Quando in televisione si vede Tadej Pogacar scattare sul Tourmalet, l’impressione è che stia semplicemente andando forte. In realtà, ciò che accade è difficile da immaginare senza qualche numero.
Salire uno dei colli più iconici del Tour de France a una velocità superiore ai 23 chilometri orari significa mantenere una potenza che pochi esseri umani sono in grado di esprimere. Ma cosa succederebbe se sulla stessa salita ci fosse un ciclista amatore?
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Il Tourmalet non perdona
Dal versante di Luz-Saint-Sauveur, il Col du Tourmalet misura circa 19 chilometri con una pendenza media superiore al 7 per cento. È una salita lunga, regolare e senza praticamente tratti di recupero.
Per un professionista è il terreno ideale per fare la differenza. Per un amatore è una prova che richiede gestione dello sforzo e continuità.

Oltre 6 watt per chilogrammo
Le stime sulle migliori prestazioni dei campioni indicano valori prossimi ai 6,5 watt per chilogrammo mantenuti per circa 40 minuti. Per un atleta di 66 chilogrammi significa sviluppare oltre 420 watt medi per quasi tutta la salita.
Sono numeri che non descrivono soltanto la forza muscolare, ma la capacità di trasformare energia in movimento con un’efficienza straordinaria.
Un amatore ben allenato può sostenere tra 3 e 4 watt per chilogrammo per un tempo simile. Un ciclista che pedala nel fine settimana, invece, si colloca spesso tra 2 e 3 watt per chilogrammo.

Quanto cambia il tempo di salita?
Le differenze diventano evidenti appena si confrontano i tempi.
- Tadej Pogacar: circa 45-50 minuti, a seconda del ritmo di gara e delle condizioni.
- Amatore molto allenato (4 W/kg): circa 65-70 minuti.
- Ciclista regolare (3 W/kg): tra 85 e 95 minuti.
- Cicloturista (2 W/kg): oltre due ore.
Non si tratta soltanto di qualche minuto, ma di affrontare la stessa montagna con intensità completamente diverse.
La velocità racconta solo una parte della storia
La velocità di oltre 23 chilometri orari è il rilsultato di molti fattori.
Il peso del corridore è ridotto al minimo compatibile con la prestazione. La bicicletta è ottimizzata sotto ogni aspetto. L’aerodinamica conta anche in salita, soprattutto quando la velocità supera i 20 chilometri orari. Ovviamente, un professionista arriva a quella prestazione dopo mesi di preparazione specifica. L’amatore, al contrario, deve spesso fare i conti con una condizione meno omogenea, un’alimentazione meno precisa e un’esperienza diversa nella gestione dello sforzo.
Non è solo questione di gambe
Sul Tourmalet i professionisti non arrivano freschi. Prima della salita hanno già percorso tanti chilometri a ritmo elevato, spesso con migliaia di metri di dislivello alle spalle. Nel caso di questo Tour de France, avevano già altre salite e l’Aspin nelle gambe. Non poco.
Questo rende ancora più impressionanti le prestazioni. La potenza espressa negli ultimi chilometri della salita arriva dopo quattro o cinque ore di gara, quando la maggior parte dei ciclisti avrebbe già esaurito gran parte delle proprie energie.
Immaginiamo un confronto diretto
| Rapporto W/kg | Livello ciclista | Tempo stimato | Velocità media |
|---|---|---|---|
| 2,0 | Cicloturista | 2h 05′ – 2h 15′ | 8,5-9 km/h |
| 2,5 | Amatore | 1h 40′ – 1h 50′ | 10-11 km/h |
| 3,0 | Buon granfondista | 1h 25′ – 1h 35′ | 12-13 km/h |
| 3,5 | Ottimo amatore | 1h 15′ – 1h 20′ | 14-15 km/h |
| 4,0 | Elite amatoriale | 1h 05′ – 1h 10′ | 16-17 km/h |
| 5,0 | Professionista Continental | 53′ – 57′ | 20-21 km/h |
| 6,0 | WorldTour | 46′ – 49′ | 23-24 km/h |
| 6,5 | Pogacar / Vingegaard al massimo livello | 43′ – 46′ | 24-26 km/h |
Cosa significano davvero 6,5 watt/kg?
Qui, invece, proviamo a spiegare cosa significa quella potenza rapportata al peso di un ciclista
| Peso ciclista | Potenza a 6,5 W/kg |
|---|---|
| 60 kg | 390 watt |
| 62 kg | 403 watt |
| 64 kg | 416 watt |
| 66 kg | 429 watt |
| 68 kg | 442 watt |
| 70 kg | 455 watt |
La difficoltà non è tanto raggiungere questi valori per pochi secondi. Molti buoni amatori riescono a superare i 700 watt in uno sprint. La vera differenza è mantenerne oltre 420 per circa tre quarti d’ora, dopo quasi cinque ore di corsa.
Proviamo a a immaginare se Pogacar e un buon cicloamatore partissero insieme dal Tourmalet:
- dopo 20 minuti Pogacar avrebbe già guadagnato circa 2 chilometri;
- quando Pogacar taglia il traguardo in vetta, il granfondista da 3 W/kg ha ancora circa 6 chilometri di salita davanti;
- il cicloturista ne deve affrontare ancora oltre 10 chilometri.

Anche la bici fa la sua parte
La differenza non è soltanto nelle gambe. I professionisti utilizzano rapporti studiati per mantenere una cadenza ottimale, pneumatici larghi che migliorano l’efficienza di rotolamento, ruote leggere ma aerodinamiche e posizioni in sella sviluppate attraverso analisi biomeccaniche.
Nessuno di questi elementi, preso singolarmente, trasforma un amatore in un professionista. Sommati, però, consentono di risparmiare energia preziosa e di sfruttare al meglio ogni watt prodotto.
Il confronto serve a capire, non a imitare
Paragonare Pogacar a un ciclista comune non significa stabilire chi sia più bravo. Serve piuttosto a comprendere il livello raggiunto dal ciclismo moderno.
Chi riesce a completare il Tourmalet con il proprio ritmo ha già affrontato una salita che ha scritto pagine di storia del Tour de France. Farlo in un’ora e mezza o in due ore non cambia il valore dell’impresa personale.
La differenza è che, mentre un amatore cerca soprattutto di arrivare in cima, i migliori corridori del mondo trasformano quella stessa montagna nel luogo in cui si decide una delle corse più importanti del calendario.



































