Gentile Redazione…
Se capisco bene, dalle varie Vs. risposte a chi scrive segnalando dagli importanti e pericolosi atteggiamenti pirateschi (non tutti, ma la maggioranza) che i ciclisti “professionali” (per modo di dire) tengono in sella, dalle città a fuori città, sempre in gruppo sono sempre protetti, anche un gesto che vuole preservare (chi ne fa le spese maggiori è sempre il ciclista), se loro saltano il rosso, le precedenze, i pedoni…. e mi fermo, non hanno praticamente nessun obbligo, o per meglio dire, li hanno ma se ne fregano altamente, senza nessuna punizione, se una auto “brucia” un rosso o una precedenza sono cavoli suoi.
Il Vs continuo perdonare questi atteggiamenti non fa che aumentare il disappunto degli utenti in auto e moto che devono sottostare ad una serie di controlli.
Ad auto è moto tutte le responsabilità mentre ad i ciclisti “professionali” tutto il perdono possibile.
Grz e saluti
M.w.
Diversi lettori leggono un perdono o, addirittura, una giustificazione nelle risposte date in questa rubrica. Mi preme però ricordare, senza timore di smentita, che abbiamo sempre sostenuto, e io personalmente l’ho fatto più volte, che le regole valgono per tutti e che tutti dovrebbero essere sanzionati quando le infrangono.
Far notare che esiste una percezione sbilanciata delle colpe tra automobilisti e ciclisti non significa giustificare i ciclisti che si comportano male. Significa anche riconoscere che molte infrazioni degli automobilisti non vengono nemmeno percepite come tali. Dal parcheggio selvaggio, spesso giustificato per motivi di lavoro o per una «necessità veloce», all’eccesso di velocità, magari perché «non c’era nessuno e la strada era libera», fino all’uso del cellulare alla guida.
Sono tutti comportamenti sbagliati e alcuni possono avere conseguenze molto gravi quando si guida un mezzo a motore. La sosta selvaggia non porta, generalmente, a pericoli immediati ma ostacola gravemente la circolazione, spesso più di quanto faccia il comportamento scorretto di un ciclista.
Questo non significa stabilire una graduatoria delle infrazioni, né giustificarne alcune rispetto ad altre. Un comportamento vietato resta tale e dovrebbe essere sanzionato a prescindere dal mezzo utilizzato.
Significa, semplicemente, provare a guardare la strada nel suo insieme e non soltanto dalla prospettiva di chi, in quel momento, si trova al volante o in sella.


































I ci listi fuori dal centro abitato devono andare in fila indiana o no
Leggo spesso questa rubrica e ho già scritto in passato.
Abito in collina e succede spesso di trovare gruppi di composti da decine di ciclisti che inevitabilmente occupano l’intera corsia.
Vorrei sapere se è consentito uscire in gruppi così numerosi o se esista un limite oltre il quale bisogna chiedere delle autorizzazioni.grazie della risposta.