Perché dovresti smettere di copiare Tadej Pogacar? Con la vittoria alla Strade Bianche il web e i social si sono riempiti di video che analizzano (spesso in modo alquanto discutibile) la posizione in sella di Tadej Pogacar (https://youtube.com/shorts/Y5CLrzln-m0). A questo si aggiungono le discussioni sul suo allenamento, le sue strategie alimentari. Perché allora dovresti smettere di copiare Tadej Pogacar?
Perché dovresti smettere di copiare Tadej Pogacar?
Molti sono convinti che l’unico “segreto” di Tadej Pogacar sia il suo talento. Il che è vero ma solo in parte. Sicuramente c’è una base genetica molto importante ma oltre a questo le vittorie del campione sloveno solo determinate anche da:
- Un allenamento scientifico e totalmente specifico sulle sue capacità
- Una posizione in sella curata appositamente su di lui
- Strategie alimentari analizzate nel dettaglio per sostenere le sue performance.
A intervalli regolari emergono sul web discussioni sulle scelte fatte dal campione sloveno. Ricordiamo l’inclinazione della sella al Fiandre del 2023, le pedivelle da 165 millimetri, l’allenamento con gli elastici prima della gara (il video era diventato virale), la strategia della Z2. E gli amatori, ovviamente, cercando di carpirne i segreti e applicarli al proprio allenamento. Ed è qui dove sbagliano.
Il concetto di marginal gains
Per un campione del calibro di Pogacar, ogni scelta è fatta nell’ottica del marginal gains: ottenere un vantaggio minimo ma che consente di migliorare dell’1 per cento le prestazioni già elevate. I marginal gains sono quelle scelte (come le pedivelle da 165 millimetri) che consentono a Pogacar di migliorare di pochissimo la propria prestazione e quindi ottenere un vantaggio rispetto ai competitor. Dato che ogni altro aspetto della sua preparazione è già ottimizzato e i suoi avversari sono di livello altissimo, già un miglioramento dell’1 per cento è un vantaggio straordinario (e molto difficile da ottenere).

Facciamo un esempio molto frequente: la sua posizione in sella. La posizione in sella di Pogacar è studiata nei minimi dettagli per ottenere la massima spinta possibile sul pedale e renderlo più performante. Pensare di poter copiare la sua posizione in sella e riportarla sulla nostra bici e così ottenere un qualunque vantaggio è un concetto sbagliato: la posizione in sella infatti è totalmente individuale. E se la posizione non è sostenibile (cioè il nostro corpo non riesce a starci bene) inizieremo a muoverci per “scappare” da quella posizione, con il risultato di avere dolori e ridurre la prestazione. Mi occupo di biomeccanica dal 2015 e nel mio studio di Monza ho lavorato con più di 3000 ciclisti e spesso lavoro con atleti che hanno preso spunto dal campione sloveno per qualche aspetto della propria posizione e non riescono più a trovare una quadra sulla bici. E questo accade anche se copiamo qualsiasi altro aspetto della sua preparazione.
Cosa puoi “copiare” da Tadej Pogacar
Non puoi prendere un aspetto che è un marginal gains per Pogacar e pensare che ti dia un vantaggio o un miglioramento immediato. Ciò che devi prendere da Pogacar è la “filosofia” della sua preparazione:
- Il tuo allenamento è ottimizzato per le ore che hai a disposizione? È sostenibile nel lungo periodo? È studiato sui tuoi obiettivi? Se il tuo allenamento non è sostenibile e non è adatto a te, è inutile copiare la strategia della Z2 o altro, perché non farà altro che aggiungere stress inutile al tuo corpo;
- La tua posizione in sella è adatta a te? Hai fatto una visita biomeccanica? Puoi stare in sella per ore senza avere problemi? Perché solo in questo caso allora adottare delle pedivelle diverse, una sella alternativa o cambiare paio di scarpe potrebbe avere senso;
- La tua alimentazione è pensata per sostenere il tuo allenamento, darti forza ed energia? Altrimenti copiare la strategia nutrizionale del campione sloveno o adottare i suoi integratori non ha il minimo senso;
- Ti preoccupi del tuo recupero così come ti impegni nell’allenamento? Dormi a sufficienza? Tieni in considerazione il tuo lavoro, i tuoi impegni famigliari o lavorativi (tutte cose che Pogacar non ha, ndr)? Perché se non ti preoccupi del recuperi, non puoi allenarti duramente e migliorare, perché l’unica variabile che porta a un miglioramento della prestazione atletica è la costanza dell’allenamento;
- La tua preparazione è completa? Alleni anche la forza, la mobilità articolare oppure pedali e basta? Usi la stanchezza come metro di giudizio dell’efficacia dei tuoi allenamenti oppure monitori i dati che i tuoi sensori ti offrono?
Solo se prima hai ottimizzato su te stesso, i tuoi obiettivi e le tue disponibilità di tempo il tuo allenamento, la posizione in sella, la tua preparazione atletica e la tua alimentazione, allora prendere spunto dalle scelte di Pogacar può avere un qualunque impatto sulla tua prestazione. Altrimenti nella migliore delle ipotesi stai solo sprecando tempo e soldi, nella peggiore potresti vedere le tue prestazioni ridursi.
Cosa puoi fare sin da oggi
Da Pogacar puoi prendere spunto per l’impegno, la perseveranza, la capacità di affrontare la fatica e di risalire in sella dopo ogni caduta. Ma invece di pensare che copiare una sua qualunque scelta ti possa portare a migliorare la tua prestazione, concentra le tue energie su te stesso. Segui un allenamento adatto (se pensi sia utile, affidati anche a un preparatore laureato in scienze motorie, mettiti bene in sella, mangia bene e soprattutto riposa meglio.
Il fatto è che, sarò molto tranchant, non ci sono segreti: se ti alleni a caso, mangi male e riposi peggio copiare cosa fa Pogacar non ti servirà a nulla. E non sposterà di una virgola le tue prestazioni.






































