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Home Biciclette

Nuova Giant Propel, la faccia moderna della velocità. L’abbiamo già provata

La quarta generazione di una piattaforma diventata la più amata dai prof equipaggiati Giant. Da oggi potrebbe esserlo ancor più, visti i miglioramenti su tutti i fronti

Maurizio Coccia di Maurizio Coccia
6 Marzo 2026
in Biciclette, TechNews, Video
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Dopo settimane di “rumors” (noi di Cyclinside ne avevamo parlato qui) si concretizza davvero la nuova Propel, bici da gara di Giant, apprezzatissima dai corridori professionisti del team Jayco AlUla.

Quella che esce oggi, 6 marzo 2026, è la versione più aggiornata di una bicicletta formalmente etichettabile come “aero”, ma a tutti gli effetti meglio inquadrabile come bici da gara “all road”, per usare un vocabolo piuttosto familiare nella terminologia odierna di definire le bici da corsa.

La Giant Propel di quarta generazione

Sì, è vero la Propel è nata come bici aerodinamica, anzi è quella che nel lontano 2013 ha praticamente inventato questo genere.

In realtà, nel corso del tempo ha unito alle caratteristiche di penetrazione all’aria anche requisiti di ottima guidabilità e ha calibrato la rigidità in modo da non essere affatto una spaccaschiena come lo erano tante aero.

Ma soprattutto la Propel ha mutuato l’assetto geometrico, angolare e prima di tutto il processo di costruzione da una bici leggendaria e iconica come è la TCR, che per certi versi è il “pilastro” e il riferimento dell’alta gamma Giant da quasi trenta anni.

1^ gen. (2013)
2^ gen. (2018)
3^ gen (2023)

Questa in estrema sintesi la radice e lo spirito della Propel “model year 2027”, o se preferite della Propel di quarta generazione, che noi di Cyclinside abbiamo avuto l’occasione e la fortuna di provare in anteprima in Francia, nei pressi di Nizza, in occasione di una “due giorni” di presentazione e test su questa bici che da pochi giorni è stata consegnata da Giant anche ai professionisti della “Jayco”.

Il “pacchetto” Propel Advanced SL è migliorato sopratutto sui fronti della aerodinamica e della leggerezza. Ma è sulla “compliance” che la bici ha fatto un salto ancor più significativo, diventando ancor più gestibile nonostante la sua formale radice “aero”

Esordio in corsa alla Strade Bianche

La nuova Propel esordirà in corsa alle Strade Bianche, la “miniclassica degli sterrati”.

A qualcuno potrebbe sembrare strano che la “prima” ufficiale in corsa per una bici come la Propel sia una gara come questa: ma come? Una aero bike per lo sterrato? Proprio così, appunto a rimarcare quel che dicevamo sopra. E che ora vi spieghiamo più nel dettaglio tecnico.

Prezzo e versioni

Prima di addentrarci negli aspetti tecnici iniziamo dall’aspetto della Propel che più interessa tanti lettori e che a nostro modo di vedere è molto significativo, il prezzo: rispetto a quella di precedente generazione, la nuova Propel non ha apportato incrementi di prezzo, anzi, per certi allestimenti li ha anche abbassati.

Decisamente interessante anche la “forchetta” di prezzo con cui è offerta la piattaforma: così come è sempre stato, la Propel 2027 rimane bici destinata al ciclista sportivo che ama le prestazioni e la velocità, ma propone un range di costi molto ampio in base agli allestimenti che si andranno a scegliere.

Si va dagli 11.999 euro dell’allestimento top chiamato Advanced SLO-Red (ovvero prezzo sicuramente inferiore rispetto alle omologhe bici da corsa top di gamma di marchio altrettanto blasonati) fino ai 2.999 euro della versione base Advanced 2.

Abbiamo provato una misura M in versione “SL” e con allestimento top. Il peso? Superlativo: 6.45 Kg senza pedali – ©SterlingLorence

E anche volendo considerare il prezzo del singolo frame kit della variante al top (la Advanced SL) anche in questo caso il corso è rimasto sostanzialmente invariato rispetto al 2025 (3.699 euro) e anche in questo caso il confronto con prodotti omologhi di marchi altrettanto blasonati è decisamente competitivo.

