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Home Eventi e cultura

Nuove regole per chi pedala: maggiore sicurezza con rischio burocrazia

Guido P. Rubino di Guido P. Rubino
5 Gennaio 2026
in Eventi e cultura
A A
2
Laboratorio World Tour: banco di prova anche per i marchi italiani

La sicurezza dei ciclisti sulle strade torna al centro dell’attenzione istituzionale con un percorso che prova a tenere insieme attività sportiva, mobilità e aggiornamento del Codice della strada. È il messaggio rilanciato dalla Lega del Ciclismo Professionistico, che sostiene la necessità di un approccio condiviso e strutturale, capace di andare oltre gli interventi emergenziali e di incidere sulla cultura della strada. L’intervento fa seguito anche allo studio pubblicato dal Politecnico di Milano riguardo l’incidentalità ciclistica.

Il tema trova un riferimento concreto nella proposta di legge presentata alla Camera dei Deputati il 30 giugno 2025, che interviene su più articoli del Codice della strada in materia di identificazione e circolazione dei velocipedi e di sicurezza dei ciclisti. Il testo è promosso da un gruppo trasversale di parlamentari di tutti gli schieramenti: Roberto Pella, Salvatore Deidda, Alessandro Maccanti, Mauro Caroppo, Raffaele Tirelli, Ubaldo Pagano Raimondo, Anthony Barbagallo, Gaetano Iaria, Andrea Pastorella, Davide Pastorino, Maria Chiara Gadda e Franco Manes.

mobilita urbanaLa relazione che accompagna la proposta chiarisce l’impostazione generale dell’intervento normativo. Dopo l’approvazione della legge del 9 aprile 2025 n° 58, che ha semplificato le procedure autorizzative per le manifestazioni sportive su strada, il legislatore intende ora rispondere a una duplice esigenza: garantire maggiore sicurezza a un utente debole come il ciclista e valorizzare l’uso della bicicletta come strumento di pratica sportiva, con benefici riconosciuti anche sul piano della salute e della mobilità sostenibile.

Cosa dice la proposta di legge

Scorta tecnica durante gli allenamenti

Uno dei punti centrali riguarda la sicurezza degli atleti durante gli allenamenti. La proposta modifica l’articolo 9 del Codice della strada, prevedendo la possibilità di autorizzare la scorta tecnica anche per le sessioni di preparazione su strade aperte al traffico. Le modalità operative, i soggetti che possono richiederla e le caratteristiche dei veicoli di supporto saranno definite da un disciplinare tecnico del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministero dell’interno. Si tratta di un riconoscimento formale delle condizioni reali in cui si svolge l’attività sportiva su strada.

Possibilità di pedalare affiancati

Un altro intervento significativo riguarda la circolazione in gruppo. La proposta introduce la possibilità, a determinate condizioni, di procedere affiancati in numero non superiore a due e in gruppi composti da un massimo di dieci ciclisti, anche fuori dai centri abitati. La norma è subordinata alla possibilità di garantire un sorpasso in sicurezza da parte dei veicoli a motore, con una distanza laterale minima non inferiore a un metro e mezzo. La relazione sottolinea come questa soluzione riduca il tempo di esposizione al rischio rispetto alla lunga fila indiana, che costringe il conducente a impegnare la carreggiata opposta per un periodo più prolungato.

Casco obbligatorio (ma solo per attività sportiva)

Sul fronte della prevenzione individuale, il testo introduce l’obbligo del casco per i ciclisti che praticano attività sportiva utilizzando calzature tecniche che vincolano gli arti inferiori al veicolo. Resta inoltre l’obbligo generalizzato per i minori di diciotto anni.

Luce rossa posteriore sempre

Viene previsto anche l’obbligo di tenere accesa una luce posteriore rossa in ogni ora del giorno e in ogni condizione di visibilità, fissa o intermittente, per aumentare la percezione del ciclista da parte degli altri utenti della strada.

Numero identificativo sul telaio

La proposta affronta anche il tema dell’identificazione dei velocipedi. A partire dal primo gennaio 2026, le biciclette di nuova produzione dovranno essere dotate di un numero identificativo impresso sul telaio e registrato presso la Motorizzazione, con riferimento alle generalità dell’acquirente e degli eventuali successivi proprietari. L’obiettivo dichiarato è facilitare il contrasto ai furti e la restituzione dei mezzi sottratti illegalmente.

Esame di guida: conoscere le regole che riguardano le bici

Un ulteriore passaggio riguarda la formazione. Le disposizioni relative alla circolazione dei velocipedi e agli obblighi degli altri utenti della strada nei loro confronti entreranno a far parte delle materie oggetto d’esame per il conseguimento delle patenti di guida. Un intervento che punta a rafforzare la conoscenza delle regole e a costruire una maggiore consapevolezza fin dalla fase di apprendimento.

È in questo contesto che la Lega del Ciclismo Professionistico richiama la necessità di una cultura diffusa della sicurezza, fondata sul rispetto reciproco e sulla conoscenza delle norme. Le modifiche proposte al Codice della strada rappresentano un passo in questa direzione, con l’obiettivo di rendere più chiaro il quadro regolatorio e più sicura la convivenza tra ciclisti e veicoli a motore.

