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Nuove Vision Metron RS: il test della ruota race non troppo estrema

Il marchio orientale fa un significativo up-grade delle sue ruote da gara. Gola da ben 23 millimetri e raggi in fibra registrabili. Le abbiamo provate in anteprima

Maurizio Coccia di Maurizio Coccia
25 Marzo 2025
in Componenti, TechNews, Test e Collaudi
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Nuove Vision Metron RS: il test della ruota race non troppo estrema

In occasione di un evento organizzato in Toscana da BCA, ovvero l’agenzia che mette efficacemente in contatto le aziende del settore “ciclo” con i media, abbiamo avuto l’occasione di conoscere una famiglia di ruote che esce oggi, 25 marzo, 2025, ma che noi di Cyclinside abbiamo avuto anche l’occasione di testare in anteprima.

EF Pro Cycling, XDS Astana, Arkea B&B Hotels e Bahrain-Victorious sono i quattro big team World Tour equipaggiati Vision

Parliamo della nuova linea di vertice dedicata alle competizioni road, con ruote che a dire il vero i team equipaggiati da Vision (e sono ben quattro in ambito World Tour) stanno utilizzando già da un paio di mesi.

Pinnacolo della linea Metron

Le ruote sono infatti il nuovo pinnacolo della famiglia Metron, che storicamente inquadra il modello top del marchio italo-taiwanese. Sono identificate con la sigla RS e vanno a spodestare dal vertice della gamma le precedenti Metron SL, rispetto alle quali gli up-grade tecnici e tecnologici sono significativi.

Il nostro short test con delle Metron 45 RS montate su una Merida Reacto – Foto Mirror Media

Due modelli: 45 e 60 millimetri

La nuova famiglia Metron RS include due modelli in tutto, le Metron 60 RS e le Metron 45 RS, dove il numero sta ad indicare l’altezza in millimetri del cerchio.

Dei due modelli noi abbiamo provato in modalità “short test” (un’uscita di 40 chilometri su percorso misto) le 45, sicuramente le più versatili, le più leggere e quelle meno esposte all’incidenza del vento laterale.

Metron 45 RS
Metroin 60 RS

I tecnici Vision ci hanno però detto che il feedback dei professionisti dopo questi due primi mesi di utilizzo sta dicendo che le “60” sono comunque in cima alle richieste dei corridori, che ne hanno apprezzato non solo l’aerodinamica, ma soprattutto la grande capacità di adattarsi alle varie situazioni di percorso e/o alle varie preferenze personali.

A tal proposito è importante dire che in termini proporzionali l’aggravio di peso connesso all’aumento di profilo è irrilevante e permette anzi di definire le “60” come ruote piuma rispetto alla categoria “altissimo profilo” in cui è lecito classificarle.

A proposito di pesi:  una coppia “nuda” di Metron RS 45 pesa 1.290 grammi al paio, le “60” 1.390 grammi.

Gola larga, raggi in carbonio

Partendo dai mozzi, passando per i raggi (con le relative nipple) e terminando con i cerchi: tutte le componenti della nuova famiglia Metron RS sono totalmente nuove rispetto alle vecchie “SL”.

Le componenti sono state progettate in modo sinergico, per abbinarsi perfettamente tra loro a livello strutturale, a livello di dinamiche di forze in gioco coinvolte e infine a livello di architettura e tensione di raggiata.

Il cerchio in sezione di una 45 RS rispetto a una 45 SL: evidenti gli aggiornamenti delle dimensioni in gioco

Tutto questo è stato fatto aderendo a quella sorta di “nuova scuola” che già da qualche anno a questa parte sta progressivamente aumentano i dimensionamenti in gioco dell’interfaccia “gola/copertura”: le nuove RS passano allora dai 21 mm di gola interna delle “SL” agli 23 attuali, in linea con quel che fanno oggi anche tanti altri produttori di ruote di questo segmento.

Va da sé che una gola più ampia meglio si adatta ad ospitare gli pneumatici di grossa sezione in uso oggi nelle corse su strada. In questo senso ci basta ricordare che tra i pro la “30” sta diventando una sezione assai diffusa, anzi, per certe corse e situazioni è persino la soluzione prevalente rispetto alle “28”.

Non solo, Vision ci ricorda che gola più ampia significa anche migliore predisposizione ad ospitare eventuali camere d’aria e inserti. Questi ultimi, in occasione di determinate corse (ad esempio quelle sul pavé), rappresentano una soluzione molto utilizzata dai professionisti.

Questo dettaglio ci suggerisce e ci permette di parlare di un altro requisito di questi nuovi set: sempre in linea con le nuove tendenze, Metron RS è una famiglia le cui qualità di leggerezza, resistenza e guidabilità le assicurano uno spettro di destinazioni d’uso assai ampia, adatta non soltanto per determinati contesti d’uso, ma capace di affrontare situazioni di percorso delle più diverse e tutto questo con due profili disponibili. Una prerogativa simile, ancora una volta, è il merito sia degli up-grade tecnici di cui diremo a breve, ma anche degli aggiornamenti dimensionali di cui abbiamo si è appena scritto.

