Gentile Direttore, giacché risulta impossibile riuscire a vedere tutte le più importante gare di ciclismo, proporrei di mettere la rai a pagamento come le private almeno si è liberi di vedere ciò che si vuole, perché è un furto dover pagare il canone e poi per vedere ciò che piace fare un’altro abbonamento privato. Tempo tanto tempo fa aveva un senso pagare il canone per tutto quello che la rai offriva, oggi non più ne sportivamente né come intrattenimento. Ci propina un’ Italia di calcio miserevole, curiosità mi pare che non mancano canali per trasmettere qualsiasi evento dando la possibilità di scelta.
saluti
Josè Cosimo Benca
Anche quest’anno, come lo scorso anno, la mancata diretta del Giro delle Fiandre sulla Rai ha scatenato lo sdegno degli appassionati (e per l’Amstel Gold Race sarà di nuovo così). Sdegno legittimo a fronte di un canone che paghiamo già in bolletta della luce e, praticamente, è inevitabile (so personalmente quanto sia difficile e frustrante disfarsene).
Immagino che il lettore, dicendo di mettere la Rai a pagamento – visto che la paghiamo già – si riferisca alla possibilità di scegliere, come facciamo già per le varie piattaforme di streaming, di non vedere la Rai. Ma il canone Rai più che un abbonamento è un’imposta sul possesso, quindi non ha a che fare, è un dato di fatto, sulla scelta di cosa vedere.
Ma, proprio per questo, aggiungo, dovrebbe anche fare delle scelte che prescindono dalle convenienze economiche. Il ruolo di una testata (personalmente lo sento anche nel mio ruolo) è anche di fare da guida in un settore più o meno specifico, non andando solamente e pedissequamente dietro all’audience.
Nel nostro piccolo, su Cyclinside, rinunciamo a molte notizie che sanno più di gossip che di informazione ciclistica, pure rendendoci conto che lasciamo per strada un po’ di visualizzazioni. Ma chi ci supporta (le pubblicità che vedete e per cui vi chiediamo sempre un po’ di pazienza, visto che ci permettono di essere qui a scrivere) capisce e, anzi, apprezza.
Possibile che non possa essere così anche a livello più generalista e ampio di “mamma” Rai?
Non entro nelle scelte e nei motivi, di cui si è già detto, ma ribadisco quanto detto in precedente risposta: peccato.






































Pogo x che cosa la pubblicità o i mondiali che non ci siamo e’uno skifo . W tadei pogaciar
Non riesco a dare un commento è solo assurdo che la gestione del ciclismo in RAI non sia all’altezza di fare esprimere i suoi giornalisti molto bravi a commentare queste grandi classiche, è un oltraggio alla loro professionalità sapeto cosa fare abbiate il coraggio di farlo