Ayuso cala l’asso a Tagliacozzo. Nessun messaggio definitivo ma carte scoperte. Secondo Del Toro e poi Bernal e Roglic che riprende la maglia rosa.
Primo arrivo in salita per il Giro d’Italia col gruppo che si lecca le ferite della maxi caduta della tappa napoletana che ancora si trascina polemiche. Da Castel di Sangro alle salite dell’Abruzzo, il traguardo a Tagliacozzo all’insù ha iniziato a far vedere le unghie dei pretendenti al Giro.
Pedersen ha lavorato da gregario stavolta, a Ciccone, prima di farsi da parte, ma le squadre si sono fatte vedere, soprattutto la Ineos che sa comparire al momento giusto portando Bernal nel posto giusto.
Il gruppo ha preso la salita finale molto forte, tanta selezione da dietro ma lotta dei potenziali leader a tenere la testa del gruppo a più di trenta all’ora prima del cambio di pendenza di fine tappa ai 2,6 chilometri dal traguardo.
È stato Ciccone il primo a rompere gli indugi selezionando i migliori: in 21 sono passati all’ultimo chilometro. Intanto si ridisegna la Classifica Generale.
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