Gola con un uncino. Anzi due

La tipologia dell’interfaccia è ovviamente quella di un tubeless-ready, nella fattispecie con “uncino” di ritenzione, che a detta dei tecnici Vision che abbiamo incontrato in Toscana continua ad essere la soluzione migliore da un punto di vista della sicurezza, della compatibilità con le varie coperture e dell’intervallo ampio in merito alle pressioni possibili.

A proposito di compatibilità coperture: Vision ci spiega che il suo reparto R&D non ha nessuna collaborazione diretta con produttori di pneumatici per lo sviluppo delle sue ruote, ma il fatto stesso di collaborare con quattro diversi team World Tour (che utilizzano coperture di altrettanti brand) gli da un feedback estremamente eterogeno ed attendibile durante il percorso di sviluppo.

Nella zona di allettamento copertura c’è una sorta di doppio solco che assicura un’aderenza ancor più sicura con la copertura

Tornando alla gola delle nuove RS: sempre per un discorso di sicurezza e di maggiore adesione possibile con i talloni delle coperture, la gola interna delle RS presenta un nuovo piccolo doppio “scalino” rilevabile nella zona di allettamento della copertura, progettato proprio per assicurare una connessione migliore tra le due componenti.

Il disegno e le misure di un cerchio “45” in sezione
…e quello di una “60”

Raggi: in carbonio registrabili dalla gola

Il cerchio delle nuove RS impiega materiali e un processo di laminazione tutti nuovi rispetto alle precedenti RS: tutto nasce in casa, presso lo stabilimento Vision a Taiwan. Nonostante sia più largo, il nuovo cerchio è anche di qualche grammo più leggero rispetto all’omologo cerchio delle vecchie SL.

Ma è prima di tutto a carico dei nuovo raggi in carbonio la voce principale dell’alleggerimento sensibile che le RS hanno fatto rispetto alle SL (siamo a 2.4 grammi risparmiati per ogni raggio e a circa 150 grammi in meno la coppia nel confronto RS/SL).

I raggi in carbonio hanno una sezione centrale schiacciata quanto basta per ottenere la migliore aerodinamica possibile ma anche elevate caratteristiche di guidabilità rispetto ai flussi d’aria provenienti lateralmente.

Il raggio e le tre componenti che lo interfacciano a cerchio e mozzo. La forma è schiacciata, ma il margine non è così acuminato, a beneficio dell’aerodinamica (Foto Mirror Media)

I raggi sono a testa dritta, ancorati attraverso un bloccaggio in alluminio sulle falde dei mozzi. L’estremità opposta si inserisce sul dorso del cerchio con uno speciale nipple in alluminio composto da due parti, di cui quella registrabile è nascosta alla vista, posizionata all’interno del cerchio e raggiungibile rimuovendo il nastro. È da qui che si gestisce la tensione di raggiata ed è da qui che si può effettuare l’eventuale regolazione della centratura.

Il raggio in carbonio ha il doppio della resistenza a trazione rispetto un raggio in acciaio (Foto Mirror Media)

I mozzi

Come quelli delle vecchie RS i mozzi sono in alluminio lavorati dal pieno al CNC, ma ora la falde hanno forma e dimensioni tutte diverse, con uno speciale design progettato per assecondare la nuova architettura di raggiata, studiata in funzione dei raggi in carbonio.

È soprattutto l’architettura interna del mozzo posteriore ad essere stata rivista: il corpetto (sia quello compatibile Shimano, sia quello Sram) è stato alleggerito di 7 grammi e il nuovo design consente la manutenzione dei cuscinetti e del sistema di ingaggio trasmissione con ratchet senza utensili.

Proprio lo standard di ingaggio proprietario chiamato PRS è stato aggiornato: la lavorazione CNC con 72 denti ha permesso di ridurre l’angolo di ingaggio trasmissione a soli 5°. Infine, a livello di scorrimenti, i cuscinetti adottano parti in ceramica.

Raggi e nippli
Il processo di foratura aggiornato (superficie di contatto migliorata tra il bordo e il nipplo. Questo consente di evitare che le fibre attorno ai fori dei raggi (non forate) subiscano stress o interruzioni per una maggiore resistenza e durata.

A confronto con le “SL”

Senza scendere troppo nella enorme mole di dati ricavata, è importante dire che i test aerodinamici effettuati da Vision nella galleria del vento a bassa turbolenza di San Diego hanno avvalorato aerodinamicamente la nuova famiglia Metron RS attestandole un “+9%” di vantaggio aerodinamico per il modello 60 RS nel confronto con le precedenti 60 SL e un “+6%” per le 45 RS rispetto alle omologhe 45 SL.

I test svolti nella LSWT di San Diego hanno certificato un miglioramento aerodinamico netto

Gli stessi test hanno anche permesso di verificare che quella da 28 millimetri è la copertura aerodinamicamente più premiante per entrambi i nuovi set, se si considera un ampio angolo di imbardata del vento.

I valori di rigidità laterale rispetto alle “SL”

È inoltre complesso riportare un dato numerico univoco che la quantifichi o che permetta di isolraral rispetto al modello anteriore o posteriore,  ma in generale gli stessi set hanno evidenzino tin importante miolgioramente di rigidità laterale, sempre nel cinforn to con le loro “progenitrici” della serie SL.

