Gentile Direttore,
Non sono d’accordo con la presa di posizione del lettore che scrive addossando la responsabilità ai ciclisti. È un’opinione di parte e, come tutte le opinioni di parte, è tifo non ragionamento.
Quello che dobbiamo imparare tutti, intendo tutti i fruitori della strada, è il rispetto.
Vedo ciclisti invasati, motociclisti padroni e automobilisti cialtroni. Io faccio 15000 km /anno in auto e 5000 km in bici e penso di sapere quali siano i difetti. Manca la cultura della tolleranza e quindi è evidente che siamo portati a parteggiare perché non ci importa l’interesse del nostro vicino: mi interessa esclusivamente una strada libera, tutta per me.
Cosi nasce la cattiva politica, faziosa, cosi nasce l’aggressività, and cosi si sviluppano le nevrosi.
A Lei che dirige un giornale chiedo cortesemente di ospitare testi che favoriscano cultura
Grazie
Renato Armenio
Grazie Renato, parole di buon senso. Su strada comandano la legge ma anche, appunto, il buon senso. Ogni tanto pubblichiamo anche lettere che parlano di poca tolleranza perché rispecchiano quel che troviamo troppo spesso in strada. E non sono le peggiori.
Vale sempre lo stesso discorso: più dei “secondo me” contano le regole che sono precise e fatte tenendo conto di tutti, come è giusto in una società civile.
Purtroppo i social e le nostre strade diventano spesso sfogo di altre frustrazioni, protetti da uno schermo o da un abitacolo. E ci si dimentica che l’automobile e gli altri veicoli, sono dei mezzi, non servono a dimostrare nulla.



































