Taylor Knibb è l’esempio di come la super specializzazione nella potenza spesso fallisce miserabilmente. La Knibb un fenomeno: è due volte campionessa del mondo di triathlon, ed è così forte che batte le atlete stradiste di ciclismo, tanto da vincere il campionato americano a crono. Che sia in gara è già di per sé un record: la Knibb oltre alla prova a crono, prenderà parte alla prova di triathlon. Quindi un’atleta che sa correre a piedi e nuotare ai massimi livelli, e pedalare così forte da essere la migliore negli Usa. A livello fisico è una forza della natura.
Ma basta una pioggia leggera a stravolgere i piani. La Knibb cade tre volte. L’asfalto di Parigi è particolarmente scivoloso, e chi scrive lo dice perché qualche pezzettino di pelle ce lo ha lasciato anche lui in quelle zone. Ma per la Knibb il problema non è solo questo: lei va totalmente nel pallone, è palese che non sa cosa fare. Prende le curve a centro strada dimostrando di non avere la più pallida idea di quale sia una traiettoria ottimale. Inizia a pedalare a metà curva, che con la pioggia non è una cosa saggia da fare con una bici da corsa, mentre con una bici da crono è come pestare volutamente una mina. La bici da crono ha tutto il peso sbilanciato sul davanti, e la ruota posteriore lenticolare ha flessione zero. In pratica con mezza pedalata è come sparare la ruota posteriore verso l’esterno. E la Knibb lo fa più volte, perché proprio non ha capito che è questo che la fa cadere.

All’Olimpiade non ci si qualifica il giorno prima. Ci sono mesi o addirittura anni di preparazione. Per andare all’Olimpiade, l’atleta collabora con l’allenatore che a sua volta collabora con lo staff della nazionale. E la nazionale americana è apparsa tutta tremendamente in crisi nelle curve di Parigi. Possibile che non si sia trovato il tempo di lavorare sulla guida? Che nessuno si sia accorto di questa grave lacuna della Knibb? Non è stato fatto nemmeno un test con la pioggia, o comunque su un terreno tortuoso?
Cade anche la sua compagna Chloe Dygert (poi terza al traguardo, la Knibb 19a), super esperta e super campionessa di crono, strada e pista, buttando via l’argento. Segno che la nazionale americana non ha prestato attenzione per nulla alla parte tecnica della prova.
La guida non è il fulcro della vittoria in una prova del genere, e probabilmente il guadagno in tempo tra corridori che guidano meglio e altri che guidano peggio è minimo rispetto ai rettilinei. In compenso andare in terra tre volte fa perdere un sacco di tempo, oltre a far male.
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