Il percorso parlamentare è ancora in corso, ma l’impostazione della proposta segna un cambio di approccio: la bicicletta non viene più considerata un elemento marginale della strada, bensì una presenza strutturale che richiede regole aggiornate, coerenti e condivise.

Roberto Pella
L’On. Roberto Pella

Il nostro commento

Dalla proposta di legge, che potete trovare qui (cliccare) ci vengono alcune considerazioni. Interessante e decisamente nuova la proposta di legge che si basa sulla distinzione tra attività sportiva e non dove quest’ultima è definita dall’avere scarpini con tacchetta che si fissa al pedale (dovrebbero rientrare, pure se non specificato, anche i sistemi a gabbietta con tacchetta, immaginiamo: eroici, attenzione!).

La presenza di scarpe “tecniche” con o senza tacchetto di aggancio potrebbe generare qualche confusione in fase di applicazione della legge. L’applicazione, speriamo, dovrà essere fatta con attenzione.

Una preoccupazione la genera l’obbligo di identificazione del telaio della bicicletta tramite numero impresso sul telaio e il conseguente riferimento a un registro presso la Motorizzazione. Viene logico immaginare come questo diventerà un costo burocratico sia per la registrazione che per l’eventuale vendita del mezzo. Non viene specificato, in questo caso, a quali biciclette si fa riferimento. Tutte? Anche quelle da 80 euro al supermercato o solo quelle da competizione. Quale sarà la discriminante? Tutto da decidere evidentemente, ma le prospettive a livello burocratico, fanno preoccupare un po’ i ciclisti. Una norma del genere potrebbe rappresentare una porta aperta ad altri obblighi con cui già troppi vorrebbero vessare i ciclisti. Potrebbe anche rivalutare improvvisamente le biciclette fabbricate prima del prima gennaio 2026. In ogni caso la legge non è ancora approvata e l’obbligo diventerebbe quindi retroattivo a partire dal primo gennaio? Occorrerà adeguarsi secondo direttive non ancora definite, altro rischio di confusione.

Anche il casco obbligatorio per l’attività sportiva rientra in questa preoccupazione. L’obbligatorietà apre la porta a contestazioni assicurative, questo dicono le battaglie portate avanti dai “no casco obbligatorio ma sempre consigliato”.

Interessante l’apertura al viaggiare affiancati, due al massimo, in gruppi di non più di 10 ciclisti. Anche qui aspettiamo di vedere la definizione particolareggiata. Ad esempio, se si è di più ci si divide in due gruppi che, immaginiamo, dovranno tenere una distanza minima tra loro che andrà definita e così via.

La luce posteriore è certamente cosa buona ma, anche qui, l’obbligatorietà potrebbe portare a una omologazione necessaria con caratteristiche minime. Vedremo.

Apprezzabile decisamente l’attenzione dell’Onorevole Pella alla questione, soprattutto da parte di una persona che è certamente informata sull’argomento e si è comunque appoggiata ai consigli di esperti ed ex corridori.
Vale sempre la regola di massima, però, che una legge che porti sicurezza ai ciclisti debba essere più limitante per chi li mette in pericolo che non per i ciclisti stessi.

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164.000 incidenti in bici in 10 anni. L’Atlante degli incidenti per imparare a salvare vite

Tag: casco obbligatoriocodice della stradaevidenzaproposta di leggeroberto pella

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Commenti 2

  1. Fabri says:
    8 mesi fa

    Buongiorno sono un ciclista con parecchi km percorsi , vorrei esprimere il mio disaccordo riguardante la possibilità di pedalare appaiati anche se solo in due, vivo in zone con strade strette e a curve continue ,quando devi sorpassare più ciclisti è un pericolo sia per chi guida che per il ciclista come stare in gruppo, bene invece il casco obbligatorio

    Rispondi
    • marco says:
      8 mesi fa

      a proposito di ciclisti in coppia e strade strette e tortuose… sposto il focus perchè se guidando una macchina, dietro una curva trovo un camper lento, sono nella stessa condizione. Sarebbe opportuno “riconsiderare” i modi di guidare, ricomciando a intedere la strada come una superficie “mai sgombra”. Ad ogni modo, facendo due conti… ciclista cm 60 + 150 cm di franco + 200 cm larghezza auto = 410 cm per cosia… una condizione diciamo difficile da trovare. Ora, il pericolo vero per un ciclista, è quello di essere superato a velocità sostenuta e con un franco inferiore ai 150 cm previsti. Ed è la situazione canonica per cui chi arriva passa comunque. Senza rallentare. Ritengo che “ostruire” fisicamente il passaggio, impedisca manovre azzardate. Del resto l’autorizzazione a pedalare in gruppo è diffusa in tutta Europa.

      Rispondi

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Iscrizione al Registro degli Operatori della Comunicazione con registrazione n° 35370 aggiornata 8 ottobre 2020.

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