6 ott 2020 – È certamente un pasticcio brutto quello capitato a Geraint Thomas. Caduta di cui abbiamo già detto e che è stata causata, banalmente, semplicemente, drammaticamente, solo da una borraccia.
Abbiamo visto quanto possono essere pericolose le borracce piene (meno quelle vuote: si schiacciano facilmente) quando cadono a terra. Situazioni di pericolo che capitano, neanche troppo raramente, durante i rifornimenti.
Bisogna ripensare borracce e portaborracce? Qualcuno lo ha detto ma, anche qui, è il caso di fare un’appunto: bisogna scegliere meglio i materiali in base alla corsa. Poi, ma quella è imponderabile, c’è un margine di sfortuna.
Perché scriviamo così? Perché basterebbe guardare alla Parigi Roubaix: ormai da sempre i corridori che partecipano a questa corsa fanno particolare attenzione alle soluzioni tecniche (il prossimo appuntamento, Covid-19 permettendo, è per il prossimo 25 ottobre, proprio nel giorno dell’ultima tappa del Giro d’Italia, ahinoi).
Si tratta di soluzioni tecniche che riguardano anche le borracce ovviamente.
Cosa si può (e si poteva) fare?
Intanto, come sempre, vale la conoscenza dettagliata del percorso per poter scegliere i materiali migliori. Così come si fa (o si dovrebbe fare) anche per la scelta delle ruote, delle gomme e della relativa pressione. In base al percorso più o meno accidentato si possono scegliere diversi tipi di portaborraccia. Sulle specialissime utilizzate dai corridori, ovviamente, si punta sempre alla leggerezza, ma ogni produttore ha in gamma anche modelli leggermente più pesanti ma anche più robusti e sicuri nel trattenere le borracce. Insomma, non servono rivoluzioni.
Gli stessi meccanici (l’esempio è sempre dalla Roubaix) sanno apportare minime modifiche per migliorare la tenuta della borraccia. Come? Semplicemente aggiungendo del nastro antiscivolo nel portaborraccia così da aumentare spessori e attriti. Oppure si opta per modelli un po’ più datati, meno leggeri, ma in grado di reggere praticamente qualsiasi sollecitazione. E se funziona alla Parigi Roubaix vuol dire che “peggio di così”… ma lo stesso si può dire per i modelli utilizzati per le mountain bike. Insomma nessuna rivoluzione ma solo un po’ di accortezze in più.
Un errore dei meccanici per la caduta di Thomas?
Nei comunicati degli organizzatori, va detto, c’è sempre un dettaglio piuttosto preciso sulle condizioni delle strade che si dovranno affrontare. Queste, è vero, vengono riasfaltate dalle amministrazioni comunali proprio in previsione del passaggio del Giro d’Italia, ma ci sono tratti che, per diversi motivi, possono rimanere più difficili da percorrere. Però vale la pena anche spezzare una lancia a favore dei meccanici: quel che è accaduto causando poi la caduta di Geraint Thomas è avvenuto prima del via ufficiale, nel cosiddetto tratto di trasferimento dove i corridori vanno a velocità controllata dietro alla macchina del direttore di corsa. Complice un tratto in leggera discesa, in quel punto il gruppo è passato a velocità piuttosto sostenuta e le biciclette hanno sentito con forza quel tratto cittadino col passaggio dell’asfalto al basolato non certo liscio. Quindi sì, ci si è messa, ancora di più, la sfortuna.
E per le altre situazioni basterà adottare le soluzioni tecniche già a disposizione sul mercato o i “trucchi” dei meccanici che ben conoscono il loro lavoro.
Non serve, a nostro avviso, progettare portaborraccia diversi.
GR


































