Non è facile scrivere cose nuove, sulla storia del Ciclismo.
D’altro canto, gli episodi salienti non sono poi molti: la fuga di Coppi nella Cuneo-Pinerolo del 1949, Bartali che salva l’Italia dalla guerra civile dopo l’attentato a Togliatti, il complicato albero genealogico della famiglia Anquetil, l’umida vittoria di Pantani sul Galiber ecc.
Tutti questi eventi, gli appassionati li conoscono bene, perciò chi decide di raccontarli non può limitarsi a riferire i fatti, ma deve offrire qualcosa di più ai suoi lettori. Come un buon narratore di fiabe, deve “tirare” dentro la storia anche il lettore che la conosce già, trasformando la semplice cronaca in narrazione.
È un compito tutt’altro che facile, ma Ceccarelli lo assolve impeccabilmente. Ho letto questo libro in poche ore, nel corso di un lungo aperitivo, mentre mi ingozzavo di Blanc de Blancs e tartine. La prosa è rapida, ma non stitica; priva dei bizantinismi tanto cari a certe penne, ma non arida. Da come descrive i fatti e le persone si capisce che il suo non è quel “giornalismo salgariano” tanto in voga di questi tempi, ma che Ceccarelli, il ciclismo – avendo seguito undici Giri d’Italia, cinque Tour de France, decine di classiche e diversi Mondiali – lo conosce davvero.
Anche quando Coppi diventa Coppi vincendo Giro e Tour nella stessa stagione per due volte (1949 e 1952), il Campionissimo non era mai tranquillo. Bartali lo ossessionava, lo corrodeva. E proprio per questo, con il passare del tempo, lo legò a sé in un binomio indissolubile: Bartali-Coppi, Coppi-Bartali. Scherzando, Coppi dirà: «Ci si affeziona anche agli incubi».
Il libro, introdotto da una prefazione di Romano Prodi, è suddiviso in dodici capitoli dedicati, come suggerisce il titolo, alla rivalità fra due ciclisti: Gerbi/Cuniolo, Girardengo/Binda, Coppi/Bartali e via di seguito fino a Bugno/Chiappucci e Wiggins/Froome.
Unica eccezione, il capitolo numero dieci..
In tutte le storie di rivalità fin qui raccontate c’è sempre una coppia di campioni che diventano avversari. Avversari che si sfidano, si combattono, diventano nemici, almeno fino a quando c’è un traguardo da contendersi. Ma c’è un caso, nella storia del ciclismo, in cui la sfida è più subdola. (…) Quella che segue è la storia del campione più campione: Marco Pantani. Un gigante che non aveva rivali, tranne che un feroce sé stesso.
Molto divertente e poco noto, il capitolo dedicato alla rivalità fra Luigi Malabrocca e Sante Carollo, che si contesero, con astuzie degne di un racconto di Benni, la maglia nera, destinata all’ultimo arrivato nelle tappe del Giro:
Ma anche Malabrocca un giorno trova un rivale sulla sua strada. (…) E salta fuori alla vigilia del Giro ‘49 quando tutti, nella lotta per la maglia nera, danno favorito Malabrocca, ormai riconosciuto sovrano della specialità. (…) ecco saltar fuori questo Sante Carollo, mai visto e conosciuto, visto che di solito fa il muratore. Un tipo orgoglioso, ma lento come un carro trainato da un bue. «Un soprammobile in perenne difficoltà, sconvolto da cotte spaventose» lo definisce Orio Vergani.
Riassumendo: Quasi Nemici è un libro di facile lettura, adatto a chi voglia conoscere la storia del ciclismo, ma piacevole anche per chi la conosce già.
Buona lettura.
Scheda
Titolo: Quasi Nemici
Autore: Dario Ceccarelli
Editore: Minerva Soluzioni Editoriali
Pubblicazione: Bologna, 2021
Pagine: 176
Prezzo: 16,90 €
Copertina: brossura con bandelle
Lingua: Italiano
ISBN: ISBN: 9788833244044
E-mail: info@minervaedizioni.com
Web: https://www.minervaedizioni.com/


































