Reggisella ammortizzato? La curiosità è di molti, così come i dubbi. Noi abbiamo ne abbiamo provato uno di RedShift, il modello Pro Endurance Suspension Seatpost.
Cosa è
Si tratta di un reggisella ammortizzato con uno schema a quadrilatero (o parallelogramma), che assorbendo gli impatti si deforma mantenendo costante l’inclinazione della sella senza modificarne la distanza dal manubrio.
Lo stesso produttore ha in catalogo diversi modelli, con caratteristiche dimensionali (lunghezza e diametro stelo), costi e pesi leggermente differenti. Fra i quali ogni utente può cercare il modello che più si adatta alle sue esigenze.
All’interno del tubo sella è contenuto il sistema di smorzamento, costituito da una combinazione di due elastomeri differenti per rigidità ed una molla elicoidale in acciaio. Gli elastomeri intercambiabili (secondo le istruzioni nella confezione) consentono di modificare la rigidità della sospensione, mentre la regolazione del precarico mediante un vitone di colore rosso nella versione Pro Endurance, posto nella parte inferiore del tubo sella, permette di regolare di fino la reazione del sistema, adattandolo alle scelte dell’utente che può stabilire la rigidezza del supporto.
Due modelli con lunghezza di stelo differente: 280 e 350 millimetri. La misura 350 millimetri è compatibile con la batteria Di2 (con l’adattatore Di2 standard), la 280 millimetri NON è compatibile con Di2.

Unboxing
Nella scatola, una elegante confezione nera con le scritte lucide, troviamo il reggisella, il foglio di istruzioni (in inglese con disegni – ma ci è stato spedito direttamente, ndr) ed un elastomero aggiuntivo per sostituire uno di quelli presenti nel reggisella variandone la capacità di assorbimento. Un piccolo adesivo sull’interno della scatola raccomanda di non utilizzare il reggisella in caso si trasportino bambini sul seggiolino posteriore e di tenere lontane le mani dal reggisella quando si pedala.
Peso del reggisella circa 514 grammi, come sempre non idoneo per i “grammomaniaci”. Un reggisella molto più orientato per chi predilige la comodità, perché comunque, ad onor del vero, in meccanica ogni organo che si muove, dissipa energia.

La prova
La prova è durata alcuni giorni, divisa in chilometri di uso cittadino ed una giornata finale di più di 100 chilometri percorsi su strade sterrate con qualsiasi fondo, asfalto, sterrato, erba, ghiaia, sconnesso di vario genere. Un vero test sul campo o per i campi (di riso nello specifico della campagna vercellese).
Già dopo i primi chilometri in città con asfalto non esattamente regolare, le impressioni sembravano buone.
Poi con la giornata conclusiva e con il lungo tragitto durante il quale abbiamo “centrato accuratamente” qualsiasi buca o asperità del terreno, possiamo decretare che è veramente come pedalare seduti in poltrona, con il sistema che assorbe qualsiasi asperità, sempre tenendo conto che non si tratta di un ammortizzatore posteriore classico come quello da MTB, ma un sistema con una escursione dichiarata di circa 35 millimetri. Poter pedalare a 35 km/h sullo sterrato quasi senza sentire contraccolpi è una bella sensazione.
La prima parte della prova ci aveva lasciati un po’ “spiazzati”. Sembrava quasi di avere le gomme sgonfie perché quando il sistema di molle lavora, il “beccheggio” un po’ si avverte. Una volta però fatto il settaggio corretto e l’abitudine a questa nuova conformazione diventa tutto molto piacevole e la sensazione di beccheggio la si avverte solo su fondi particolarmente regolari come alcuni asfalti stradali.
Quindi Pro e Contro?
A parità di comodità della “zona del corpo a contatto con la sella”, l’uso di un reggisella ammortizzato, consente di mantenere la pressione delle gomme leggermente più alta, cosa che migliora chiaramente la scorrevolezza sull’asfalto e soprattutto mette al riparo in caso di sterrati più impegnativi, dal rischio di pizzicature. Gli sterrati si affrontano senza patemi d’animo, sempre ricordandosi che non si tratta di un ammortizzatore vero e proprio ma di uno smorzatore, quindi con escursione abbastanza limitata.
Per contro, si registra l’incremento di peso di circa 200 grammi rispetto ad un reggisella in alluminio. Un aumento di peso paragonabile a mezza borraccia di acqua con i sali.
Il costo, direi importante, si attesta intorno ai circa 300 euro per il modello da noi provato.
Per avere un quadro esteso delle possibilità di utilizzo del reggisella, abbiamo condotto la prova montando una borsa della Topeak (BackLoader da 6 litri) fissata al sottosella ed effettivamente l’ammortizzatore si muove senza problemi.

La piccola paratia posteriore (mud guard) in plastica rigida sagomata protegge abbastanza i meccanismi dalla proiezione di fango acqua e sporco vario. Per tenerla in sede, finalmente, una piccola calamita. Niente incastri di gomma che con il tempo si danneggiano, si induriscono e non funzionano.
Diremmo quindi che possiamo ritenerlo approvato su tutta la linea.
L’unica accortezza che vale la pena di segnalare (anche se si tratta di una impressione molto personale) è quella di montare la sella leggermente più inclinata in avanti di quello che si fa normalmente con i reggisella rigidi. La sensazione in questo caso probabilmente è legata al fatto che la sella si muove e quindi la posizione verticale cambia leggermente almeno durante la marcia.
Certamente rimane la perdita di qualche watt durante la pedalata legato al movimento dei pezzi meccanici in gioco, ma sono questioni molto da puristi e ognuno può trarre naturalmente le sue conclusioni. Di certo un maggiore comfort in sella consente di pedalare più a lungo e con migliore controllo del terreno.
Ulteriori informazioni: https://redshiftsports.com/














































Estremamente interessante,gradirei conoscere il prezzo per l,acquisto
Salve Mario, come scritto nell’articolo siamo attorno ai 300 euro. In ogni caso può trovare di più su https://redshiftsports.com/