Piattaforma ricca e articolata

Ancora, diversamente da quel che accade per altri marchi, Giant offre al pubblico una piattaforma prodotto assai articolata e ricca di scelte: tra i vari allestimenti non cambiano solo i montaggi, non cambia solo il tipo di carbonio, ma cambia anche il fatto che sugli allestimenti di vertice il reggisella è integrato, mentre sugli altri no.

È in pratica la diversificazione che Giant adotta da anni sui suoi prodotti, la stessa che caratterizza anche la “mitica” TCR e che quindi anche nel caso della Propel si sviluppa così:

  • Propel Advanced SL: telaio e forcella con carbonio più leggero (il grado Advanced SL), processo di costruzione in pezzo unico di estese parti del telaio (triangolo principale), reggisella integrato

    La Propel di 4^ generazione esce poco piò di 3 anni dopo il lancio della 3^. Lasso di tempo troppo breve? «Lo sviluppo tecnologico va ancora più veloce»: ci ha detto An Le, marketing manager Giant – ©DamienRosso
  • Propel Advanced Pro: forcella con carbonio più leggero (grado Advanced SL), telaio di grado Advanced, reggisella “tradizionale”.
    Propel Advanced Pro
  • Propel Advanced: telaio e forcella di grado Advanced, reggisella “tradizionale”.
  • Propel Advanced

Partendo da questa tripartizione Giant ha poi articolato i differenti montaggi che ora andiamo a elencare nel dettaglio con i relativi prezzi.

Lo facciamo non prima di aver ricordato che:

  • le versioni di grado Advanced SL montano (quasi) tutte le nuove ruote Cadex Max 50 (le ruote uscite una settimana fa e presentate qui) e il nuovo manubrio integrato Giant Contact SLR Aero Integrated (ne parleremo poi)
  • le varianti Advanced Pro montano il nuovo manubrio integrato ma le ruote Giant SLR da 50 mm (anche queste ultime sono ruote tutte nuove e sono proposte in duplice versione, “0” o “1”.)
  • le varianti Advanced montano componenti di guida separati e ruote Giant SLR 2 da 50 mm (o Giant PA-1 Disc).

Ecco dunque i montaggi disponibili sul mercato italiano:

  • Propel Advanced SL0-Red (gruppo Sram Red): 11.999 euro, colore Superspeed Blue
  • Propel Advanced SL0-DA (gruppo Shimano Dura-Ace senza powermeter): 10.899 euro, colore Prism Pearl
  • Propel Advanced Pro-DA (gruppo Shimano Dura-Ace senza powermeter): 8.199 euro, colore Supernova Grey
  • Propel Advanced Pro 0-AXS (gruppo Sram Force): 6.699 euro, colore Obsidian Pulse
  • Propel Advanced Pro 0-Di2 (gruppo Shimano Ultegra): 6.699 euro Obsidian Pulse

    Propel Advanced Pro 0, 6.669 euro
  • Propel Advanced Pro 1-Di1 (gruppo Shimano 105 Di2): 5.199 euro, colore Cryo Silver
  • Propel Advanced1 (gruppo Shimano 105 Di2): 4.199 euro, colore Carbon

    Propel Advanced 1, con Shimano 105 elettronico: 4.199 euro
  • Propel Advanced2 (gruppo Shimano 105 meccanico): 2.999 euro, colore White
Le nuove Cadex Max 50 equipaggiano gli allestimenti al top della Propel: a livello aerodinamico performano al meglio se montate con le coperture Cadex Aero da 28c, anche queste nuove – ©DamienRosso
  • Propel Advanced SL frame kit in colore “Team” (Nitro Purple): 3.999 euro
  • Propel Advanced SL frame kit in colore Cyber Sunset/Aurora Chamaleon: 3.799 euro
  • Propel Advanced Pro frame kit in colore Plasma Blue/Glacier Team: 2.699 €euro

    • La Propel Advanced SL usata dal team Jayco AlUla

Cosa è cambiato?

È questa domanda frequente quando una nuova generazione di bici si aggiorna mantenendo il nome e, soprattutto, spirito e destinazione d’uso: in merito a quest’ultimo aspetto possiamo certamente dire che la nuova Propel evolve la sua radice nativa di aero in bici da gara certamente più all-round.

