Tappa da quasi 200 chilometri, 3.800 metri di dislivello per scatenare qualcosa e i corridori non si sono risparmiati. Non le prime linee, ma le seconde e tanto può bastare per divertirsi, noi, e faticare, loro. Sì, perché se pure questa tappa non sarà stata determinante per la classifica finale di questo Giro d’Italia dal punto di vista dei distacchi, conterà certamente per la fatica che resta nelle gambe e cresce di giorno in giorno, anche se nel gruppo si è preferito pedalare senza strappi e più regolarità senza preoccuparsi nemmeno di seguire la maglia rosa.

Tra Marche e Abruzzo, fino a Castelraimondo, si sono scatenati diversi corridori tra cui due maglie rosa virtuali: prima Fortunato e poi Ulissi. Lucas Plapp, invece, ha trasformato la tappa, almeno nel finale, in una cronometro. Via da solo così fino al traguardo. Dietro è Pidcock ad agitare le acque nel finale.
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