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Posedla Joyseat 3.0 – Il futuro della sella è il “su misura”?

Configurazione basata sulla propria impronta ossea ed elevato livello di personalizzazione. L'abbiamo provata

Alberto Sarrantonio di Alberto Sarrantonio
3 Ottobre 2025
in Componenti, Test e Collaudi
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Posedla Joyseat 3.0 – Il futuro della sella è il “su misura”?

Quando mi sono imbattuto nel progetto Posedla e nella sua sella Joyseat, l’idea di una sella personalizzata su misura — anziché una “taglia unica” — mi ha subito intrigato. Il sito promette una configurazione custom basata sulla propria impronta ossea, insieme a dati personali (flessibilità, disciplina, abitudini di utilizzo), per ottenere una sella davvero adatta alle proprie caratteristiche e necessità.

Un’esperienza di acquisto coinvolgente ed intuitiva

Il primo contatto con il marchio avviene su posedla.eu, dove il processo è studiato per accompagnare il ciclista passo dopo passo verso la propria sella su misura.

  1. Scelta del modello: Posedla propone diverse versioni della Joyseat – arrivata alla terza generazione – che differiscono per materiali di guscio e binari (dall’alluminio al carbonio), con un peso che varia dai 220 grammi circa fino a versioni più leggere.
  2. Configurazione online: vengono richieste informazioni su discipline praticate (strada, gravel, MTB, triathlon), chilometraggio annuo, stile di guida e livello di flessibilità.
  3. Il kit “Smiling Butt”: la parte più curiosa del processo. Si riceve a casa un kit per rilevare l’impronta delle proprie ossa ischiatiche (sit bones). Bastano pochi minuti per sedersi, seguire le istruzioni e inviare a Posedla foto e dati del rilevamento.
  4. Personalizzazione estetica: oltre all’aspetto tecnico, si possono scegliere dettagli grafici, incisioni e colori per avere una sella che rispecchi anche lo stile del ciclista.
  5. Soddisfatti o rimborsati: Posedla garantisce la possibilità di restituire la sella entro 60 giorni se non corrisponde alle aspettative (o di lavorare con il cliente per gli adeguamenti necessari), un’assicurazione interessante, dato che una sella è un elemento molto personale

Il processo di acquisto è ovviamente più lungo rispetto a un acquisto tradizionale, ma è parte integrante del valore del prodotto: non si compra una sella “universale”, bensì un pezzo unico.

ll kit “Smiling Butt”: come funziona la misurazione personalizzata

Uno degli elementi più particolari dell’esperienza Posedla è senza dubbio il kit Smiling Butt, inviato a casa dopo l’acquisto. Si tratta di un sistema semplice ma ingegnoso che permette di rilevare con precisione la distanza tra le ossa ischiatiche. Il vero punto di contatto tra ciclista e sella.

L’utilizzo è intuitivo: ci si siede sul supporto fornito, seguendo le istruzioni, e in pochi secondi si ottiene l’impronta del bacino. Questa rilevazione viene poi fotografata e inviata tramite piattaforma a Posedla, insieme ad altre informazioni sullo stile di guida, la flessibilità e le abitudini di pedalata.

Il nome curioso, “Smiling Butt”, deriva dalla forma che assumono le due impronte ischiatiche sul materiale del kit, simili a un sorriso. Oltre all’aspetto divertente, questo metodo garantisce dati affidabili che permettono all’algoritmo di Posedla di modellare la Joyseat con una precisione superiore rispetto a una sella tradizionale disponibile in poche larghezze standard.

Il risultato è una sella che non si limita ad “andare bene”, ma che nasce letteralmente sul corpo del ciclista, riducendo il rischio di dolori, intorpidimenti e continui cambi di posizione in sella.

 

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Ricezione e prima impressione

Dopo l’elaborazione dell’ordine, la sella arriva ben imballata, con documentazione che spiega le caratteristiche, le istruzioni per il montaggio e le raccomandazioni iniziali. C’è da dire che in tutto il periodo di attesa, nel mio caso 8 settimane dall’ordine alla consegna, ho ricevuto regolari aggiornamenti e messaggi informativi che mi hanno aiutato ad entrare sempre più a fondo nel “mondo Posedla”. Una customer experience davvero ben costruita.

La finitura è curata: il guscio, il padding 3D e i binari sono ben integrati, e si percepisce l’attenzione ai dettagli. Al tatto, si nota che il padding non è uno strato uniforme, ma presenta microstrutture reticolari a densità variabile che promettono “flessibilità controllata”. Il guscio è rigido ma con un’adeguata elasticità, progettato per restare robusto ma non totalmente rigido.

