Nelle tappe precedenti abbiamo detto dell’incidenza del peso sullo sviluppo dei watt. La tappa di ieri con la lunghissima azione a due di Alaphilippe e Maestri ci danno altri spunti. Nei 137 chilometri (in 3 ore e 11 minuti) di fuga il francese ha fatto registrare 290 watt medi (4,7 w/kg) mentre per il nostro connazionale il wattaggio medio è stato pari a 320 watt (4,4 w/kg). A guardare il solo rapporto peso/potenza verrebbe da dire che Alaphilippe abbia spinto di più, in proporzione, rispetto Maestri, invece le cose non sono andate in modo così semplice.
Infatti se non consideriamo il peso, in fin dei conti seppure il terreno fosse collinare i corridori erano per la maggioranza del tempo in pianura, e assumiamo che i due abbiamo percorso 68,5 km a testa (la metà di 137 km), Maestri avrebbe dovuto dovuto produrre sempre più watt rispetto Alaphilippe a causa di una maggiore superficie di impatto con l’aria. E questo infatti è successo.
A guardare pure i numeri si capisce perché la sorte Mirco nell’ultimo strappo fosse già scritta: in pianura prendeva più aria di Julien quando era in testa a tirare e quando era a ruota recuperava meno di quello che faceva il francese. Quando invece erano in salita e i due pedalavano oltre la soglia anaerobica, i 10kg di differenza facevano sì che il serbatoio anaerobico di Maestri si svuotasse più velocemente di quello di Alaphilippe, portando l’italiano a non essere più in grado di andare in “rosso” sull’ultimo muro.
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