Più di quanto accadeva in passato è bici, questa, ancor più adatta ad affrontare lo spettro più ampio di situazioni e condizioni cui è chiamato a fare i conti il corridore moderno.

Il “pacchetto” Propel Advanced SL (con ruote Cadex Max 50) è migliorato sopratutto sul fronte aerodinamico e della leggerezza. Ma è sulla “compliance” che la bici ha fatto un salto ancor più significativo, diventando ancor più gestibile nonostante la sua formale radice “aero” – ©SterlingLorence

La nuova Propel è bici adatta indifferentemente per le esigenze del professionista che deve correre una tappa alpina del Giro d’Italia oppure in una frazione veloce e filante di un grande giro, una Milano-Sanremo o, perché no, anche una Parigi-Roubaix.

Ancor più “aero” della precedente la nuova Propel lo è anche per le tubazioni, in certi casi più “slim”, soprattutto se osservate frontalmente – ©DamienRosso

Tutto questo grazie ad aggiornamenti tecnici che sono solo in parte visibili dalla semplice osservazione esterna dei tubi, ma più che altro sono celati all’interno del telaio.

Il processo di costruzione

Esattamente come ha fatto per la prima volta con la piattaforma TCR lanciata nel 2024, anche per la nuova Propel (e nello specifico la versione Advanced SL) Giant ha aggiornato l’intreccio e il “blend” di fili di carbonio che danno forma ai fogli di carbonio da laminare negli stampi.

Il particolare processo di taglio a freddo dei “fogli” che danno forma ai tubi

Inoltre, anche la Propel ha esteso l’impiego di un vero e proprio stampo monoscocca che forma tutto il triangolo principale (processo One Piece Molding).

Infine, anche la Propel utilizza un sistema proprietario di taglio a freddo dei fogli di carbonio destinati alla laminazione (Cold Blade Cutting), che evitando le alte temperature permette di non alterare le caratteristiche del carbonio, di ridurre al minimo il numero e lo spessore delle “pezze” di carbonio che formeranno il telaio e, in poche parole, di controllare in modo ancora più preciso quel complesso compromesso rappresentato dal rapporto tra qualità meccaniche ricercate, peso e caratteristiche di “compliance” della struttura.

La Propel è bici “top race” ma ha un’indole non estrema, che anche l’amatore può godersi e riuscire a “domare” – ©SterlingLorence

Per i produttori la compliance rappresenta un requisito sempre più importante: tararlo al meglio su un telaio in composito significa saper mediare le qualità di resistenza e rigidità del carbonio attuale con la necessità che deve avere una bici di “metabolizzare”, assorbire e “ammorbidire” il contatto con l’asfalto, restituendo una performance che non si esprima solo in termini di velocità ed aerodinamica, ma che deve viaggiare assieme alla guidabilità e, perché no, anche al comfort percepito da chi è in sella.

Il nuovo manichino per prove dinamiche in galleria che Giant ha usato per lo sviluppo della nuova Propel: la posizione di testa mani e piedi si può modificare per avere uno spettro più ricco e preciso possibile delle implicazioni aerodinamiche “bici/atleta”

Detto questo, con la nuova Propel Giant ha migliorato anche gli strumenti di indagine con cui definire la migliore resa aerodinamica: ci basta dire che il processo di sviluppo effettuato in galleria del vento si è avvalso di un nuovo manichino dinamico, cui Giant ha assegnato anche un nome, Grisha 2.0 (a differenziarlo dal precedente Grisha), rispetto al quale permette valutazioni aerodinamiche molto più ricche e accurate, visto che in questo caso lo sviluppatore può variare posizione e inclinazione di testa, mani e piedi del manichino stesso.

Non da ultimo, la Propel è formalmente migliorata anche dal punto di vista della leggerezza: per i “grammomaniaci” di seguito pubblichiamo lo screenshot con tutti i dettagli di peso nella comparazione tra il nuovo e il vecchio frame-kit della Propel. Basta comunque ricordare che il telaio Advanced SL “nudo” (ovvero non verniciato), in taglia M e con reggisella ancora da tagliare ora pesa 800 grammi rispetto agli 845 del precedente.

