Sui Pirenei non ci si nasconde. Si aspettava una tattica d’attacco della Visma, la squadra di Vingegaard e Visma è stata. Ha provato ad attaccare la UAE di Pogacar e, soprattutto, ha mandato in fuori giri Ben Healy. La maglia gialla aumenta le energie ma non fa i miracoli in cui avrebbe sperato l’irlandese.
Fino al Col du Soulor, la prima vera salita di oggi, il gruppo ha pedalato sui cinquanta di media. Sarà per quello che Pogacar ha scelto lo stesso la bicicletta aerodinamica al contrario di quella superleggera come gli avevano consigliato i suoi tecnici?
Fa caldo sui Pirenei, Ben Healy è andato in ebollizione nonostante gli abbiano svuotato addosso di tutto. Piantato completamente.
Hautacam, esplode Pogacar
Sulla salita di Hautacam si scombinano tutti i piani. Non è più la Visma all’attacco ma, uno dopo l’altro, saltano tutti i gregari di Vingegaard, il danese è rimasto solo dopo neanche un chilometro. Stanno bene invece i gregari di Pogacar. La tirata di Narvaez è subito dirompente, fa fuori tutti e ha lanciato come una fionda la maglia iridata di Pogacar. Un aumento pazzesco il suo cui Vingegaard non ha risposto subito per trasformare la corsa in una anticipo di cronometro che sarà domani.
Talmente forte la sparata da riprendere anche il gasatissimo Armirail che davanti immaginava già l’impresa. Non oggi.
Oggi è il giorno di Pogacar. Dopo lo scatto a tutta ha rifiatato un attimo, Vingegaard sembrava quasi potesse recuperare salvo, poi, affondare inevitabilmente. Che poi quello del danese non è uno sprofondare, ma un calcolare le energie. In realtà Vingegaard è andato fortissimo, è Pogacar che è spaziale.
Vittoria e dedica
Stiamo assistendo all’era di un campionissimo. Per prudenza, ancora, lo scriviamo con la “c” minuscola. Ma stiamo vivendo un momento di storia del ciclismo unica. Noia? No, perché quando si ha di fronte un campione così, lo spettacolo è anche vedere cosa si inventa per vincere.
Oggi la dedica finale è per Samuele Privitera, il ragazzo scomparso ieri dopo un grave incidente al Giro della Valle d’Aosta cui il Tour aveva dedicato un momento di silenzio a inizio tappa.

E dietro? Dopo Vingegaard da segnalare la reazione di forza e orgoglio di Evenpoel, che ce l’ha con tutti, dal tifoso con la bandiera alla moto che non passa subito l’acqua. Ma è determinato e rimonta anche Roglic che sembrava in giornata di grazia.
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