La terza tappa su e giù per i Pirenei ha assunto i contorni dell’epica. Sarà la nebbia che ha avvolto il Toumalet, nome da enciclopedia del ciclismo, saranno i corridori che sparivano e sbucavano che personaggi mitologici. Ci voleva una giornata così a esaltare questo Tour che poteva sembrare noioso a qualcuno. Ci si è messo il meteo. Ci ha messo del suo anche Alaphilippe che, in cima alla salita hors categorie ha scippato, letteralmente, un cartellone a un tifoso per metterselo sotto la maglia in discesa. Lenny Martinez, primo a passare in cima, aveva la mantellina sotto la maglia, l’altro ha pensato bene di ricorrere ai rimedi vecchio stile. Il Tour guarda indietro e poi si rituffa in discesa, nella nebbia e strade bagnate.
Intanto si è arreso Remco Evenepoel sofferente nel fisico e più ancora nel morale dopo i primi due giorni da incubo per lui sui Pirenei. Il belga è salito in ammiraglia prima di affrontare il Tourmalet, era già in difficoltà dall’inizio della tappa.
Tutto da giocare nell’ultima salita, l’arrivo in cima a Luchon-Superbagnères ha visto Arensman davanti a tutti a inizio salita. Il suo, nel finale, è un lento concedere di secondi che sparge, come briciole, lungo la salita. Se dietro non si muove nessuno per lui è fatta. L’attendismo di Pogacar ha fatto prendere l’iniziativa a Vingegaard, scatti secchi con Pogacar dietro che ha risposto in controllo e senza rilanciare.
Davanti ha festeggiato Arensman in vantaggio ormai di sicurezza. Forse Pogacar, oggi, era un po’ meno brillante di altri giorni, pur non avendo concesso nulla all’avversario. Sull’arrivo, anzi, la maglia gialla è scattata addosso a Vingegaard e lo ha lasciato pure indietro di qualche metro, anzi, di quattro secondi.
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