Il peso dichiarato parte da circa 220 grammi nelle versioni di “base” (shell in materiale resistente) fino a versioni con shell in carbonio e binari speciali per modelli più prestazioni.

Montarla è semplice se si ha familiarità con le selle e i binari standard: i rail sono tondi da 7×7 millimetri nelle versioni standard, compatibili con la maggior parte dei reggisella.

 

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Le prime pedalate: sensazioni e adattamento

I primi chilometri sono sempre delicati con una sella nuova, e bisogna dare un po’ di tempo al corpo per adattarsi. Come mio solito, invece, non consiglio questa pratica, ho scelto di utilizzare la Joyseat per la prima volta in un contesto probante, la Nova Eroica Gravel, percorso lungo, 130 kilometri con 2,000 metri di dislivello. Una test impegnativo nella quale ho conseguito un onorevole 27° posto assoluto – 5° di categoria, a riprova di una buona sintonia immediata con la sella.

Già dopo poche decine di chilometri si nota una distribuzione più uniforme della pressione, specialmente in zone che con selle tradizionali tendevo a sentire fastidio (zona perineale, ischi). L’assenza o la riduzione di “punti caldi” è un grande segnale che il concetto di personalizzazione funziona.

Ecco cosa ho potuto percepire durante il test

La microstruttura del padding, quando ben calibrata, offre un contrasto comfort / supporto: non è “morbida come un divano”, ma è sufficientemente “accogliente” nei punti dove serve, permettendo assorbimento delle micro-vibrazioni.

In uscite lunghe (da 2–3 ore in su), la differenza si percepisce chiaramente: minor fastidio nei cambi di posizione, maggiore “stabilità” nel bacino. Non ho avvertito scivolamenti o necessità continue di ritrovare la posizione.

In salita, dove i cambi di pressione sono continui, la sella si è rivelata stabile, permettendo di mantenere una postura efficiente senza cercare “rifugi” su punti meno comodi.

Su fondo sconnesso (strade secondarie, lastricato, gravel leggero), il comportamento della sella è solido: la struttura “a reticolo” del padding aiuta ad attenuare le sollecitazioni più sottili, mentre il guscio fornisce trofismo e risposta.

È chiaro che, come per ogni componente “personalizzato”, sia necessario un periodo di rodaggio per permettere al corpo di adattarsi e trovare la posizione ideale. Ma la sensazione è che, una volta raggiunta quella “comfort zone”, la sella faccia sentire di meno la fatica nei tratti lunghi.

Vantaggi e punti da considerare

Punti di forza:

  1. Fit personalizzato: il grande vantaggio è l’adeguamento all’anatomia individuale, che riduce sensibilmente i compromessi tipici delle selle “generiche”.
  2. Comfort lungo termine: nelle uscite lunghe o giornate consecutive, la differenza nella gestione delle pressioni si nota.
  3. Flessibilità futura: Posedla dichiara che, se cambi disciplina o struttura corporea, è possibile rifare solo il padding mantenendo il guscio / binari — una prospettiva “a vita” per la sella.
  4. Garanzia / restituzione: la possibilità di restituire entro 60 giorni o fare adattamenti riduce il rischio dell’investimento.

Punti di attenzione:

  • Costo: sicuramente un investimento superiore a molte selle standard, giustificato però dalla personalizzazione.
  • Tempo: il processo richiede l’attesa del kit di misurazione e della produzione (non è immediato come comprare una sella pronta) ma l’attesa vale la pena.

 

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Conclusione: verso un nuovo modello di comfort

L’esperienza con la sella 3D Posedla Joyseat ha confermato che la personalizzazione (se ben eseguita) può realmente fare la differenza. Il percorso dall’acquisto alla guida è coinvolgente: non è solo “compro e monto”, ma una specie di “co-creazione” della sella con l’azienda.

Per un lettore di Cyclinside che vuole andare oltre i limiti del comfort tradizionale, la Posedla Joyseat rappresenta una delle soluzioni più evolute disponibili oggi. Non è certo la scelta di chi punta al prezzo più basso, ma è pensata per chi desidera un’esperienza di pedalata più confortevole e davvero costruita intorno a sé.

Prezzo al pubblico: a partire da 389,00 euro

Per informazioni: https://posedla.eu

 

Tag: biomeccanicaevidenzapersonalizzazionescelta sellasellasella 3dsella personalizzatastampa 3d

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Cyclinside® è una testata giornalistica registrata nel 2008 e poi presso il Tribunale di Varese con n° 1/2019 del 31/01/2019 - Editore Guido P. Rubino P.I. 10439071001
Iscrizione al Registro degli Operatori della Comunicazione con registrazione n° 35370 aggiornata 8 ottobre 2020.

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