In Val d’Orcia il biglietto d’ingresso lo vedi quando riparti, è la polvere. Ma qui non è peccato portarsela via come al mare. La sabbia è altro, è pesante e può essere fastidiosa. La polvere di qui è impalpabile, non te ne accorgi ma la ritrovi dappertutto e non solo su automobili, biciclette e gambe, ma anche nella testa, tra i capelli e fin dentro nei pensieri.
Vola piano la polvere e non serve un gruppo di corridori per tirarla su, si solleva da sola anche se non c’è vento, ma è un ricordo da mettere nelle pagine del libro del ciclista o del pedalatore solitario.
Diventa un modo di essere del pensare lento e se pedali su una bicicletta gravel la gusti fisicamente e direttamente col fisico.
È quello che ha pensato Mauro Pieri quando, un po’ di anni fa si è reso conto che il mondo delle granfondo, più che in crisi, stava subendo una rivoluzione da parte degli stessi partecipanti. Il pubblico c’era, ma iniziava a cercare altro.
Così ha plasmato la Val d’Orcia Gravel con le mani di un’esperienza da organizzatore che è molto attento a chi pedala e all’economia degli appassionati che, giustamente, vanno dove conviene. E nel conteggio economico ha un peso importante l’esperienza, termine abusato in tempi di marketing disperato che ha l’illusione di tradurre in profitto qualsiasi oggetto o avvenimento che non classifichiamo come dovere.
La differenza è che l’esperienza, a zonzo per la Val d’Orcia, diventa tutto ciò che costruisce ricordi sollecitando i sensi.
La formula “itinerante”
Sono quattro i comuni interessati dal percorso della Val d’Orcia Gravel: Montalcino, Castiglione d’Orcia, San Quirico d’Orcia e Radicofani e, per non fare torto a nessuno la partenza cambia di volta in volta così da coinvolgere ogni anno un comune diverso. Il via dell’edizione 2025 è stato dato a Bagno Vignoni, il via col buio per i percorsi più lunghi, le stelle a fare compagnia con la luna quasi nuova e il freddo che sarebbe scomparso solo poche ore dopo.
Il via reso suggestivo dalla piazza delle sorgenti col freddo a pizzicare e la colazione a riscaldare assieme allo sguardo sulla vasca termale e, suggestivo, il duo di musicisti: un violino e un Chapman stick, scelta originale a unire classico e moderno, un po’ come fa la gravel.
La Val d’Orcia Gravel è un racconto di percorsi, quattro, di saliscendi sterrati e di ristori dove non è mancato praticamente nulla, dalla polenta con salsiccia, all’olio, al formaggio col miele. Qualcuno è arrivato al pasta party finale senza quasi appetito per quanta ce n’era. Sicuramente erano tutti sazi di polvere nella scorpacciata di percorsi dai nomi emblematici: Luculliano, Goloso, Saporito e Frugale eloquenti anche della scorpacciata di chilometri a disposizione.
I partecipanti hanno apprezzato la formula: niente gare, ma la fatica da queste parti senza pianura non manca, e il gusto di pedalare assieme, magari col proprio compagno o compagna lungo posti da segnare sulla mappa per tornarci.
E per chi è arrivato a leggere fin qui col rammarico di non esserci stato ci sono un paio di belle notizie che riguardano la prossima edizione e anche chi verrà senza appuntamento.
In arrivo il percorso permanente Val d’Orcia Gravel
Il progetto di Mauro Pieri, l’organizzatore cresce non solo per qualità dell’evento, palpabile, ma anche nell’allargamento ad altri orizzonti, compreso quello del percorso permanente, studiato e voluto perché da queste parti vale la pena venirci tutto l’anno. La bicicletta è formula perfetta del territorio, anche più dei van che scaricano turisti a Montalcino a getto continuo, arrivano, foto, selfie e un bicchiere di vino e nessun biglietto da visita fatto di polvere nelle tasche. Se economicamente funziona pure (basta fermarsi in piazza per qualche ora per avere una statistica) la gravel rende di più ed estende un pubblico che si ferma più a lungo anche ai comuni meno famosi.
Sulle prospettive di crescita ce ne ha parlato direttamente Mauro Pieri. Ecco l’intervista realizzata al termine dell’evento.
La Val d’Orcia Gravel guarda al 2026: percorso permanente e nuovo circuito dei sapori
Nel 2026 la Val d’Orcia Gravel vivrà un’evoluzione importante, sia sul piano turistico che sportivo. L’evento, nato per valorizzare il territorio toscano attraverso il gravel, si prepara a entrare in un progetto più ampio che coinvolgerà anche le Marche e l’Umbria.

«C’è una novità interessante – ci ha spiegato Mauro Pieri – la Val d’Orcia Gravel si è unita con le Marche e con l’Umbria per creare un mini circuito dei sapori, che probabilmente si chiamerà Gravel dei Sapori o qualcosa di simile».
Il progetto prevede tre tappe: una nelle Marche, con le Strade Imbrecciate; una in Umbria, con la Spoleto-Norcia, già conosciuta e consolidata; e la tappa finale in Toscana, con la Val d’Orcia Gravel di ottobre. «L’intento – aggiunge Pieri – è valorizzare non solo i territori, ma anche i prodotti tipici che li rappresentano».
Un altro passo significativo riguarda la creazione di un percorso permanente tabellato.
«Il tracciato della Val d’Orcia Gravel, quello di 140 chilometri con un’estensione di 20, diventerà permanente nel 2026 – conferma -. I comuni hanno già approvato il progetto, che sarà finanziato dall’UNESCO».
Il percorso, lungo complessivamente 160 chilometri, sarà segnalato e accessibile tutto l’anno, permettendo ai ciclisti e ai turisti di pedalare nella Val d’Orcia 365 giorni l’anno, seguendo un itinerario che unisce sport e patrimonio culturale.
E sull’evento appena concluso Pieri conferma il progetto itinerante coinvolgendo ogni anno un comune diverso. «Nel 2026 la partenza sarà da Castiglione d’Orcia. Poi ci sposteremo in altri borghi, così i percorsi cambiano, i comuni non vengono sovraccaricati e i partecipanti non si annoiano mai».
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