di Guido P. Rubino
8 feb 2021 – Viene davvero da chiedersi dove si arriverà nel regolamento restrittivo dell’UCI. Dopo il divieto della posizione rannicchiata sul manubrio in discesa, di cui abbiamo parlato in abbondanza, è ora arrivata un’aggiunta al regolamento tecnico che vieta ai corridori di procedere con gli avambracci appoggiati sul manubrio.
E pensare che un divieto del genere lo avevamo ipotizzato come esagerazione proprio parlando di quella posizione in discesa. Eppure è lì, nero su bianco. Anzi rosso, perché è una correzione aggiunta successivamente:
Position on the bicycle Riders must observe the standard position as defined by article 1.3.008. Sitting on the bicycle’s top tube is prohibited. Furthermore, using the forearms as a point of support on the handlebar is prohibited except in time trials.
Sulla bicicletta i ciclisti devono attenersi alla posizione standard come definito dall’articolo 1.3.008. È vietato sedersi sul tubo superiore della bicicletta. Inoltre, l’utilizzo degli avambracci come punto di appoggio sul manubrio è vietato, tranne che nelle prove a cronometro.
È quel che si legge nel capitolo 2 al punto 25 della seconda parte del regolamento delle gare su strada aggiornato proprio l’8 febbraio.
Transenne
Attenzione eh, non ci sono solo appunti di questo tipo nell’aggiornamento. Si parla anche di transenne di plastica, espressamente vietate assieme ad altre soluzioni altrettanto poco efficaci nel contenimento dei corridori in caso di caduta.
Rifornimento distanziato
Un ulteriore aggiornamento parla anche del posizionamento del personale addetto al rifornimento dei corridori nelle zone apposite: ci deve essere uno spazio di almeno 50 metri per ogni squadra in zone di leggera ascesa e possibilmente al di fuori delle zone urbane. Chissà se dovranno essere segnalate anche con delle bandiere o segnaposti come nelle gare di Formula 1? (Ok questa l’abbiamo detta noi, se la troverete nel regolamento prossimamente ci toccherà pagare pegno).
Al tempo stesso diventa obbligatorio per gli organizzatori prevedere delle zone di raccolta rifiuti ogni 30-40 chilometri dove i corridori potranno – solo lì – svuotare le tasche dai rifiuti e gettare le borracce. Insomma, i tifosi sapranno dove posizionarsi per fare la loro preziosa raccolta di ricordi – le borracce – da conservare gelosamente. Ma era difficile pure prima che qualche borraccia potesse rimanere sulla strada (peraltro si tratta già di oggetti biodegradabili).
Il senso di questi regolamenti? Certamente dare un buon esempio ai tifosi, visto che i corridori sono, di fatto, perfettamente coscienti di come comportarsi in termini di sicurezza. Certo lascia un po’ pensare il volerli “guidare” in questo modo e qualcuno ha già storto la bocca.
E francamente tutte queste limitazioni rischiano di spegnere un po’ la fantasia del ciclista. Viene da chiederci per quanto sarà possibile saltare buche e piccoli ostacoli sollevando di slancio la bicicletta? E quando verrà vietato il togliere entrambe le mani dal manubrio, magari in gruppo o anche in altre situazioni?
Ciclisti professionisti trattati da Giovanissimi o poco più.
>>> Chi volesse leggere le nuove aggiunte può andare direttamente sul sito dell’UCI, oppure scaricarle da qui: Regolamento UCI strada .
Rivoluzione come 21 anni fa
Suona un po’ come quando, sempre a inizio 2000, si decise di non omologare più le biciclette da cronometro e da pista che non avessero determinate caratteristiche (ad es. le ruote di uguale diametro) e bandendo pure i manubri da crono. Salvo fare una imbarazzante retromarcia un po’ di anni più tardi e creando un bel po’ di scompiglio nel Record dell’Ora (fu gettato via anche il Record di Moser!) e azzerando la ricerca scientifica.
Insomma, un ciclismo che rischia di prendere la piega abbastanza noiosa della Formula 1. Ma lì, almeno, c’è la scusa più che giustificata dell’alta pericolosità.
Quanti corridori conosciamo che si sono fatti male o hanno creato problemi perché procedevano con gli avambracci sul manubrio?
Speriamo che lo stesso pugno di ferro venga applicato anche in ambiti che hanno realmente creato problemi e incidenti in corsa. La stretta di vite sui mezzi al seguito non ha ridotto il numero dei veicoli in corsa e su alcune manovre ancora c’è molto da dire. Speriamo che il 2021, in mezzo a tante restrizioni, porti almeno a un miglioramento anche in questo senso.


































