Il trend del momento? Pedivelle corte e manubri stretti. Una tendenza lanciata dai migliori atleti del mondo, che sta accendendo il dibattito su vantaggi e svantaggi, soprattutto sulla sua reale applicabilità a tutti i ciclisti.
Ma lasciamo da parte le solite analisi su watt e prestazioni, già ampiamente discusse da media e social. C’è un aspetto che nessuno sta considerando: le implicazioni telaistiche di questa tendenza.
I grandi marchi non ne parlano per un motivo semplice: non possono permettersi di modificare una parte minima della loro produzione per sperimentare un nuovo standard. Sono vincolati alla vendita di massa e, quindi, restano ancorati alle geometrie tradizionali.
Ma cosa succederebbe se costruissimo un telaio pensato specificamente per pedivelle corte?
Abbassare il movimento centrale: quali vantaggi?
Oggi, la maggior parte dei telai ha un dislivello tra mozzi e movimento centrale di 68-69 mm, con un’altezza da terra del movimento centrale di circa 27-27,5 cm. Questa quota garantisce stabilità in curva senza il rischio di toccare il suolo con i pedali, considerando le misure di pedivelle standard 170-172,5-175 mm.
Ma se progettiamo un telaio esclusivamente per pedivelle da 165 millimetri?
Il rischio di toccare il suolo in curva si riduce, permettendoci di abbassare ulteriormente il movimento centrale. Potremmo portarlo a 26,5 cm da terra, aumentando il divario mozzi-movimento centrale fino a 75 millimetri.
Potremmo ancora spingerci più giù, con pedivelle estreme, ma per il momento procediamo per gradi e ragioniamo su piccoli passi evolutivi.
Meno altezza, più aerodinamica
Quali sarebbero le conseguenze? Benefici aerodinamici: Un tubo sterzo più basso di 8 mm a parità di stack, che significa una posizione più compatta e meno impatto al vento. Un ciclista di 1,75 metri – per esempio – avrebbe lo stesso impatto aerodinamico di uno alto 1,73 metri.
Può sembrare un dettaglio marginale, ma nell’era della corsa all’aerodinamica estrema, in cui vediamo atleti gareggiare con abbigliamento invernale d’estate per migliorare la penetrazione dell’aria, anche pochi millimetri contano.
Maggiore stabilità e guidabilità: Un baricentro più basso migliora la maneggevolezza e la sicurezza del telaio, rendendo la bici più precisa nelle curve e più stabile ad alte velocità, sia su bagnato che su asciutto.

Un’opportunità per l’innovazione
Le pedivelle corte sono più di una semplice moda. Possono rappresentare un’opportunità per ripensare il design dei telai e ottimizzare aerodinamica, stabilità e comfort.
Mentre i grandi brand rimangono ancorati agli standard di mercato, chi costruisce artigianalmente ha la possibilità di esplorare questa nuova frontiera.




































