Con l’avanzare dell’età le prestazioni fisiche sono destinate a calare, e questo di per sé non rappresenta un problema, ma la capacità visiva di riconoscere cartelli stradali e le indicazioni del computerino sul manubrio restano un elemento imprescindibile per la nostra sicurezza. Dalla francese Julbo la soluzione di occhiali da sole sportivi con lente graduata per risolvere un problema che colpisce in modalità diversa la gran parte di noi.
Questa la mia esperienza.
Carlo Brena
Uno dei ricordi dell’infanzia riguarda mia madre che mi chiede, prima di rammendare un buco nei jeans strappati, di infilare il filo nell’ago da cucito. Una sciocchezza per me e per la mia vista da cecchino. Mai avuto bisogno di occhiali fino a 40 anni quando, complici migliaia di ore di computer e dei loro maledetti tubi catodici, ho avvertito i primi cedimenti. Oggi, nonostante due decenni che porto gli occhiali a tutte le ore del giorno, li considero ancora un corpo estraneo, avulso dalla mia storia, un regalo non gradito. E come se non bastasse ho avuto per molto tempo due occhiali: quelli “da vicino” e quelli da lontano, che ho convertito in bifocali. Tuttavia, non fanno ancora parte di me, li dimentico in giro, li cerco e non li trovo. Li ho duplicati e sparsi per la casa: uno sul comodino, uno in garage, uno in macchina… per non parlare dell’ufficio. Insomma, gli occhiali sono una soluzione a cui faccio fatica a dire grazie.
E quando sono in bici, anche peggio. Se esco a pedalare sono piuttosto ligio al dovere tra casco e occhiali da sole: ricordo ancora l’insetto che si è schiantato contro i miei occhiali in una discesa del Selvino, e se non li avessi avuto forse oggi girerei con una benda nera che neanche un pirata dei mar dei Caraibi.
Guardare e non vedere
Il punto è che, senza occhiali, i cartelli stradali diventano leggibili solo a certe distanze e il Garmin sul manubrio è una entità rettangolare che contiene forme numeriche dai confini irriconoscibili. Potrei indossare gli occhiali da vista (in fondo Laurent Fignon ha vinto un paio di Tour con gli occhialini da intellettuale…) ma i raggi del sole d’estate sono veramente un problema per i miei occhi. In Giordania, la scorsa primavera, ho usato un paio di occhiali da sole sopra quelli da vista, una soluzione casareccia ma efficace nelle giornate assolate se trovi la giusta combinazione tra dimensioni e incastri di aste, ma è chiaramente un connubio che non può andare bene.
Vi è da dire che stavo giusto valutando l’adozione di un OCR (quel supporto interno agli occhiali da sole che contiene le lenti correttive) quando mi imbatto in Julbo e nella sua soluzione RX Lab che prevede la costruzione della lente dell’occhiale da sole in base ai dati di correzioni visiva del soggetto. In altre parole, due in uno: occhiali da sole sportivi, ma anche da vista. Magnifico! La soluzione è possibile perché l’azienda con sede nel Jura francese, si occupa da oltre cent’anni sia di occhiali e maschere per lo sport (dalla montagna al ciclismo passando per la nautica) che di occhiali da vista per il canale degli ottici.
Occhiale da sole e da vista
Questa doppia competenza ha consentito di trovare un punto di incontro nel programma RX Lab che permette la personalizzazione di un occhiale sportivo con la correzione della vista.
Il processo RX Lab segue una procedura ben collaudata e nei laboratori francesi di Julbo, rinnovati nel 2021 per rispondere alle crescenti richieste, si segue la fabbricazione dell’occhiale dalla A alla Z. È sufficiente andare da un ottico rivenditore ufficiale Julbo con la propria documentazione oculistica e scegliere il modello più adatto nel catalogo dell’azienda francese. Sappiate che sono necessarie otto fasi per produrre un occhiale da sole con lenti correttive: la selezione del disco, la levigatura punto per punto, la lucidatura, l’incisione laser, il trattamento del disco, il taglio, il montaggio sulla montatura e il controllo qualità. La realizzazione degli occhiali Julbo utilizza le più moderne tecnologie digitali che permettono di realizzare lenti correttive che garantiscono una visione chiara in qualsiasi direzione si guardi. Quindi, dopo essere stati dal vostro ottico, tempo un paio di settimane “et voilà, les jeux sont faits” come dicono oltre confine, ecco che arrivano i vostri occhiali da sole.
E poi arriva Julbo con la soluzione ad hoc
La mia scelta è caduta sul modello Ultimate con lente Reactiv specchiata leggermente colorata di blu e soprattutto fotocromatica (0/3): si schiarisce quando si entra in gallerie buie o in tratti di bosco con molto fogliame, ma si scurisce quando ci si trova sotto il sole che picchia duro. Poiché la lente è lievemente più spessa nel tratto “correttivo”, l’occhiale risulta leggermente più pesante del tradizionale, ma si tratta di pochi e impercettibili grammi che si portano volentieri per aver risolto un problema. Unica avvertenza riguarda la prima volta che li indosserete: avrete una sensazione strana, quasi di mancanza di equilibrio. È normale. A differenza degli occhiali da vista che hanno le lenti piatte e in linea con la montatura piatta, la lente è panoramica dell’occhiale Ultimate è avvolgente per adattarsi alla forma del viso (Curva Base 6) e quindi la vista laterale potrebbe risultare inizialmente un po’ difficoltosa: tempo qualche minuto diventerà normale e il beneficio dell’occhiale lo si apprezzerà nella sua totalità.
Prima, quando ero in bici e mi squillava il cellulare, non capendo chi mi stesse chiamando, preferivo non rispondere. Ora che indosso i Julbo Ultimate RX Lab riconosco al volo chi mi cerca, ma non rispondo lo stesso: la consapevolezza è il primo passo verso la felicità.
Ulteriori informazioni su: www.julbo.com


































