In che direzione sta andando il mercato della bicicletta? Sì, sta tornando a crescere, lo abbiamo visto e detto, ma in quale direzione. Dal punto di vista sportivo abbiamo visto che la tecnologia si evolve rapidamente e, pure senza stravolgimenti – per ora – ha tanto da dire.
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In questo nuovo video partiamo ruote da 32 pollici, una soluzione che sta iniziando a comparire sia nel gravel sia nella mountain bike. Una tecnologia ancora da osservare, soprattutto per capire quale sarà il suo reale sviluppo e quali saranno gli utilizzi più interessanti. Le dimensioni impongono infatti anche nuove valutazioni nella progettazione dei telai e nelle diverse taglie.
I raggi in fibra di carbonio vanno bene sempre?
Un’altra evoluzione riguarda i raggi in fibra di carbonio. Sono ormai presenti su ruote di alto livello, ma il loro utilizzo richiede attenzioni diverse rispetto ai tradizionali raggi in acciaio, soprattutto quando si parla di trasporto e impiego off-road. Anche in questo caso, quindi, non si tratta semplicemente di cercare il componente più leggero, ma di scegliere la soluzione corretta in funzione dell’utilizzo.

Il peso torna al centro
E proprio il peso porta a una riflessione interessante. Le moderne tecnologie costruttive permettono di realizzare biciclette sempre più leggere, al punto che alcuni modelli destinati alle competizioni devono essere zavorrati per rispettare il limite minimo imposto dai regolamenti. Un paradosso che apre una domanda sul senso di spingere ulteriormente la ricerca della leggerezza quando, nelle gare di alto livello, il peso minimo può essere già raggiunto con estrema facilità.

Alla fine vince l’aerodinamica (per ora)
Per questo l’attenzione dei costruttori sembra spostarsi sempre più verso un equilibrio tra leggerezza, aerodinamica e versatilità. È una direzione che riguarda soprattutto le biciclette da competizione, ma che finisce inevitabilmente per influenzare anche il prodotto destinato agli appassionati.
Infine, Misano offre anche uno spunto sul rapporto tra tecnologia e tradizione. Da una parte cresce la complessità delle biciclette e diventa sempre più importante disporre di strumenti adeguati per la manutenzione. Dall’altra rimane forte la presenza degli artigiani italiani, della personalizzazione e di una produzione fatta di competenze e piccole realtà.




























