Quando il Codice della Strada subisce modifiche, arrivano nuove regole e si ritoccano le pene succedono due cose: una politica e una statistica.
La prima, ovviamente, è che chi ha proposto quelle modifiche freme per dimostrare, l’efficacia del nuovo regolamento. Con le pene inasprite e impopolari sul mettersi alla guida dopo aver assunto sostanze di vario tipo e alcool (per cui, vale la pena ricordarlo, i limiti sono rimasti invariati a prima) si cerca di fare i conti subito. Come a dire che sì, non saremo molto simpatici, ma abbiamo salvato vite umane.
La seconda cosa, conseguenza della prima, è che vengono – finalmente – inaspriti i controlli. In una situazione del genere, anche lasciando i regolamenti come prima delle modifiche, è logico che i numeri parlino di un aumento di sanzioni e, quindi, di una diminuzione degli incidenti e di morti e feriti. È quel che è successo a Bologna con la diffusione delle zone 30: alle tante multe iniziali sono corrisposte statistiche inconfutabili sulla riduzione di incidenti e vittime.
Ecco, per il nuovo Codice della Strada, in realtà, pare che le cose non siano andate proprio così. Nelle due settimane di entrata in vigore del nuovo regolamento un miglioramento non sembra esserci stato a dispetto di quanto dichiarato dal Ministro dei Trasporti, Matteo Salvini. Secondo il Ministro, infatti “nei primi 15 giorni di vigore del nuovo codice i morti sono diminuiti del 25 per cento, passando dai 67 del 2023 rispetto ai 50 dello stesso periodo di quest’anno”. A fare da contraltare è stata l’Asaps, portale della sicurezza stradale sempre molto attento nella rilevazione di dati statistici reali.
Secondo l’Asaps, dunque, le cose non sono andate affatto bene: “i dati, riportati dal Ministro come generali, si riferiscono solamente agli scontri mortali rilevati da Polizia Stradale e Carabinieri che rappresentano solamente il 34 per cento degli incidenti con lesioni rilevati in Italia, in quanto il restante 66 per cento viene rilevato dalle Polizie Municipali (fonte Istat 2023)”
Sulle strade italiane sono morte 111 persone nei 15 giorni seguenti all’entrata in vigore del nuovo CDS, in linea con l’anno precedente e, quindi, molte di più delle 50 dichiarate dal Ministro.
Un altro punto che sottolineiamo è che quando entrano in vigore modifiche di questo tipo, con il conseguente inasprimento dei controlli e tam tam mediatico, c’è un fisiologico miglioramento della situazione per la maggiore attenzione da parte degli utenti della strada. Pare addirittura che molti ristoratori si siano detti preoccupati per una significativa riduzione del consumo di alcol (!). Se i numeri non sono migliorati, secondo quanto afferma l’Asaps, la situazione è, allora, anche peggiorata.
E tra le maggiori cause di incidente, guarda un po’, c’è sempre la velocità eccessiva. Quella che, per contrastarla, occorrerebbero ancora più autovelox. Strumenti che il nuovo Codice della Strada rende più complicati da piazzare.

