Le prime impressioni d’uso

Ho testato una coppia di Metron SL in versione 45, montata su una Merida Reacto con trasmissione mista Fsa/Dura-Ace e con cockpit Vision Metron 5D. In pratica, lo stesso set up che utilizza attualmente la Bahrein-Victorious.

Ne viene fuori una macchina da gara, appunto, esaltata dalla performance di queste ruote che dire “cattive” forse è poco…

Mi bastano poche centinaia di metri per capire che i benefici di ruote simili te li puoi godere tutti se sei un atleta di alto, altissimo livello.

Io, grazie al mio passato di ex corridore, posso solo provare a immaginare il feeling che possono percepire i professionisti di oggi usando un set del genere…

Foto Mirror Media

Aggiungo che le ruote erano gommate con delle Continental Grand Prix 5000 da 30 mm, montate con camere d’aria in Tpu gonfiate a 4.2 bar la posteriore, 4 l’anteriore. La 30 millimetri effettivamente è sezione che si conforma perfettamente con il profilo del cerchio, ma a detta dei tecnici Vision questo cerchio assicura altrettanta performance anche con le “28” oppure con le “32”.

L’oretta e mezzo in cui svolgo la prova è caratterizzata da condizioni di vento moderato, ma onestamente non ho percepito troppe difficoltà nella conduzione in velocità, in presenza di folate che però non sono mai state così forti.

Foto Mirror Media

Reattività allo scatto? Gambe permettendo, queste sono ruote che ti invitano ad accelerare praticamente in qualsiasi condizione e situazione, perché all’azione impressa corrisponde grande reattività e capacità di scaricare in modo istantaneo l’energia sull’asfalto: non so se sia semplice suggestione, ma l’impressione che percepisci è proprio che la riduzione di peso è stata ottenuta soprattutto nella parte periferica della ruota, ovvero quella più coinvolta nella diminuzione delle resistenze al rotolamento in gioco.

Ma in fondo è quel che mi potevo aspettare da un set del genere, un set che nella versione 45 mm che ho provato io pesa meno di 1.300 grammi e che esibisce una rigidità laterale incredibile.

Ruote “super race”, ma facili da guidare

Ciò che poi favorevolmente mi ha colpito è stata la relativa facilità di conduzione in curva o di guida nel tecnico: diversamente da altre ruote con raggi in carbonio che in passato ho avuto la fortuna di provare, qui la rigidità complessiva incide relativamente poco sulla guidabilità, o almeno questo è vero se il confronto lo fai con le ruote da gara dove il raggio in carbonio è parte solidale con cerchio e anche con le flange del mozzo.

A nostro avviso abbiamo a che fare con un set da gara, ma con caratteristiche “non estreme”

Qui no, qui i raggi sono a sé stanti e si fissano alle rispettive componenti di cerchio e mozzo con lo standard “tradizionale”, ovvero sono regolabili: questa non è una differenza da poco nell’economia funzionale e d’uso della ruota. Intendo dire che, pur in presenza di durissimi e rigidissimi raggi in carbonio, il comportamento dei raggi nella dinamica di rotolamento qui è quella classica, con il raggio in contatto con il terreno che in quel momento si schiaccia e mette di più in tensione il raggio diametralmente opposto.

Questa dinamica si percepisce molto meno sulle ruote dove i raggi in carbonio sono per così dire inclusi nella struttura “monoscocca” della ruota, che per questo producono una risposta più secca e “inanimata” della ruota nel suo contatto con il suolo. E di conseguenza nella dinamica di guida.

In pratica, a nostro modo di vedere ruote come questa Metron RS hanno tutti i vantaggi delle ruote con raggiata in carbonio, ma diversamente dalle ruote monoscocca sono sicuramente più facili da guidare; aggiungo anche che, pur essendo ruote super race e per questo ruote che esigono perizia e padronanza da parte di chi è alla guida, ruote come queste concedono anche qualche margine di recupero in caso di errore di guida o di errata impostazione della traiettoria.

Scheda tecnica e prezzi

  • Cerchio e raggi in Carbonio
  • Tubeless ready – copertoncino
  • Mozzo con Sistema P.R.S. Direct Pull
  • Interfaccia rotore Centerlock
  • Scorrimenti posteriori su sei cuscinetti a cartuccia sigillati (2F + 4P)
  • Assemblate a mano
  • Grafiche applicate tramite stampo e anti-graffio

Le Metron 45 RS costano 3.109 euro; le Metron 60 RS costano 3.179 euro.

Ulteriori informazioni: Vision
Distributore italiano: https://www.ciclopromo.com/

 

Tag: metronNovità 2025ruotevision

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Cyclinside® è una testata giornalistica registrata nel 2008 e poi presso il Tribunale di Varese con n° 1/2019 del 31/01/2019 - Editore Guido P. Rubino P.I. 10439071001
Iscrizione al Registro degli Operatori della Comunicazione con registrazione n° 35370 aggiornata 8 ottobre 2020.

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