbeo, confermiamo che probabilmente conviene lavare qualche volta in più la giacca gialla, perché in alcune condizioni di luce, il blu rimane quasi invisibile. Specie se si tiene conto del fatto che durante le giornate di pioggia gli angoli ciechi dei mezzi a motore aumentano di ampiezza a causa dei vetri non completamente puliti dai tergicristalli. A volte è meglio essere ben visibili, anche a scapito dell’eleganza.
Provata anche la ampiezza della cerniera posteriore che, con un po’ di cautela, consente di coprire una borsa a tracolla per un portatile. Niente male. Specie se la borsa non è a tenuta stagna.
Abbiamo trovato inconsueto il verso di chiusura dei polsini, in senso contrario a quelli che capita di usare normalmente. Ragionando dell’uso avremmo forse preferito una tasca laterale doppio uso, tasca a giacca indossata e contenitore a giacca chiusa. Una tasca, anche piccola, consente di riporre le chiavi per aprire il cancello di casa, specie quando piove senza doverle cercare nelle borse.
Ulteriori informazioni: https://www.tucanourbano.com/









































