Non certo una rivoluzione ma un aggiornamento significativo quello che ha subito le Diverge 4; appunto, il numero ci ricorda che con questa nuova “release”, la gravel di riferimento di “Specy” arriva alla quarta generazione.
Non una rivoluzione sì, a conferma che l’architettura tecnica di questa gravel ha solide basi tecniche.
In fondo, quel che le serviva era adeguarsi a canoni tecnici più moderni, nel contesto di una specialità che tra tutte quelle delle due ruote è forse quella che tecnicamente si è modificata di più nelle ultime stagioni.
Ci riferiamo prima di tutto all’utilizzo di pneumatici di sezione aumentata, a nuovi canoni geometrici studiati per assecondare e favorire le alte velocità e nella fattispecie di questa Diverge all’aggiornamento di una architettura tecnica che rimane pilastro peculiare di questa bici adatta per il gravel race ma anche per lunghe avventure in bikepacking: si tratta del sistema di smorzamento delle vibrazioni Future Shock, che contraddistingue la Diverge sin dalla prima generazione e che attraverso ammortizzatori integrati nel tubo sterzo consente di assorbire piccoli e grandi urti ricevuti dal terreno.
Ci basta dire che per la Diverge il Future Shock è soluzione così funzionale, distintiva ed efficace che la Casa statunitense continua ad impiegarla pur se questo obbliga a sacrificare la caratteristica (estetica) immancabile su tutte le piattaforme di bici gravel delle case Concorrenti: l’integrazione totale dei cablaggi nel “cockpit” di guida.
Sulla Diverge no, questa caratteristica non può sposarsi con gli ingombri e i dimensionamenti del Future Shock: così, spazio ai classici cavi esterni, che, aggiungiamo noi, possono talvolta essere anche più funzionali e pratici in termini di manutenzione e servizio.
Le specifiche tecniche
Nel dettaglio, il nuovo Future Shock arriva alla generazione 3.0, posizionato tra attacco manubrio e tubo sterzo: offre 20 mm di escursione idraulicamente ammortizzata, con una capacità di ridurre l’effetto degli impatti di ben il 53% (in base a test indipendenti condotti dalla German Sports University di Colonia) e un conseguente risparmio energetico fino a 11 watt rispetto ai telai rigidi.

Unito al reggisella Roval Terra e alla sua capacità di flettere in modo controllato fino a 18 millimetri, il risultato è una guida fluida e reattiva, anche sulle superfici più sconnesse.

Sul tubo diagonale, inoltre, c’è un aggiornamento del sistema di stoccaggio accessori SWAT, che al giorno d’oggi è diventato una costante sulle bici gravel, ma che a onor del vero Specialized è stata la prima ad utilizzare sulle sue bici: il nuovo SWAT 4.0 assicura più spazio per alloggiare accessori all’interno del tubo diagonale, così come anche la “bocca” di ingresso è più grande, in modo da permettere di trasportare camere d’aria, attrezzi, integratori e anche una giacca antivento

Ancora, la compatibilità è ora con pneumatici fino a 50 millimetri, per rendere la bici potenzialmente pronta sia per le gare più dure che per le avventure più estreme in bikepacking.
Infine, il telaio viene aggiornato con l’adozione dell’interfaccia di fissaggio UDH, per adattarsi ai cambi ad attacco “diretto” che stanno riscuotendo molto successo nel gravel.
Geometria progressiva
A livello geometrico gli aggiornamenti riguardano l’angolo di sterzo (poco più “aperto”) e il reach allungato progressivamente (in base alla taglia): tutto questo per ottenere una posizione più stabile e centrata, assegnando al “gravellista” più sicurezza e controllo nelle situazioni di alta velocità.
Infine l’abbassamento della scatola movimento di 5 mm si adegua a coperture che presumibilmente saranno molto generose e consente anche di sentirsi “dentro” la bici, aumentando sicurezza e controllo anche a velocità elevate e su terreni accidentati.

Nelle foto che seguono, la Diverge 4 che Specialized Italia ha esposto ancor prima del “lancio” ufficiale all’Italian Bike Festival di Misano Adriatico. Era proprio quella usata da Daniel Oss a The Rift, una competizione gravel disputata a luglio in Islanda.
Sia in carbonio che in alluminio
Gli aggiornamenti tecnici della piattaforma Diverge 4 riguardano sia la variante di alta gamma in carbonio (a sua volta proposta negli allestimenti di livello Pro ed Expert), sia la versione economicamente più appetibile in alluminio: la Diverge 4 E5 Alloy condivide la stessa geometria e le stesse soluzione tecniche, diventando tra l’altro la prima gravel bike in alluminio al mondo con vano interno nel telaio.
Allestimenti e prezzi
La Diverge 4 è già disponibile presso la rete di rivenditori autorizzati Specialized e sul sito ufficiale Specialized nei seguenti allestimenti e, tra parentesi, nelle rispettive colorazioni:
- DIVERGE PRO LTD (FLORED/YEL), 9.999 €
- DIVERGE PRO (GLOSS BORDEAX METALLIC / PEARL / DOLOMITE METALLIC), 7.999 €
- DIVERGE EXPERT DI2 (FJORD METALLIC / EMERALD METALLIC), 6.499 €
- DIVERGE EXPERT DI2 (NEBULA METALLIC / SANDSTONE METALLIC), 6.499 €
- DIVERGE EXPERT AXS (NEBULA METALLIC / SANDSTONE METALLIC), 6.299 €
- DIVERGE COMP (DOLOMITE METALLIC / ORANGE ZEST), 4.499 €
- DIVERGE COMP (LAUREL GREEN METALLIC / DOLOMITE METALLIC), 4.499 €
- DIVERGE SPORT (EMERALD METALLIC / SILVER DUST), 3.499 €
- DIVERGE SPORT (DEEP ORANGE / DUNE WHITE), 3.499 €
- DIVERGE SPORT OBSIDIAN METALLIC / QUARTZ METALLIC), 3.499 €
- DIVERGE E5 COMP (GLOSS MAUVE METALLIC / OBSIDIAN), 2.799 €
- DIVERGE E5 COMP (SATIN SHADOW SILVER / FJORD METALLIC), 2.799 €
- DIVERGE E5 COMP (GLOSS PISTACHIO / EMERALD METALLIC), 2.799 €
- DIVERGE E5 SPORT (SATIN BURNT GOLD METALLIC / SHADOW SILVER), 2.299 €
- DIVERGE E5 SPORT (GLOSS DARK NAVY / DOLOMITE METALLIC), 2.299 €
Ulteriori informazioni: Specialized




