Aggiornamenti importanti della nuova Propel sono quelli che non si vedono, relativi al tipo di carbonio e al processo di costruzione

Si potrebbe dire che l’alleggerimento non è così marcato, ma prima di tutto stiamo parlando di un telaio con connotazione comunque “aero” e in ogni caso è un ulteriore elemento che attesta piccoli grandi passi avanti da tutti i punti di vista.

I pesi nel dettaglio nel confronto tra la nuova piattaforma e il vecchio frame-set Propel (Advanced SL) relativo alle tre versioni Advanced SL, Advanced Pro e Advanced

I numeri della nuova Propel

Volendoli quantificare con i numeri, ecco allora cosa dichiara Giant della nuova Propel Advance, considerando la versione di vertice Advanced SL, equipaggiata con ruote Cadex Max 50 e manubrio integrato e rapportandola alla precedente Propel Advanced, con ruote Cadex Ultra 50 e componenti di guida in due pezzi (curva+attacco)

  • +3.4% di rigidezza torsionale relativa al frame-set
  • +2.4% di rigidezza relativa alla zona movimento centrale
  • +5.7% di rapporto rigidezza/leggerezza
  • +14.8% di efficienza relativa alla guidabilità (“system handling efficiency”)
  • +14.2% di efficienza nella pedalata (“system pedaling efficiency”)
  • +25% di verticale compliance (relativa al tubo di sella)
  • +12.8% di compliance sull’avantreno (sterzo e forcella)
  • 4 watt risparmiati (o 72 secondi guadagnati) se si viaggia a 40 km/h per oltre 40 chilometri

    È la classica bici che letteralmente “si accende” quando provi a infonderle la benché minima variazione di ritmo – ©SterlingLorence

Reggisella integrato? Sì, grazie

Il reggisella della versione Advanced SL rimane integrato, essendo questo una sorta di marchio di fabbrica di Giant, soluzione che differenzia le top bike del marchio taiwanese da tante bici omologhe appartenenti allo stesso segmento: Giant continua a credere in questa soluzione nonostante nel tempo sia stata abbandonata da altri produttori che in passato vi avevano aderito.

Nixon Huang, product manager che ha seguito lo sviluppo della TCR uscita nel 2024 e, ora, della nuova Propel – ©DamienRosso

Perché Giant va controcorrente in questo caso? Diversamente da quel che potrebbe pensare qualcuno, non è per una ragione di alleggerimento. O meglio, l’alleggerimento è la seconda ragione che motiva il reggisella integrato che Giant chiama Vector: «Con il reggisella integrato risparmiano dai 20 ai 30 grammi in base alla taglia che si considera – ci spiega Nixon Huang, taiwanese, product manager del segmento Giant “road” – il motivo principale è invece nella compliance. Con un reggisella integrato o riusciamo a definirla e controllarla meglio. Riusciamo a dare alle fibre una maggiore continuità, non avere interruzioni delle caratteristiche meccaniche su tutta la struttura».

Passaggio ruota aumentato

Anche il passaggio ruota è stato rivisto, ma anche in questo caso non si può parlare di “rivoluzione”, nel senso che si passa dai 30 millimetri precedenti ai 32 mm “formali” (ovvero quelli che lasciano lo spazio di luce necessario per ottemperare ai regolamenti UCI).

La tire clearance è stata portata da 30 a 32 mm senza modificare la lunghezza del carro – ©DamienRosso

Sì, è vero, oggi ci sono diversi telai road race che vanno anche oltre il “32”: «ma a noi non interessava – ci spiega ancora Nixon Huang-, andare oltre avrebbe significato rivedere la geometria del carro posteriore, cosa che non volevamo assolutamente fare, perché questo telaio ha la stessa geometria del vecchio, una geometria collaudata, che i corridori apprezzano molto. Inoltre 32 millimetri sono oggi ampiamente sufficienti per la sola gara dell’anno dove si arriva a usare questa sezione, la Parigi Roubaix».

Il nuovo “blend” di carbonio e i nuovi processi di costruzione hanno permesso non solo di elevare la rigidezza del telaio (tra il +2.4% e il +3.4% in base alla parte di telaio considerata), ma più che altro di ottimizzare questo parametro senza incidere nell’handling e nella guidabilità – ©DamienRosso

Quindi, aspetti angolari e aspetti dimensionali della nuova Propel sono identici a quelli della precedente generazione (fatto salvo un angolo di sterzo più “dritto” per la taglia piccola XS, connessa al vasto uso di pedivelle sempre più corte al giorno d’oggi, che di conseguenza non portano la punta dello scarpino a interferire con la rotazione della ruota anteriore).

Dimensioni ed angoli sono tra l’altro identici a quelli della TCR Advanced, che di conseguenza si conferma piattaforma perfettamente interscambiabile per i corridori della Jayco AlUla, che a seconda della gara in programma potranno quindi scegliere se usare la Propel oppure la TCR, esattamente come potevano fare anche la scorsa stagione.

La configurazione dei volumi è simile a quella della vecchia Propel, ma i foderi si connettono sul tubo sella più in basso, per migliorare l’aerodinamica – ©DamienRosso

Alla luce degli aggiornamenti in senso all-road della Propel, però, crediamo proprio (e anche i product-manager ce lo hanno confermato) che se la scorsa stagione erano pochi i corridori a usare la TCR, quest’anno saranno ancora di meno, proprio perché ripetiamo che la nuova Propel è evoluta ancor più in senso “all-road”.

Aggiungiamo noi, che la TCR è piattaforma talmente leggera che i (pochi) corridori che nel 2025 l’hanno usata sono stati paradossalmente obbligati a zavorrarla. Uno di questi è il britannico Paul Double, anche lui presente al lancio della nuova Propel.

Il britannico Paul Double: nel 2025 è stato uno dei pochi della Jayco AlUla a usare la TCR. Il primo feeling sulla Propel probabilmente gli ha fatto cambiare idea per il 2026…

Scalatore leggerissimo, 171 cm di peso per 58 chili, Paul ci ha detto al termine della sua prima prova con la Propel: «Lo scorso anno ero tra quelli che hanno usato la TCR (Advanced SL, ndr), ma credo che quest’anno passerò aa questa. È una bici veloce in tutte le situazioni, ma è anche molto facile da guidare. È la bici perfetta per come sono le corse oggi».

L’interfaccia di fissaggio cambio? UDH

Il nuovo manubrio

A corredo del frame set le versioni di vertice della nuova Propel prevedono anche il nuovo manubrio integrato di Giant.

È una piccola grande notizia, questa, nel senso che fino a ieri chi voleva un cockpit integrato da montare sulla Propel (ma anche suila TCR) doveva andare a “pescare” nel repertorio tecnico del marchio di “famiglia” Cadex, che produce un manubrio in un sol pezzo che si adegua perfettamente all’architettura di cablaggio integrato di queste bici (e al cannotto forcella con profilo “D Shape” della confermata architettura OverDrive): la mancanza è stata dunque colmata con questo bell’integrato che si chiama appunto Contact SLR Aero Integrated.

©DamienRosso

È ovviamente un integrato in carbonio, che a livello di flare e misure (1,5 cm di flare per ogni lato, sei misure prodotte per le sei taglie) è assimilabile all’integrato Aero di Cadex, ma che diversamente da questo ha un ergonomico profilo della porzione alto centrale che asseconda perfettamente l’anatomia delle mani nell’atto di impugnare la curva.

©DamienRosso

Il nuovo Contact SLR Aero Integrated è proposto in versione “0”, con cablaggi interamente celati alla vista per gli allestimenti al top e in versione “1” per alcuni allestimenti Pro, sul quale i cablaggi sono instradati all’interno di canaline preformate nella porzione inferiore della parte alto centrale (ma in ogni caso celati alla vista).

Tutti gli altri allestimenti, invece, montano la vecchia accoppiata “attacco/manubrio” Giant Contact SL Aero, in alluminio, comunque con cablaggi perfettamente celati alla vista.

Il tester pedala abitualmente su una Giant TCR Advanced SL: il feeling nell’impostazione di guida è identico, visto che la geometria tra le due piattaforme è la stessa – ©SterlingLorence

Infine, il nuovo manubrio integrato è perfettamente compatibile anche con la TCR Advanced.

Cadex Max 50, la photo gallery

Foto ©DamienRosso

Ulteriori informazioni: https://www.giant-bicycles.com/ – Cadex

Tag: aero bikecadexevidenzagiantnovità 2026

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